MANUALE DI STORIA D'ISRAELE

Giovanni Leonardi

LEZIONE X:
L'IMPERO DI DAVIDE



Il Contesto

In questo periodo l’Egitto attraversa una fase di debolezza che gli impedisce di affermare una sua qualsiasi autorità sulla Palestina. A nord, Mitanni è scomparso e l’Assiria è molto debole. Ci sono quindi le condizioni favorevoli perché Davide possa svilupparsi considerevolmente. I suoi unici nemici sono quelli locali: Filistei, Amalekiti, Moabiti, Ammoniti, Edomiti, ed egli li sottomette uno dopo l’altro. Con Davide Israele trova quindi requie dai nemici esterni e gli unici seri problemi sono quelli interni, dovuti alla lotta per il potere all’interno della stessa famiglia regale e ai dissensi tra le tribù del nord e Giuda.

Vicende

1) La conquista Gerusalemme è il primo atto della nuova monarchia unificata (II Sam 5:6-10). La conquista dell’imprendibile città gebusea avviene attraverso il canale (zinnor) che portava l’acqua della sorgente che si trovava all’esterno delle mura in un serbatoio cui si poteva accedere attraverso una rampa scavata nella roccia dall’interno della città. I Cr 11:4-8 dà un quadro più completo dell’impresa. Davide circonderà la cittadella di fortificazioni e ne farà la sua capitale.

Hebron, la capitale in cui Davide aveva risieduto mentre era re della sola Giuda, non poteva essere capitale di tutto Israele. La collocazione decentrata la rendeva poco adatta come sede di un governo nazionale. Essendo poi città di Giuda avrebbe certamente provocato il malcontento delle tribù del nord. La scelta di Gerusalemme come capitale aveva invece diversi vantaggi. 1) Dal punto di vista della sicurezza, si trovava in cima ad una montagna, in una posizione facilmente difendibile. 2) Si trovava poi verso il centro di Canaan e quindi strategicamente ben collocata. 3) Non era stata poi ancora conquistata da Israele per cui essa non apparteneva a nessuna tribù ma a Davide in quanto re e, di fatto, sarà "la città di Davide". 4) Trovandosi all’interno del territorio toccato alla tribù di Beniamino poteva dare l’idea di una continuazione del regno di Saul. Naturalmente la sua estensione era per il momento molto ridotta limitandosi alla cresta sovrastante la valle del Kedron.

2) Costruzione della reggia. Davide dà inizio ad una collaborazione commerciale e tecnica con Hiram di Tiro (II Sam 5:10,11). Si tratta di una collaborazione abbastanza stabile tra Israele e la città fenicia. Come si vedrà con Salomone, Israele forniva cereali mentre Tiro dava legno di cedri del Libano e mano d’opera specializzata di cui Israele mancava.

3) I Filistei capirono subito che la riunificazione di Israele sotto Davide costituiva una affermazione di indipendenza e che presto avrebbe consolidato la sua potenza fino al punto da non potere essere più controllato. Cercano così di porre una fine immediata a questa situazione attaccando Israele in una zona vicina a Gerusalemme con l’intento di spezzare l’unità del regno,(1) ma vengono sconfitti (II Sam. 5:17-25).

4) Consolidato il suo trono, non più soggetto al controllo filesteo, Davide fa portare l’arca da Kiriath-Jearim, prima in casa di un certo Obed-Edom di Ghat (città filistea, segno di sottomissione a Davide se l’uomo vi abitava, ma poteva abitare anche altrove), per la paura suscitata dall’incidente occorso a Uzza morto per aver sostenuto l’arca, e poi, dopo 3 mesi, a Gerusalemme.

E come Davide se ne tornava per benedire la sua famiglia, Mical, figlia di Saul, gli uscì incontro e gli disse: "Bell’onore s’è fatto oggi il re d’Israele a scoprirsi davanti agli occhi delle serve e dei servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla!" Davide rispose a Mical: "L’ho fatto per l’Eterno che m’ha scelto invece di tuo padre e di tutta la tua casa per stabilirmi principe d’Israele, del popolo dell’Eterno; sì, dinnanzi all’Eterno ho fatto festa. Anzi mi abbasserò ancor più di così, e mi renderò abbietto agli occhi miei; eppure, da quelle serve di cui tu parli, proprio da loro, io sarò onorato!" E Mical, figlia di Saul, non ebbe figliuoli fino al giorno della sua morte. (II Sam 6:20-23)

L’evento fu occasione di una grande festa e Davide la guidò svestendosi e danzando con passione in onore di Yahveh, davanti alla gente. Il fatto apparve indegno di un re a Mical, l’altezzosa moglie di Davide, e figlia del precedente re Saul, (II Sam 6) con la quale non dovevano esserci già in precedenza dei buoni rapporti. La reazione di Davide al rimprovero della moglie fu l’ammirevole affermazione della dignità del gesto. Il testo aggiunge poi che Mical non ebbe figliuoli, probabilmente intendendo dire che da quel momento Davide non ebbe più rapporti con lei. Quest’ultimo fatto non mancherà di conseguenze negative. Davide aveva forse sperato, chiedendo indietro ad Abner la figlia di Saul, di potere avere un figlio che unisse le due famiglie consolidando il regno. La separazione di fatto di Davide e Mical fece venire invece meno questo progetto.

5) Desiderio di costruire un tempio. Anche se portata a Gerusalemme, l’arca dell’Eterno non aveva però una sua dimora appropriata, e Davide si propose di costruire un tempio ove accolgierla degnamente. Il profeta Natan, richiesto di un parere, rispose di sua iniziativa lodando il progetto come qualcosa di accettevole a Dio, ma Dio ragionava diversamente. Il profeta Nathan dovette così smentite quanto aveva già detto e riferire il vero messaggio di Dio: Un uomo di guerra che aveva versato così tanto sangue, quale era stato Davide, non poteva edificare la casa di Dio. Dio non voleva che la sua casa fosse identificata con la guerra e la morte che essa produce, ma con la pace e la vita. Basterebbe forse questo solo testo a smentire la visione che molti hanno del Dio dell’A.T. come un Dio violento e militarista. Sarebbe invece stato Dio ad edificare a Davide una casa (casato) mentre il tempio sarebbe stato edificato dal figlio Salomone, un uomo pacifico. Davide accetterà umilmente il progetto di Dio e non geloso del figlio farà tutti i preparativi possibili perché il futuro tempio potesse essere edificato prima possibile e nel modo più bello immaginabile (II Sam 7; I Cr 17; 22).

6) La sconfitta dei Filistei all’inizio del regno unitario di Davide aveva spezzato la loro spinta espansiva ma non li aveva sottomesso del tutto. Di conseguenza, Davide, una volta rafforzato il suo potere, dovette rioccuparsi di loro sottomettendoli completamente (II Sam 8:1).

Altre conquiste di Davide

II Samuele 8,10,11 ci narra di varie battaglie contro Moabiti, Ammoniti, Aramei (Siri) e Idumei. Non è detto che tali eventi siano avvenuti nell’ordine in cui ci vengono riportati. Certamente è detto che Edom fu conquistata al ritorno dalle vittorie sugli Aramei. La battaglia contro i Siri narrata in 8:3-6, battaglia alla fine della quale i Siriani diventano tributari di Davide, dovrebbe essere invece posteriore alla battaglia contro gli Ammoniti narrata ai capp. 10 e 11. Infatti gli Ammoniti assoldano molti soldati siriani (II Sam 10:6) ed è più facile pensare che ciò sia avvenuto prima che i Siriani diventassero tributari di Davide. La guerra di Davide contro di loro potrebbe essere meglio compresa come reazione proprio all’aiuto che essi avevano dato agli Ammoniti. L’unica alternativa possibile mi sembra sia quella di valorizzare il fatto che nella guerra contro gli Ammoniti i Siriani implicati siano truppe mercenarie che partecipano in proprio e non sotto la guida dei loro re.

Tenuto conto di quanto appena detto, riportiamo il contenuto delle singole narrazioni bibliche nell’ordine in cui le troviamo nel testo:

7) Vittoria sui Moabiti il cui atteggiamento amichevole era ora ovviamente passato (II Sam 8:2) e che divennero tributari di Israele. Il testo dice che Davide ne uccise, a freddo, due terzi. Il perché di tale fatto non ci è detto. Cosa sarà successo per provocare una reazione così crudele? Una tradizione ebraica dice che i Moabiti avrebbero ucciso i genitori di Davide, ma il fatto è inverificabile. Il testo parallelo di I Cr 18:2 non ne parla neppure. Si tratta di tutti i Moabiti o, come mi sembra più probabile, di coloro che hanno partecipato alla battaglia?

8) Vittoria su Adadezer, re di Tsoba, e sui Siri di Damasco venuti in loro soccorso. In tal modo Davide viene riconosciuto signore fino all’Eufrate. Omaggio spontaneo reso dal re di Hamath, nemico di Damasco (II Sam 8:3-11) (Questi fatti possono essere posteriori alla vittoria sugli Ammoniti di cui si parla al punto 11).

9) Vittorie sugli Idumei (battaglia della valle del sale). Guarnigioni in Idumea. (II Sam 8:13-17). (Il cenno ad Ammoniti e Amalekiti mi sembra anticipare quanto avverrà dopo.)

10) Davide si prende cura di Mefiboshet figlio di Gionathan incaricando il servo Tsiba di occuparsi di tutte le ex proprietà Saul a favore del nipote (II Sam 9).

11) Guerra con gli Ammoniti che oltraggiano messi di Davide mandati a esprimere condoglianze per la morte del loro re. Vittoria di Joab e di suo fratello Abishai. Il territorio non viene per ora sottomesso (II Sam 10:1-14).

12) Vittoria sui Siri guidati da Adadezer dopo essere fuggiti lasciando i loro alleati ammoniti. Pace con Israele da parte degli alleati di Adadezer (II Sam 10:15-19).

13) Nuova, o continuazione della guerra contro gli Ammoniti (capitale Rabba). In tale guerra, guidata al fronte da Joab si inserisce l’episodio tristissimo dell’adulterio con Betsabea e l’uccisione del marito Uria (II Sam 11-12). Una precisazione deve essere fatta sulla sorte assegnata agli Ammoniti. Il Luzzi intende come se Davide avesse fatto una strage con metodi degni del peggiore sadismo (II Sam 12:31). I realtà si tratta di una condanna ai lavori forzati. La versione delle Paoline traduce: "La popolazione che vi era la deportò e la sottopose al lavoro della sega, dell’ascia di ferro, della scure di ferro e la pose alla lavorazione dei mattoni."

Problemi interni

Vinti i nemici esterni a trasformato Israele, da popolo timoroso dei suoi nemici a popolo guida di un impero, Davide non sarà per questo meno tranquillo. Tre vicende tragiche turbano profondamente i suoi ultimi anni.

14) La vicenda di Absalom. Ammon, il figlio maggiore di Davide, fa violenza alla sorellastra Tamar e viene ucciso, dopo due anni, dal fratello di lei Absalom in occasione di un festino per la tosatura delle pecore. Absalom fugge presso il re di Geshur, suo nonno, e vi rimane tre anni. Per la mediazione di Joab che si serve di una donna di Tekoa, alla fine Davide acconsente al ritorno di Absalom ma vietandogli di presentarsi di fronte a lui.

Tale situazione deve aver fatto covare in Absalom desideri di rivalsa. Infatti comincia a sobillare il popolo contro Davide mettendosi alla fine (dopo 4 anni) in modo aperto alla testa di una congiura e facendosi proclamare re ad Hebron, come aveva già fatto il padre. Davide è costretto a fuggire insieme ai suoi amici più fidati e alle sue truppe personali. Subisce però l’offesa di un certo Scimei che lo segue maledicendolo per avere sterminato la famiglia di Saul (II Sam 16:5-8. Cf 21:1-14). Scimei è un beniaminità, della tribù di Saul, e il fatto è sintomatico di un certo rancore che esisteva tra i vecchi sostenitori di Saul, e Davide. Davide giunge infine in Transgiordania dove ha il tempo di riorganizzarsi grazie al consiglio del suo amico Hushai rimasto al fianco di Absalom su richiesta dello stesso Davide. Hushai, infatti, vanifica il consiglio di Ahitofel il quale consigliava ad Absalom di agire subito, suggerendo invece di raccogliere quanti più uomini possibili per avere una vittoria sicura. Ciò basta a Davide per prepararsi alla rivincita.

Quando gli uomini di Absalom alla fine si lanciano all’inseguimento di Davide, lo scontro avviene in un bosco - detto di Efraim ma situato in Transgiordania - dove, dovendo combattere ognuno per conto proprio, ricevendo una notevole sconfitta. Lo stesso Absalom muore ucciso da Joab che così facendo contravveniva all’ordine del re che, per il momento è costretto a subire questa altra prepotenza del suo capo dell’esercito (si ricordi anche la precedente uccisione di Abner, il capo dell’esercito di Ish-Boshet).

La vittoria delle truppe di Davide convince le tribù del nord a fare tornare il re. Saputo della cosa e vedendo che Giuda si trovava nell’imbarazzo a fare lo stesso, Davide chiede ai sacerdoti Tsadok e Abiathar di farsi promotori verso la propria tribù di un suo invito a tornare, cosa che avviene precedendo le altre tribù. Ricevuto l’invito, Davide torna a Gerusalemme, con un atteggiamento di magnanimità verso coloro che lo avevano oltraggiato.

Il desiderio di riconciliazione di Davide non riesce tuttavia a sedare completamente gli animi. Le tribù del nord si sentono infatti offese per essere state precedute da quella di Giuda (II Sam 19:40-43). La rivalità continuava a covare e si manifesta ad ogni occasione.

15) Rivolta di Sheba (II Sam 20). Sullo scontento di Israele nei confronti di Giuda farà leva un certo Sheba, beniaminita come Scimei, che provocherà una scissione delle tribù del nord. E’ probabile che giocava ancora un certo ruolo l’idea della monarchia di Saul vista come usurpata da Davide.

Certamente risentito per quello che Joab aveva fatto al figlio Absalom, Davide affidò la guida delle operazioni contro Sheba ad Amasa, capo delle truppe di Absalom. Ritardando Amasa, Davide affidò l’incarico di inseguire, con le sue truppe personali, Sheba al fratello di Joab, Abishai. Ma il geloso e vendicativo Joab, appena Amasa ritornò lo assassinò prendendo la guida dell’esercito di Giuda e dei mercenari di Davide. La secessione non sembra però dare luogo ad una organizzazione rivale consistente. Sheba è abbastanza isolato e si rifugia in una città all’estremo nord dove verrà decapitato dagli abitanti che non volevano subire la distruzione della città ad opera di Joab.

16) I capp. 21-24 ci presentano del materiale vario. Si narra della riparazione cruenta concessa ai Gabaoniti che Saul aveva cercato di sterminare. Importante è la storia del censimento organizzato da Davide, che viene punito con la scelta fra sette anni di carestia, tre mesi di figa davanti ai nemici o tre giorni di peste. La forte condanna del censimento da parte di Dio si spiega per il particolare significato che esso assumeva. Si tratta di un censimento con fini militari e probabilmente tributari. Ma censire il popolo significava, da parte di Davide, affermare una sua proprietà sul popolo e il volere confidare nella sua forza. Per questo viene punito insieme al popolo che accetta di lasciarlo fare.

17) Proprio alla fine del regno di Davide, oramai molto vecchio, si scatena un’altra bufera sulla sua famiglia. Adonia, un altro figlio di Davide, il più grande rimasto in ordine di età, temendo per l’indecisione di Davide nell’indicare il successore, prende l’iniziativa di farsi proclamare re. Questa volta si associano attorno a lui lo stesso sommo sacerdote Abiatar e Joab. Non sappiamo perché Abiatar lo abbia fatto, ma possiamo supporre che Joab si sia reso conto che, dopo gli screzi avuti con Davide, doveva saltare su un altro carro se voleva mantenere in qualche modo il suo potere (I Re 1:1-10).

18) Informata dal profeta Nathan, Betshabea si reca da Davide per reclamare il mantenimento della promessa di fare del suo filgiuolo Salomone il successore al trono. Spinto dallo stesso Nathan, Davide procede alla realizzazione della cosa. Le acclamazioni del popolo gettano lo scompiglio presso la gente che seguiva Adonija che viene abbandonato da tutti. Per il momento l’iniziativa di Adonija non ha conseguenze apparenti. Adonjia stesso chiede ed ottiene la grazia di Salomone.

19) Tuttavia, in punto di morte, Davide consiglia a Salomone di punire Joab, per avere versato del sangue innocente. Tale misura è motivata sia per il fatto che Davide sentiva pesare sulla sua famiglia come il peso di quanto Joab aveva fatto ad Abner, ad Absalom e a Shemaia: il sangue non vendicato rimaneva come una minaccia per i responsabili. D’altra parte è pensabile che se il giovane Salomone avesse permesso a Joab di riprendere il suo potere, ne avrebbe avuto dei problemi. Salomone è consigliato di uccidere anche Scimei la cui maledizione doveva continuare a pesare sull’animo di Davide anche se durante la sua vita non aveva voluto vendicarsi. Salomone eseguirà il consiglio del padre non appena se ne presenterà l’occasione. Gli strascichi del regno di Davide si concluderanno anche con l’uccisione di Adonia e la deposizione del sacerdote Abiatar che aveva, insieme a Joab, parteggiato per lui (I Re 2). Ora Salomone comincia veramente una nuova epoca.

LETTURE

1) II Samuele 5-24
2) I Re 1-2
3) I Cronache 10-29

DOMANDE

1) Quale importanza aveva la conquista di Gerusalemme da parte di Davide?
2) Per quali motivi Davide portò l’arca a Gerusalemme?
3) Per quale motivo Dio non permise a Davide di costruire il tempio? Come era allora sistemata l’arca?
4) Quali furono i popoli sottomessi da Davide? In che modo avvenne ciò? Quali conseguenze ebbe?
5) A quale peccato personale di Davide si accompagnò la guerra contro gli Ammoniti?
6) Quali vicende familiari travagliarono la vita di Davide e del regno? A cosa furono dovute?
7) Quali elementi mostrano, durante la vita di Davide, i dissapori esistenti tra Giuda e le tribù del nord?
8) In che modo avvenne l’elezione al trono di Salomone?
9) Quali furono gli ultimi consigli di Davide a Salomone? Da cosa erano giustificati?
li?

NOTE

(1) Bright, A History ..., p. 198.

(2) SDABC, II:635.

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