MANUALE
DI STORIA D'ISRAELE
Giovanni Leonardi
LEZIONE
XI:
SALOMONE (971-931)
Salomone
è chiamato a succedere al padre ereditando un impero che va dal fiume
dEgitto al fiume Eufrate, e vivendo così la realizzazione della
promessa che Dio aveva fatto ad Abramo (Gn 15:18; cf 1 Re 4:21 e II Cr 9:26).
Salomone
seppe complessivamente mantenere insieme questo impero che, per la sua estensione
e la sua importanza, non era secondo a nessuna delle realtà statali del
suo tempo. Già mantenere questa situazione non era cosa di poco conto,
tuttavia bisogna non dimenticare che Salomone non è altro che lamministratore
di ciò che aveva fatto suo padre Davide.
Accessione
al regno
Salomone
non accede al regno per una virtù carismatica propria, né per
diritto dinastico. Le vicende familiari di Absalom e di Adonia hanno mostrato
lincertezza che regnava a riguardo: non cera ancora una prassi
che avesse valore ufficiale. I figli più anziani tendevano a pretendere
il trono ma cercavano di ottenerlo vantando crediti operativi e non solo dinastici.
La rivolta di Sheba mostra come lo stesso concetto di trono unitario fosse ancora
vacillante.
Salomone
sale al trono in virtù di una promessa che Davide aveva fatto a Betshabea
(I Cr 22:9) e che il profeta Nathan si premura di ricordare. E infatti
Nathan che si adopera perché il caso della ribellione di Adonia venga
presentato a Davide e perché Betshabea faccia appello alla promessa del
re (I Re 1:8ss).
Salomone
non sorge quindi come un carismatico ma viene inserito in un processo di elezione
divina attraverso la profezia di Nathan e attraverso il sogno con il quale Dio
gli assicura la sua protezione e la sua saggezza (I Re 3:3-28).
Consolidamento
dellimpero
Fattori
militari
Fortifica città alloggiandovi truppe e carri (I Re 9:15-18):
Sviluppo
carri da guerra. Scuderie per 4.000 cavalli(2),
1.400 carri, 12.000 uomini per occuparsene (I Re 10:26; II Cr 9:25). Lo sviluppo
della cavalleria e dei carri da guerra è segno sia dellingrandimento
che della conseguente militarizzazione dellimpero. Dt 17:16 vietava alleventuale
re di avere cavalleria ma che la cosa sarebbe avvenuta era stata già
predetta da Samuele (I Sam 8:11,12).
Il
mantenimento delle città fortificate e della cavalleria non poteva essere
fatto attraverso la leva volontaria delle tribù israelitiche. Questo
lascia presupporre che deve avere mantenuta e notevolmente rafforzata la presenza
di truppe di professione, già creata da Davide. Il popolo veniva così
privato delle sue antiche prerogative e, da popolo sovrano, si trasformava in
un popolo di sudditi.
Organizzazione
amministrativa
Distretti.
Una delle iniziative di Salomone fu quella di riorganizzare il regno attraverso
la creazione di 12 distretti amministrativi (I Re 4:17-19). La funzione esplicitamente
indicata era quella di provvedere al mantenimento (un distretto al mese) della
corte e di almeno una parte dei cavalli di Salomone (I Re 4-27,28).
Si
discute sul rapporto tra questi distretti e le vecchie organizzazioni tribali.
Poiché i confini delle due realtà non coincidevano sempre, Bright
pensa che, facendo ciò, Salomone volesse eliminare in qualche modo le
possibili rivalità tribali organizzando su basi diverse i distretti e
includendovi anche le città cananee.(3)
E però ovvio che, se si voleva distribuire in modo equo il peso
del tributo riscosso attraverso i distretti, questi non potevano corrispondere
semplicemente alle tribù tra loro molto disomogenee. Rimane il fatto
che, realizzata per motivi politici o anche solo fiscali, la divisione in distretti
spezzava la composizione tribale di Israele e contribuiva a creare di fatto
una nuova realtà.
I
dodici distretti di cui abbiamo discusso non comprendevano la maggior parte
dei territori conquistati, soggetti ad un loro specifico tributo.
Poiché
questi distretti includono soltanto territori di "Israele", ci si
chiede cosa sia avvenuto per "Giuda". Ha Salomone privilegiato la
sua tribù rendendosi responsabile di una discriminazione che non avrebbe
mancato di provocare danni? Lultima parte del v. 19, nella LXX, fa riferimento
allesistenza di un sovrintendente sulla tribù di Giuda. Viene anche
suggerita la possibilità che in realtà Giuda fosse già
stata a sua volta divisa precedentemente in dodici distretti e che per questo
non se ne parla più. Il documento che darebbe testimonianza di questo
sarebbe Giosuè 15:21-62.(4) Se così
fosse si avrebbe un ulteriore segno della natura duplice del regno di Israele
e di Giuda.
Fornitura
di lavoro forzato. Le grandi costruzioni richiedono a Salomone di introdurre
in seno a Israele la pratica sconosciuta del lavoro obbligatorio. Precedentemente
agli Israeliti era richiesta solo la partecipazione alla difesa militare ma
non si conosceva una pratica del genere come invece avveniva in Egitto e in
altri Paesi. La corvée impegnerà 30.000 uomini alla volta con
un turno di un mese su tre. La cosa non deve essere piaciuta al popolo che ne
chiederà lattenuazione al successore di Salomone (I Re 12:4). Esiste
tuttavia il problema di chi siano gli uomini sottoposti alla corvée.
Mentre I Re 5:13-14 parla di uomini di Israele, I Re 9:20-22 dice che Salomone
impose i lavori pesanti solo ai Cananei sottomessi. E possibile pensare
che il secondo testo chiarisca il primo attribuendo solo ai Cananei il lavoro
forzato. In questo caso lo scontento successivo degli Israeliti sarebbe motivato
con il peso complessivo delle imposte. E tuttavia possibile che i due
testi si riferiscano a due fasi successive del regno: in una prima fase Salomone
avrebbe cercato di limitare lobbligo del lavoro ai Cananei ma avrebbe
poi, spinto dalle pressanti necessità dovute alle sue grandiose opere,
di ricorrere anche agli Israeliti.(5)
Commerci
e ricchezza
Il
regno di Salomone viene descritto come unepoca di grande prosperità
(I Re 10:14-23). Ciò avveniva per i motivi seguenti:
1)
Riscossione dei tributi dei popoli vassalli.
2)
Salomone seppe sfruttare appieno la posizione geografica del territorio che
controllava, crocevia di diverse vie carovaniere che gli pagavano tributo.
Il
viaggio della regina di Sceba (Yemen) e i regali che portò deve essere
visto anche in funzione dello stabilimento di normali commerci.
3)
Iniziative commerciali proprie.
a)
Commercio di cavalli e carri tra Egitto e Anatolia (I Re 10:28.29). Il testo
è difficile da capire ma sembra che Salomone importasse carri dallEgitto
e cavalli dalla Cilicia rivendendoli poi ad altri e conquistando una sorta di
monopolio.
b)
Flotta di navi di Tarsis per commerci con Ofir (Somalia) con laiuto dei
Fenici (I Re 10:22). Il fatto che queste navi fossero chiamate "di Tarsis"
ha fatto pensare che si trattasse di navi simili a quelle che i Fenici usavano
per trasportare materiale minerario. Si pensa che Salomone abbia potuto usare
come merce di scambio il rame che si procurava nei territori aramei (cf I Cr
18:8).
c)
Commerci con i Fenici (Tiro) e contributi tecnici di questi per costruzioni
di Salomone (I Re 5:1,6-12).
Costruzioni
1)
Fortificazione delle città di cui abbiamo detto. A Gerusalemme fa costruire
il millo, che si pensa fosse una sorta di fortezza, e mura di difesa.
|
Preghiera di consacrazione del tempio "Ma è egli proprio vero che Dio abiti sulla terra? Ecco, i cieli dei cieli non ti possono contenere; quanto meno questa casa che io ho costruita! Nondimeno, o Eterno, Dio mio, abbi riguardo alla preghiera del tuo servo e alla sua supplicazione, ascoltando il grido e la preghiera che tuo servo ti rivolge questoggi. Siano gli occhi tuoi notte e giorno su questa casa, sul luogo di cui dicesti: - Quivi dimorerà il mio nome! - ... Ascolta la supplicazione del tuo servo e del tuo popolo dIsraele quando pregheranno rivolti a questo luogo; ascoltali dalla tua dimora nei cieli; ascolta e perdona. ... Anche lo straniero, che non è del tuo popolo dIsraele, quando verrà da un paese lontano a motivo del tuo nome ... quando verrà a pregarti in questo luogo, tu ascoltalo dal cielo." (I Re 8:27-30,41,43). |
2)
Il tempio è la costruzione più importante. Esso fa di Gerusalemme
il centro del culto di Israele eliminando i sacrifici sugli alti luoghi (I Re
3:2). Salomone stesso riconosce però che il tempio non poteva essere
visto come la dimora reale di un Dio che riempie di sé i cieli e la terra.
Esso era solo il segno della sua benevolenza e in esso abita solo il "nome"
di Dio. Il tempio non è la gabbia idolatrica di Dio e Dio stesso provvederà
a chiarirlo in un secondo sogno in cui parla a Salomone (I Re 9:1-9) subito
dopo la consacrazione del tempio: Dio ha accettato il tempio e lo ha fatto suo,
ma non lo farà diventare lo strumento di un ritualismo staccato dalletica.
Se il re il popolo non vivranno secondo la logica dellalleanza, lo stesso
tempio sarebbe stato distrutto, non per la debolezza di Dio di fronte ai nemici
di Israele, ma per la sua stessa libertà e supremazia. E come se
Dio volesse salvaguardare la sua dignità mettendo le mani in avanti di
fronte a quanto Egli sapeva che sarebbe successo.
E
importante notare anche il respiro universalistico che il tempio assume: esso
non sarà solo per Israele ma anche per lo straniero che accoglierà
positivamente la testimonianza di un Dio che benedirà grandemente il
suo popolo.
3)
I Re 7:1-12 parla di alcuni edifici detti "Foresta del libano" ( vv.
1-6), "portico del trono dove amministrava la giustizia" (v. 7), la
"sua casa" (v. 8) e la "casa per la figliuola di faraone"
(v. 8). Probabilmente erano edifici collegati tra di loro a formare un unico
insieme (I Re 7:1).
Lo
splendore del regno di Salomone non è però privo di macchie e
di problemi.
Problemi
di politica estera e territoriali
1)
Ribellione di Adad in Edom. Dei problemi vengono creati in Edom da parte
di Adad, un principe idumeo scampato al massacro operato da Joab rifugiandosi
in Egitto (I Re 11:14,22,25). Alla morte di Davide e Joab, Adad ritorna in Edom
creando qualche problema. Non si dice cosa abbia fatto, se abbia cercato di
riprendere la corona e se ci sia risuscito. Di fatto Salomone poteva disporre
del passaggio per Ezion-Gaber sul Mar Rosso e quindi poteva disporre del passaggio
attraverso Edom. Il problema deve essere stato quindi risolto abbastanza rapidamente.
2)
Ribellione di Damasco. Un problema più serio fu dato invece dalla
costituzione a Damasco di un regno ribelle (I Re 11:23-25). Non sappiamo quale
estensione ebbe il problema, ma sappiamo che, nonostante non abbia impedito
il controllo di Salomone sul resto dellarea aramea, la lotta deve essere
durata per tutto il suo regno.
3)
Cessioni territoriali a Hiram di Tiro. Sul piano territoriale, Salomone
cede a Hiram di Tiro venti città della Galilea in cambio dei suoi servigi
(I Re 9:11-13). Non sappiamo di quali città si tratti, ma il fatto non
è di per se positivo: la cessione di una parte del proprio territorio
è in genere lultima risorsa sfruttabile prima della bancarotta.
A discolpa politica - ma non morale - di Salomone si deve comunque dire che
non doveva trattarsi di un territorio grande e di valore. Le stesse "città"
erano probabilmente poco più che "fattorie". Fatto sta che
quando Hiram andò a visitarle se ne lamentò fortemente chiamandole
"terra di kabul", "terra da nulla".
Problemi
morali
Una
delle vie adottate da Salomone per consolidare il suo impero fu quello di stringere
o consolidare le alleanze con alcuni Paesi limitrofi, o confermare la sudditanza
di altri. Per realizzare questa politica, egli contrasse, secondo un costume
molto antico e diffuso, numerosi matrimoni con donne straniere. Il matrimonio
più prestigioso da questo punto di vista fu quello con la figliuola del
faraone per la quale edificò un edificio apposito (I Re 3:1; 7:8).
Tale
politica non era però conforme alla volontà di Dio che aveva vietato
i matrimoni con i popoli pagani (I Re 11:1-3). Tali donne recavano con sé
la loro cultura e le loro pratiche religiose per cui lidolatria ebbe un
nuovo slancio nellesperienza di Israele. Nella sua vecchia Salomone si
fece trascinare lontano da Dio arrivando a costruire luoghi di culto alle varie
divinità (I Re 11:4-8).
La reazione di Dio si manifesta attraverso lannuncio della perdita delle
tribù del nord, perdita che solo per amore di Davide, non sarebbe stata
subita subito (I Re 11:9-13).
Israele
non era stato chiamato ad essere popolo di Dio per creare un impero politico-militare.
La sua funzione doveva essere soprattutto spirituale e i contatti con altri
popoli che Salomone consentiva erano una possibilità di testimonianza
straordinaria.(6) Quello che avvenne fu però
il contrario e il progetto di Dio fu vanificato insieme ai buoni propositi iniziali
dello stesso Salomone. Salomone si sarebbe pentito del suo peccato: il libro
dellEcclesiaste ne è la testimonianza. Le conseguenze di quanto
era accaduto non furono però evitate.
Problemi
interni
La
minaccia si concretizzerà nellunzione di Geroboamo come re delle
tribù del nord (I Re 11:26-40) attraverso il profeta Ahija di Shilo.
La profezia fu manifestata personalmente a Geroboamo ma la cosa deve essersi
risaputa e Salomone cercherà di eliminare il potenziale concorrente che
si rifugerà in Egitto per ritornare alla sua morte.
Lascesa
di Geroboamo al trono di Israele sarà facilitata dallo scontento che
aveva provocato il peso imposto da Salomone sul popolo per sviluppare e mantenere
lo splendore del regno. E vero che lo stesso libro dei re descrive lepoca
di Salomone come un periodo di prosperità ma il peso che ne derivava
doveva farsi sentire. Qualche dissapore doveva essersi manifestato già
durante la sua vita se lunzione di Geroboamo provoca la risentita reazione
di Salomone che deve avervi visto una reale minaccia. Sarà però
allinizio del regno di Roboamo, il figlio che gli successe, che lo scontento
fu ufficializzato e, non soddisfatto, portò alla divisione del regno.
LETTURE
1)
I Re 3-11
2) II Cronache 1-9
DOMANDE
1)
Quali elementi introducono in Salomone il fattore carismatico?
2) Che rapporto cè tra lopera di Davide e quella di Salomone?
3) Attraverso quali mezzi Salomone provvide alla sicurezza dellimpero?
Quali sono le implicazioni di questi fatti?
4) In che modo, amministrativamente, Salomone organizzò il regno?
5) In che modo Salomone sviluppò la ricchezza del regno?
6) Quali costruzioni fece? Quale collaborazione ricercò per attuarle
e a quale prezzo?
7) Quali problemi ebbe in rapporto ai popoli sottomessi? Con quali conseguenze?
8) Quali cause e quali conseguenze ebbe il decadimento spirituale di Salomone?
sto
NOTE
(1) Baalath non è stata ancora identificata ma dovrebbe trovarsi nella stessa zona delle due precedenti. Gezer è stata abbondantemente scavata e la sua ricostruzione, con le massicce fortificazioni, verso il 1000, è evidente.
(2)
I Re 4:26 parla di 40.000 greppie per cavalli ma può essere un errore,
molto facile da fare, di un copista.
(3)
Bright, A History ..., p. 221.
(4)
Bright, A History ..., p. 222.
(5) Cf. André e Renée Neher, Histoire Biblique du Peuple dIsraël, Paris, Maisonneuve 1988, p. 340; Bright, A History ..., p. 222.
(6)
Ellen G. White, Prophets and Kings, p. 47.
© Copyright Seventh-day Adventist Church in Malta