MANUALE
DI STORIA D'ISRAELE
Giovanni Leonardi
LEZIONE
XII:
IL REGNO DIVISO
(Dalla morte di Salomone a Jehu)
Caratteri
generali e limiti cronologici del periodo
Il
periodo che stiamo per studiare vede definitivamente Israele diviso in due regni:
quello di Israele a Nord e quello di Giuda a sud. I testi biblici che riportano
la storia di questo periodo sono quelli di 1 Re 12 - 2 Re 10 e 2 Cronache 10-22.
Si tratta di un periodo molto complesso in cui alle vicende dei rapporti tra
il popolo dIsraele e gli altri popoli si intrecciano quelle legate ai
rapporti reciproci fra i due regni ebrei.
Il
momento iniziale dei due regni divisi viene posto nellanno 930 quando
le tribù del Nord si staccano da Roboamo, creando il regno di Israele
(detto successivamente anche "di Samaria") con Geroboamo. Come momento
conclusivo di questa prima fase abbiamo posto l841, quando Jehu uccide
i re di entrambi i regni, Achazia e Jehoram.(1)
Politica
estera
Riguardo
allaspetto politico-militare la situazione complessiva è quella
di un certo indebolimento di entrambi i regni che debbono combattere contro
il pericolo di fuga dei territori sottomessi. Edom, Moab, Ammon e la Siria non
sono più parte passiva del grande impero di Davide. La Siria, in modo
particolare, riesce a ottenere la sua autonomia da Israele di cui diventa addirittura
una minaccia, a ciò incoraggiata, in un primo tempo, dai re di Giuda
durante il lungo periodo di belligeranza iniziale tra i due regni. Il fatto
che Giuda sia stata costretta a chiedere aiuto ai Siriani per difendersi contro
Israele, mostra la sua evidente debolezza nei confronti del regno avversario.
Essa era più piccola sia come territorio che come popolazione, e non
era quindi in grado di mettere in campo truppe adeguate contro Israele.
Importante
è il ritorno sulla scena palestinese dellEgitto che, nel V°
anno di Roboamo, quindi pochi anni dopo la divisione, invade Giuda, depredandone
la capitale, e, come risulta da fonti extrabiblici, anche Israele.
Politica
interna
La belligeranza tra i due regni non dura fortunatamente per molto. Essi si rendono
conto che, così facendo, non solo distruggono quella solidarietà
che avrebbero dovuto mantenere in nome delle origini e dei valori comuni, ma
si indeboliscono anche riguardo ai nemici esterni. Alla belligeranza subentra
quindi una fase di collaborazione che vede Giuda, almeno a mio parere, in una
posizione di subordinazione eccessiva.
1)
E sempre Giuda che collabora con Israele per aiutarlo nelle sue battaglie
(Giosafat con Acab contro i Siri, Giosafat con Jehoram contro Moab passando
dal territorio di Giuda, Achazia con Jehoram contro i Siri).
2) Giosafat accetta di fare da esca nella battaglia contro i Siri, mentre Acab si traveste per non farsi colpire.
Politicamente,
un aspetto che colpisce è, in Giuda, la stabilità assoluta della
dinastia davidica, accettata ormai come un dato di fatto e non più messa
in discussione. In Israele, invece, cè una serie continua di complotti
con un avvicendamento molto rapido di famiglie regnanti. Il momento più
confuso è quello degli anni 886-880 in cui si succedono ben quattro re
con due (Tibni e Omri) che regnano contemporaneamente su due zone diverse dIsraele:
il popolo ebraico è riuscito a dividersi in tre regni.
Da
un punto di vista spirituale, questo è un periodo di decadenza morale
e religiosa. Ognuno dei re viene giudicato fondamentalmente in base al suo atteggiamento
verso Dio: essere un re buono o cattivo non dipende, per gli Scrittori dei libri
biblici, dalla valentia militare ma dallatteggiamento spirituale, religioso
ed etico.
E
soprattutto Israele a ricevere la condanna dei profeti. I motivi di questo fatto
hanno la loro origine nella situazione politica. Quando Geroboamo si staccò
da Giuda venne a perdere il centro religioso del popolo. Il tempio, infatti
si trovava a Gerusalemme e questo avrebbe continuato a fare ruotare la vista
del regno del Nord attorno alla capitale del regno avversario. Il fatto non
poteva che diventare un motivo di instabilità politica per il potere
di Geroboamo che, rendendosi conto della problema, pensò bene di risolverlo
fornendo ai suoi sudditi dei luoghi di culto alternativi. Furono così
edificati i santuari di Bethel e di Dan, il primo verso il Sud e laltro
a Nord. Questa iniziativa era condannabile sotto diversi aspetti.
1)
Essa contribuiva a rafforzare la divisione politica già realizzata.
2)
Spezzava anche lunità religiosa.
3)
Violava un esplicito comandamento che imponeva la centralità del culto
esponendo il popolo a subire più facilmente gli influssi della religiosità
cananea.
4)
Introduce ufficialmente in Israele lidolatria ponendo a oggetto del culto
due vitelli doro.
|
I
Peccati di Acab "Acab, figlio di Omri, cominciò a regnare sopra Israele l'anno trentottesimo di Asa, re di Giuda; e regnò a Samaria, sopra Israele, per ventidue anni. Acab, figlio di Omri, fece ciò che è male agli occhi del SIGNORE più di tutti quelli che l'avevano preceduto. Come se fosse stato per lui poca cosa abbandonarsi ai peccati di Geroboamo, figlio di Nebat, prese in moglie Izebel, figlia di Etbaal, re dei Sidoni, andò ad adorare Baal, a prostrarsi davanti a lui, e innalzò un altare a Baal, nel tempio di Baal, che costruì a Samaria. Acab fece anche l'idolo d'Astarte. Acab fece più di quello che avevano fatto tutti i precedenti re d'Israele per provocare lo sdegno del SIGNORE, Dio d'Israele. Al tempo di lui, Chiel, di Betel, ricostruì Gerico; ne gettò le fondamenta su Abiram, suo primogenito, e ne rizzò le porte su Segub, il più giovane dei suoi figli, secondo la parola che il SIGNORE aveva pronunziata per bocca di Giosuè, figlio di Nun." (1 Re 16:29-34). |
Quale
fosse la funzione dei vitelli doro è oggetto di discussione. Forse
potrebbe anche avere ragione Bright quando afferma che i semiti non avevano
labitudine di raffigurare zoomorficamente le loro divinità superiori,
e che i vitelli potevano essere intesi come piedistalli della divinità
invisibile.(2) Tuttavia è anche possibile
che essi fossero intesi come una reale raffigurazione di Dio, soprattutto se
Geroboamo voleva rifarsi al precedente del vitello doro fabbricato da
Aaronne ai piedi del Sinai. In quel caso, Israele era appena uscito dallEgitto
dove le raffigurazioni zoomorfiche erano la norma e certamente ne subiva il
fascino. Alla vista dellimmagine, il popolo così disse. "O
Israele, questo è il tuo dio che ti ha tratto dal paese dEgitto!"
(Es 32:4). In ogni caso, anche nella prospettiva migliore, il pericolo era immenso
e le conseguenze non si faranno attendere a lungo. La religiosità cananea
si diffonderà a macchia dolio attraverso listituzione di
numerosi alti luoghi (luoghi in cima a dei colli dove si svolgevano riti religiosi).
Poneva a funzionari di questi templi, non dei sacerdoti della tribù di
Levi, ma chiunque volesse farlo (è immaginabile che fossero esponenti
di famiglie con un certo potere) incoraggiando un qualunquismo organizzativo
e liturgico. Il desiderio di autonomia religiosa di Geroboamo arriva perfino
a fargli istituire una festività concorrente di quella legittima dei
Tabernacoli.(3)
Il
periodo peggiore, sotto laspetto religioso, fu quello di Acab.
Alla ricerca di sicurezza politica, egli si allea infatti con il re della città
fenicia di Sidone, sposandone la figlia Jezabel. Essa porterà con sé
dei sacerdoti dei suoi dèi incoraggiandone il culto sia da parte del
marito che di gran parte del popolo. Il giudizio biblico è estremamente
severo.
La
controparte spirituale di Acab è data dal profeta Elia, un gigante
della fede dallumanità forte e toccante. Lepoca dei successori
immediati vedrà soprattutto la figura profetica di Eliseo.
Anche
in Giuda la situazione si deteriorò rapidamente. Già sotto Roboamo
vengono introdotti, dopo un periodo iniziale di riforma religiosa, gli alti
luoghi con tutta la religiosità cananea che faceva loro da contorno.
Su di essi e "sotto ogni albero verdeggiante" (1 Re 14:23) vengono
eretti degli idoli di Astarte. Si diffonde anche la prostituzione sacra omosessuale:
"Essi praticarono tutti gli atti abominevoli delle nazioni che lEterno
aveva cacciate dinnanzi a loro" (1 Re 14:24). Il figlio Abijam
sembra invece avere percorso un cammino inverso. Partito da una esperienza spiritalmente
negativa dietro le orme del padre, deve avere vissuto poi una conversione che
ne fa un campione della fede in Yahveh. Egli visse però per breve tempo
e fu suo figlio Asa a continuarne lopera positiva anche se non
riesce ad eliminare gli alti luoghi. Suo figlio Giosafat viene definito
"giusto" anche se, pur avendo eliminato la prostituzione sacra, non
riesce ad eliminare, neppure lui, del tutto gli alti luoghi. Egli sarà
tuttavia il migliore re che Giuda abbia avuto in questo periodo, proprio mentre
in Israele regna Acab, il peggiore.
Lesempio
di Acab avrà comunque dei frutti negativi anche in Giuda perché
Jeoram, figlio di Giosafat, ne sposa la figlia e ne segue lesempio
insieme a suo figlio Achazia che sarà ucciso da Jehu.
Esaminiamo
ora, in maggiore dettaglio, le vicende dei due regni.
La
prima fase: quella del conflitto
La
prima fase di questo periodo è quella del conflitto tra i due regni ebraici.
La rivalità naturale tra Roboamo e Geroboamo si trasmetterà infatti
anche ai loro successori fino a quando non capiranno che era interesse di entrambi
cercare di vivere in pace, anche per non indebolirsi favorendo i nemici esterni.
Ci vorranno però più di 50 anni perché questo avvenga.
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Figura XII-1
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Roboamo
di Giuda (930-913)
Riconoscimento
e secessione (1 Re 12:1-24; 14:21-31). Alla morte di Salomone il trono viene
assunto da Roboamo. Sia Saul che Davide erano giunti al trono in seguito ad
una investitura divina e popolare. Per Salomone, le vicende della sua accessione
al trono avevano escluso una elezione formale da parte del popolo: egli era
diventato re durante la vita e in forza della autorità del padre. Con
Roboamo ritorna, almeno in parte, lantica prassi. Poiché la forza
dellidentità tribale non era ancora spenta del tutto, Roboamo,
pur essendo naturalmente destinato al trono, ha bisogno di essere riconosciuto
dal popolo. Riconosciuta naturalmente da Giuda, ha invece bisogno di ricevere
espressamente il riconoscimento delle tribù del Nord. Per fare questo
si reca a Sichem insieme agli anziani delle tribù che, probabilmente
in modo inaspettato, decidono di contrattare il loro riconoscimento chiedendo
un alleggerimento dei pesi che Salomone aveva posto su di loro. Incoraggiato
a rispondere positivamente da parte dei consiglieri anziani, segue invece il
consiglio di quelli giovani convincendosi che fosse meglio mostrare tutta la
sua autorità senza scendere a patti mostrandosi servile nei loro riguardi.
Il risultato fu che le tribù del Nord, indignate della risposta arrogante
del re che prometteva loro un peso maggiore di quello imposto dal padre, decisero
di abbandonarlo e di costituire un regno loro proprio sotto la guida di Geroboamo.
Con
Roboamo restano soltanto le tribù di Giuda - quella del re - e quella
di Beniamino.(4)
Tentativo
malaccorto di riunificazione diplomatica e tentativo di lotta armata. Roboamo
tenta molto malaccortamente di riconquistare per vie pacifiche le tribù
del Nord ma manda come ambasciatore il vecchio capo dei lavori forzati di Salomone.
Egli pensava forse che lesperienza delluomo in rapporto alla causa
del contendere avrebbe permesso un chiarimento. Ma il risultato fu che la sua
vista ebbe solo leffetto di ricordare agli Israeliti il malessere passato
che non volevano rivivere, e il poveraccio fu lapidato (1 Re 12:18). Non rassegnato
a perdere buona parte del suo regno, Roboamo organizza una spedizione armata
ma è bloccato dallintervento di Scemaia, un uomo di Dio, che annuncia
la disapprovazione di Dio su una tale impresa: Giuda e Beniamino non dovevano
combattere contro i loro fratelli del Nord, e Roboamo doveva rassegnarsi ad
avere un regno molto ridimensionato (1 Re 12:21-24).
Tensione
continua tra i due regni. Scongiurata la guerra, la tensione non viene tuttavia
eliminata. Si crea così uno stato di belligeranza diffusa e continua
tra i due regni durante tutto il periodo della vita di Roboamo (1 Re 14:30)
anche se nessuno episodio significativo viene raccontato.
Corruzione
religiosa e invasione di Scishak. Sotto Roboamo la situazione religiosa
di Giuda conobbe, inizialmente un notevole miglioramento rispetto a quanto era
avvenuto nella seconda parte della vita di Salomone. Il suo regno era diventato
il baluardo dellortodossia yahvistica rispetto alleresia del Nord.
Questo durò per tre anni (2 Cr 11:17). Ma subito dopo, Roboamo cominciò
a sviarsi (2 Cr 12:1; 1 Re 14:21-24) (avrà contribuito linflusso
della madre ammonita, una di quelle spose che avevano spinto Salomone a introdurre
in Israele i culti degli dèi pagani? Cf 1 Re 11:5,7; 14:21). Alti luoghi
dedicati ad Astarte e prostituzione sacra, anche omosessuale, erano diventate
pratica comune di Giuda ad imitazione della religiosità dei Cananei.
Non certo per caso, lo Scrittore ispirato, subito dopo avere descritto questa
apostasia religiosa, narra dellinvasione di Giuda da parte del faraone
Scishak che rapina i tesori del tempio e della reggia. Ciò avveniva nel
V° anno di Roboamo. Il tempio, come abbiamo avuto modo di dire, non poteva
diventare il portafortuna superstizioso in assenza di una vera fedeltà
allalleanza con Yahveh. Levento ebbe un contraccolpo anche economico
e Roboamo fu costretto a sostituire gli scudi doro fatti fare da Salomone con
degli scudi di rame. La relazione tra il peccato di Roboamo e linvasione
egiziana è invece messa in relazione esplicita da 2 Cronache 12. Qui
si narra di come il profeta Scemaia si sia recato da Roboamo e dai capi di Giuda
per annunciare che Dio li avrebbe abbandonati nelle mani dellEgitto visto
che essi avevano abbandonato il loro Signore. Solo in seguito ad un loro pentimento,
Dio accetta di non distruggere totalmente Giuda.
Il
testo biblico non dice niente su una eventuale prosecuzione dellinvasione
di Scishak in Israele ma sembra accertato che essa si realizzò. Una sua
stele è stata infatti ritrovata a Meghiddo, e a Karnack una iscrizione
dello stesso faraone elenca la conquista anche di diverse città israelitiche.(5)
A nulla era quindi valsa la precedente ospitalità che Scishak aveva dato
al fuggitivo Geroboamo. Ora che lEgitto è in grado di farsi valere
nuovamente, non guarda in faccia nessuno e cerca di approfittare della debolezza
dei due stati separati. Fortunatamente per loro, lEgitto non è
però ancora in grado di mantenere le sue conquiste e, contento del suo
bottino, il faraone si ritira.
Abijam
di Giuda (913-910)
Abijam, figlio e successore di Roboamo, regna solamente tre anni. Di lui, il
libro dei Re non ricorda, nel brano che gli è esplicitamente dedicato
(1 Re 15:1-8), niente di significativo se non che era un re empio e che continuò,
durante la sua vita, lostilità tra Giuda e Israele.
Per
quel che riguarda lesperienza spirituale, il giudizio negativo del libro
dei re è controbilanciato da quello positivo del libro delle cronache.
Qui Abijam si presenta come il campione dello Yahvismo di fronte alleresia
di Geroboamo ed è sulla sua fedeltà a Dio che confida in una vittoria
contro le forze del Nord (2 Cr 12). E probabile che, come era avvenuto
nellesperienza di suo padre, anche per lui si sia realizzata un cambiamento,
questa volta positivo, nella seconda parte del suo breve regno, dopo che si
fu allontanato dallesempio negativo che il padre aveva dato dopo gli inizi
positivi.
E
nellambito della descrizione del regno del successore Asa, che veniamo
a sapere qualcosa di più sulla belligeranza tra Abijam e Geroboamo. Come
si vede in 1 Re 15 15:18-19, Abijam dovette ricorrere, come farà il
figlio Asa, allalleanza con BenHadad, il re di Damasco, per diminuire
la pressione che Israele esercitava su di lui, suscitandogli - o, meglio, incoraggiando
- un nemico dal lato apposto. Dal libro di 2 Cronache veniamo a sapere però
delle notizie supplementari: lalleanza con Damasco deve avere avuto dei
risultati positivi se Abijam riesce ad avere delle evidenti vittorie su Israele,
conquistando o riconquistando Bethel, Jeshana ed Efraim.
Davide
come punto di riferimento spirituale. Da notare, il riferimento a Davide
come re modello. Un re è o non è come Davide, e, se non lo è,
è per amore di Davide che Dio gli mantiene il regno (cf 1 Re 15:3-5).
Geroboamo
I (930-909) e Nadab (909-908) di Israele
Chi era Geroboamo? La carriera di Geroboamo comincia quando Salomone
lo nomina capo degli uomini di Efraim e Manasse addetti ai lavori di costruzione
del Millo (1 Re 11:26ss). Era stato però costretto a fuggire in Egitto
quando Salomone seppe che il profeta Ahija di Shilo gli aveva predetto che sarebbe
diventato re su dodici delle tribù (1 Re 11:30ss). Morto Salomone, Geroboamo
era tornato in Israele(6) e aveva guidato la delegazione
israelitica di fronte a Roboamo. Egli era quindi già conosciuto come
un avversario di Salomone e il suo valore faceva di lui il capo naturale delle
tribù secessioniste.
Come
uno dei primi atti, Geroboamo dovette scegliere una capitale e la scelta cadde
allinizio su Sichem, situata in una zona centrale, collegata alla
storia patriarcale ma scarsamente difendibile, e poi forse su Peniel, una città
più appartata sullo Yabbok in Transgiordania, il luogo ove Dio era apparso
a Giacobbe che ritornava in Palestina. Se Peniel è stata una seconda
capitale, il cambiamento potrebbe essere dovuto alla necessità di trovarsi
in una posizione meno esposta agli attacchi di Giuda nel momento in cui Giuda,
con Abijam, comincia ad avere il sopravvento. Infine, cè la possibilità
che abbia ulteriormente cambiato sede trasportando di nuova la capitale in Cisgiordania,
a Tirtsa dove lo troviamo risiedere (1 Re 14:17).
Se,
infatti, durante il periodo in cui in Giuda regnava Roboamo, si parla di uno
stato di belligeranza generico; durante il regno di Abijam, vengono descritti
degli scontri veri e propri.
Lalleanza tra Ahijam e BenHadad di Damasco indebolisce il regno di Israele
che perde anche alcune città a favore del regno di Giuda. Segna però
una intromissione di una Stato estero negli affari dei due regni ebraici e mostra
la debolezza implicita di entrambi. In una battaglia importante, narrata in
2 Cronache 13, si vede la capacità strategica di Geroboamo che riesce
a prendere su due fronti lesercito avversario (v. 13). E tuttavia egli
perde lo scontro con Giuda che è animata da un forte sentimento religioso
e da una grande fiducia in Yahveh: "Iddio sconfisse Geroboamo e tutta la
gente di Israele" (v. 15).
Questa
battaglia deve essere avvenuta verso la fine del regno di Geroboamo (Geroboamo
muore subito dopo Abijam che regnerà solo tre anni) e la sconfitta subita
può avere determinato il senso di scontento che porterà poi alluccisione
di suo figlio Nadab che ha ben poco tempo di godersi il trono prima di venire
assassinato da Baasa.
Da
un punto di vista storico, le circostanze dellassassinio di Nadab, sono
di una certa importanza. 1 Re 15:27 ci dice che ciò avvenne mentre Nadab
assediava Ghibbethon, una città al confine con i Filistei, che nel corso
della sua storia passò più volte dagli uni agli altri. Caduta
ora nelle mani dei Filistei, Israele stava cercando di riconquistarla. La morte
del re mette però fine allimpresa e noi ritroviamo la città
in mano dei Filistei ancora ventanni dopo, quando vedrà lincoronazione
di Omri a re dIsraele per acclamazione dei soldati (1 Re 16:15).
Baasa
(908-886), Ela (886-885), Zimri (885), Tibni (885-880) Omri (880-874) di Israele
Conflitti
dinastici. Mentre, in Giuda, Asa, alla morte del padre Abijam, sale al trono
in modo del tutto naturale; in Israele cominciano a manifestarsi quei capovolgimenti
dinastici violenti che caratterizzeranno buona parte della sua storia. Baasa
giunge, infatti, al potere dopo avere assassinato Nadab sotto le mura di Ghibbethon
dove costui stava guidando le sue truppe in un tentativo di riconquista della
città dalle mani dei Filistei. Per evitare futuri problemi con i legittimi
discendenti del re ucciso, Baasa massacra tutta la famiglia di Geroboamo. Ma
anche Baasa non riuscirà a creare una dinastia stabile. Suo figlio Ela,
infatti, regnerà solo pochissimo tempo prima di essere ucciso da Zimri,
uno dei capi dellesercito, che sterminerà la sua famiglia. Ela
fu ucciso mentre si godeva il potere banchettando e ubriacandosi. Ma anche Zimri
rimarrà sul trono pochissimo tempo, il periodo più breve tra
tutti i re ebrei: appena sette giorni, e morirà suicida, gettandosi nelle
fiamme del suo palazzo. Quando Ela fu ucciso, la notizia giunse rapidamente
sotto le mura di Ghibbethon assediata dalle truppe israelitiche. Omri
era il capo dellesercito e stava dirigendo le operazioni di guerra. Saputo
della strage di tutta la famiglia di Ela, le truppe fanno re Omri che abbandona
lassedio di Ghibbethon e marcia verso la capitale Tirtsa dove Zimri si
trovava, prima che questi potesse rafforzarsi. Omri riuscì in breve
tempo a prendere tutta la città costringendo Zimri a rifugiarsi in una
torre della reggia, alla quale dette fuoco rimanendo sotto le rovine.
Lindebolimento
della successione dinastica si manifesta anche con il caso di Tibni.
Di lui non si dice praticamente nulla se non il fatto che si era ritrovato a
capo di una parte di Israele dopo la morte di Zimri e che era stato sconfitto
da Omri (1 Re 16:21-22). E da immaginare che questa situazione, durata
5 anni, sia stata trascorsa in una condizione di forte conflittualità
che non rafforzava né la dignità né la forza di Israele.
Omri
riuscirà comunque a superare questo momento così confuso, dando
origine ad una dinastia che, pur in uno stato molto grande di peccato spirituale,
non mancherà di un certo prestigio. Essa durerà per 37 anni.
Le
capitali di Israele Tirtsa e Samaria. Baasa mantiene la capitale a Tirtsa,
ma questa città rimarrà centro di Israele solo per pochi anni,
durante il periodo dei conflitti dinastici che abbiamo visto. Sarà invece
Samaria, la capitale creata da Omri, che svolgerà successivamente un
ruolo importante fino alla fine del regno di Israele, regno che passerà
alla storia anche come il "Regno di Samaria".
La
guerra tra Asa e Baasa. Mentre in Israele su succedevano ben 7 re (Nadab,
Baasa, Ela, Zimri, Tibni, Omri e Achab) in Giuda regnava Asa. Egli aveva continuato
la riforma religiosa del padre, ed è considerato giusto anche se non
riesce ad eliminare gli alti luoghi. Ela, Zimri e Tibni, impegnati comerano
dai loro intrighi, non erano in grado di impensierire Giuda. Un serio problema
era stato dato invece dal loro predecessore Baasa.
Baasa
era diventato particolarmente minaccioso contro Giuda. Per fare questo egli
si era alleato con Ben-Hadad di Damasco (1 Re v15:19) per garantirsi alle spalle
e si era quindi volto contro Giuda conquistando e cominciando a fortificare
la città di Rama, appena 7 chilometri a nord di Gerusalemme. Rama, si
trovava in una località particolarmente strategica perché era
una zona di comunicazione tra i due regni e quindi da lì i Giudei potevano
minacciare facilmente Israele. Da lì, prendendola, era Israele che minacciava
Giuda. E anche probabile che Baasa volesse rompere definitivamente la
sudditanza religiosa e psicologica di alcuni suoi sudditi verso la dinastia
davidica. 2 Cronache 15:9 ci dice infatti che molti Israeliti si erano associati
con i Giudei vedendo come Dio li aveva benedetti contro Zerah, e che erano intenzionati
a rinnovare la loro fedeltà al culto yahvista di Gerusalemme. Fu a questo
punto che Asa si sentì costretto a chiedere alla Siria di capovolgere
le sue alleanze abbandonando Israele e rinnovando quella con Giuda come ai tempi
dei loro padri (1 Re 15:19). I risultati furono che Baasa fu costretto ad abbandonare
Rama con le fortificazioni incompiute, e Asa ne prese il materiale per fortificare
invece, contro Israele, le città di Gheba e Mitspa, allinterno
del territorio beniaminita e, probabilmente, in posizioni più vantaggiose
rispetto a Rama.
Il
fallimento della politica di Baasa sarà forse la causa dellindebolimento
della sua dinastia. Suo figlio Ela, infatti, come abbiamo visto, regnò
solo poco tempo (dall886 all885) finendo ucciso da Zimri che sognava
una nuova realtà per il Nord.
Asa
re di Giuda (910-872)
Riforme religiose e successi politico-militari. Asa cercò di intensificare
la riforma religiosa fatta dal padre Abijam. Egli "fece ciò chè
giusto agli occhi dellEterno, come aveva fatto Davide suo padre, tolse
via dal paese quelli che si prostituivano, fece sparire gli idoli che i suoi
padri avevano fatti" (1 Re 15:11-13). Egli giunse a destituire dal suo
ufficio di regina madre, la nonna Maaca che aveva rizzato unimmagine di
Astarte che fu distrutta insieme a molti altri idoli, alti luoghi e colonne
solari (2 Cr 14:2-4; 15:16) anche se gli alti luoghi non furono eliminati del
tutto (v. 17). Incoraggiato dal profeta Azaria, figlio di Oded, egli dà
corso ad una vera nuova alleanza con Dio, cui si uniscono anche diversi elementi
delle tribù del nord (2 Cr 15:9ss), cosa che provoca la reazione di Baasa
di cui abbiamo già detto.
Ladesione
di parte del Nord alla riforma spirituale è anche conseguenza dei successi
militari che Asa aveva avuto contro una invasione da parte di un certo Zerah,
soprannominato letiope (2 Cr 14:8-14; 15:9). Gli storici discutono su
chi sia. Alcuni pensano che si tratti di Oserakon, successore del faraone Scishak.(7)
Altri rifiutano questa interpretazione facendo notare come il successore di
Scishak era di origine libica e non etiope, mentre si può pensare a qualche
capo tribù del gruppo dei Madianiti, detti a volte etiopi (2 Cr 21:16;
Hab 3:7).(8) Altri ancora pensano a qualche ufficiale
che Scishak aveva lasciato a presidiare le città a sud di Giuda,(9)
città che peraltro vengono depredate dagli uomini di Asa (2 Cr 14:12-14).
Il fatto che 2 Cronache 16:8 i suoi uomini siano definiti "etiopi e libici"
fa comunque pensare a delle truppe al servizio dellEgitto. Essi rappresentarono
comunque un reale pericolo ma Asa ne venne a capo suscitando lammirazione
del suo popolo e di parte delle tribù di Israele. La qual cosa non poté
piacere a Baasa incoraggiandolo alle azioni di rappresaglia di cui abbiamo già
detto. Con questa vittoria si pone tuttavia fine alle minacce egiziane e Giuda
potrà godere, da questa parte del confine, di una invidiabile sicurezza
mentre Israele sarà continuamente minacciato dalle potenze del Nord.
Fortificazioni.
Il regno di Asa ebbe quindi un notevole successo sia al confine meridionale
che su quello settentrionale. Tale successo si espresse anche attraverso una
serie di fortificazioni come quelle, già viste, contro Baasa, ed altre
che egli aveva precedentemente realizzate in località imprecisate, forse
sul confine meridionale (2 Cr 14:6).
Riprensione
profetica. Il metodo seguito da Asa per difendersi da Baasa e vincerlo,
cioè lalleanza con Damasco, fu però causa di un conflitto
con i circoli profetici che lo avevano precedentemente appoggiato. Il veggente
Hanani si reca da Asa rimproverandolo aspramente per avere cercato forza nellalleanza
con la Siria quando Dio laveva già aiutato a vincere lesercito
ben più numeroso di Zerah (2 Cr 16:7-9). Abbiamo qui linizio di
un atteggiamento dei profeti, che si perpetuerà per tutto il futuro di
Israele, atteggiamento contrario alla ricerca di una sicurezza fondata sulla
forza e sulle alleanze militari invece che sulla ricerca dellaiuto del
Signore.(10) Era la stessa linea per la quale Samuele
non avrebbe voluto concedere un re. Ma lo yahvista Asa, che altre volte aveva
molto apprezzato la parola dei profeti, questa volta non ne fu contento, e il
povero messaggero del Signore fu incarcerato (2 Cr 16:10). Lo stesso testo ci
dice che Asa "incrudelì contro alcuni uomini del popolo",
forse persone che avevano dato credito al messaggio del profeta e lo avevano
sostenuto. Siamo verso la fine del lungo regno di Asa. Egli regnò 41
anni e la guerra con Baasa scoppiò nellanno trentesimosesto. Concedendo
qualche tempo perché la riprensione del profeta si manifestasse, siamo
comunque pochi anni prima della sua morte, forse 4 o 5 anni. Asa si avviava
al declino che ebbe, come manifestazione visibile, anche una gravissima malattia
dei piedi (2 Cr 16:12) che gli impedì di esercitare pienamente il suo
governo. Ma anche in questa occasione la sua mancanza di fiducia in Dio lo fece
rivolgere ai medici invece che al Signore. Lepisodio non può essere
usato contro la medicina: pensando a cosa potesse essere la medicina in quei
tempi, è del tutto probabile che Asa abbia fatto ricorso più
a degli stregoni che agivano con formule magiche e misture indubbie che ad una
vera cura oggettivamente credibile. Per la connotazione che aveva, la cura cercata
rappresentava veramente un rifiuto di Dio, o forse una diminuzione della fede
in Lui. Per quanto fedele Asa potesse essere, la sua non era la fede di Davide
che si mantiene legato al suo Dio anche quando questi lo rimprovera aspramente
e lo punisce. Forse i successi di Asa gli avevano fatto credere che Dio poteva
avere ragione solo quando era daccordo con lui.
La
coreggenza con il figlio Giosafat. La malattia di Asa spiega probabilmente
il periodo di coreggenza che si realizza con il figlio e successore Giosafat.
Questa coreggenza, durata circa 4 anni non è espressamente dichiarata
nella Bibbia ma è supposta dai dati complessivi offerti dalla sincronizzazione
con i dati del regno di Israele,(11) e resa credibile
dalla malattia di Asa.
La
seconda fase: quella della collaborazione
Giosafat
(872-848 comprese le coreggenze)
di Giuda e Acab (874-853) di Israele
Situazione religiosa. Giosafat e Acab, pur avendo realizzato una alleanza
politica, sono i re più diversi immaginabili sotto laspetto spirituale.
Mentre Giosafat rappresenta quasi un modello di re yahvista, Acab sviluppa il
massimo del sincretismo possibile per cui Baal e Yahveh venivano adorati e
serviti insieme, senza rendersi invece conto della assoluta inconciliabilità
delle due forme di culto. Dovrà essere Elia a invitare il popolo a una
scelta precisa: "Fino a quando zoppicherete voi dai due lati? Se Yahveh
è Dio, seguitelo; se poi lo è Baal, seguite lui" (1 Re 18:21).
Durante il regno di Acab, il potere della regina Jezabel arrivò a tal punto che il culto degli dèi stranieri non fu più soltanto il frutto della debolezza sincretistica del popolo per influsso dei Cananei, ma diventò unespressione della religiosità ufficiale del regno con un apparato promosso e finanziato dal trono: vi erano infatti quattrocentocinquanta profeti di Baal e quattrocento profeti di Astarte che mangiavano alla mensa di Jezabel (1 Re 18:19). Sostenuti dalla regina, questi culti presero ben presto il sopravvento tendendo a un predominio sostenuto dalle armi. Elia si lamentava di essere lunico profeta di Yahveh rimasto in vita (1 Re 18:19). Tutti gli altri erano stati fatti uccidere da Jezabel e se qualcuno si era salvato, lo doveva alliniziativa di qualche uomo pio che agiva a rischio della sua stessa vita (1 Re 18:3,4). Quali fossero le cause di questa persecuzione è facile da capire. Se questi uomini erano della stessa pasta di Elia, essi non potevano che esprimere esplicitamente la loro disapprovazione per quanto stava avvenendo, provocando la reazione della regina, come avvenne con lo stesso Elia che fu costretto a fuggire nel deserto per sfuggire alle sue minacce di morte (1 Re 19).
Criticare
Acab e sua moglie per gli aspetti religiosi significava esprimere anche un dissenso
politico, diventare elemento di disgregazione dellunità del regno.
Per Acab, lopera di Elia era qualcosa di destabilizzante: "Sei tu
colui che mette sossopra Israele?" (1 Re 18:17). Anche per questo aspetto,
le rappresaglie erano da mettere facilmente in conto.
Labbassamento
del livello spirituale della vita del regno di Acab giunse a tal punto da restaurare
i sacrifici umani: "Al tempo di lui, Hiel di Bethel riedificò Gerico;
ne gettò le fondamenta su Abiram, suo primogenito, e ne rizzò
le porte su Segub, il più giovane dei suoi figliuoli, secondo la parola
che lEterno aveva pronunciata per bocca di Giosuè, figliuolo di
Nun" (1 Re 16:34; cf. Gios 6:26).
Quale
fosse il vero ruolo di Acab in tutto questo non è del tutto facile da
stabilire. Egli è politicamente un grande re, ma spiritualmente sembra
soggiacere allinflusso predominante della moglie. E lei che introduce
e sostiene il culto di Astarte e di Baal. E lei che perseguita i profeti
di Yahveh. E lei che agisce perché il marito trovi una soluzione
per ottenere la vigna che lo jahvista Naboth non voleva cedergli in nome della
tradizione dei padri (1 Re 21). Mentre Acab, nonostante il suo potere, reagisce
gettandosi a letto triste e adirato, ma non propenso a fare altro, è
invece la moglie che lo consola e lo stimola a far valere il suo potere di re,
organizzando un complotto in cui il povero Naboth viene messo a morte con la
falsa accusa di avere maledetto Dio (quanta ironia in questa accusa, visto che
era stata architetta proprio da Jezabel!) e il re. Acab lascia fare come aveva
lasciato fare per il culto. La sua è debolezza, superficialità
o calcolo politico?
Un
resto. Nonostante la degenerazione spirituale del regno e le persecuzioni
cui i fedeli jahvisti erano sottoposti, non tutti si adeguarono al sincretismo
religioso dellepoca. In mezzo alla generale apostasia rimaneva una parte
del popolo fedele a Yahveh. Abbiamo già visto come, sotto Baasa, alcuni
si erano rifugiati nel regno di Asa per vivere coerentemente la loro fede. Ma
anche in questo periodo buio del regno di Acab, Elia, che credeva di essere
rimasto lunico adoratore di Yahveh, può essere consolato da Dio
che gli annuncia la permanenza di settemila uomini che non hanno piegato il
loro ginocchio davanti a Baal (1 Re 19:18). Queste persone rappresentano un
"resto", un termine che giuocherà un ruolo significativo nella
teologia di Israele e della Chiesa.
Prima
guerra di Acab contro i Siri (1 Re 20:1-22). Di tutti gli avvenimenti del
regno di Acab, il libro delle cronache narra solo dellalleanza con Giosafat
seguita da una guerra contro i Siri che porta alla morte del re dIsraele.
Così avviene perché le Cronache sono soprattutto interessate alle
vicende di Giuda. Per avere un quadro più completo della storia del regno
del nord bisogna rifarsi al libro dei Re.
Il
Libro dei Re dedica numerosi capitoli alla storia di Acab (1 Re 16:29 - 22:40)
anche se quasi tutta la prima parte è dedicata ai suoi scontri con Elia.
E solo dopo la morte di Elia, il vero protagonista di questi capitoli,
che si comincia a narrare le vicende politiche e militari di Acab.
Nella
prima parte, i nemici di Acab sono i Siri di Damasco, guidati da Ben-Hadad che
si trova a capo di una coalizione di trentadue re (1 Re 20:1). E questultimo
che prende liniziativa con una ambasciata attraverso cui fa sapere ad
Acab che il suo oro, il suo argento, le sue mogli e i suoi figli gli appartengono.
Acab, facendo finta di accettare, ma di non capire, gli fa rispondere che è
daccordo con lui, ma non gli manda niente di quello che implicitamente
gli era stato chiesto. Quando Ben-Hadad manda una seconda ambasciata per annunciargli
larrivo di una delegazione che avrebbe direttamente frugato la casa di
Acab per prendere quanto richiesto, Acab, pur acconsentendo a parole a soddisfare
la prima richiesta, si oppone però risolutamente alla seconda.
Ci
troviamo di fronte alle schermaglie diplomatiche con cui, secondo uno stile
del tutto orientale, si cerca di indorare la pillola più amara con lo
zucchero del rispetto. Acab giunge a chiamare Ben-Hadad "mio signore",
ma la sostanza è quella dellaffermazione di una indipendenza che
porterà alla guerra.
Questa i Profeti sono dalla parte di Acab, e lo incoraggiano da parte del Signore
guidandolo nella vittoria (1 Re 20:13,14,22). Per quanto corrotto fosse il suo
popolo, Dio non lo aveva abbandonato. Dio riprende e castiga proprio i figli
che ama (Ap 3:19).
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Micaia
e i profeti di Acab
(1 Re 22) 5 Poi Giosafat disse al re d'Israele: «Ti prego, consulta oggi la parola del SIGNORE». 6 Allora il re d'Israele radunò i profeti, in numero di circa quattrocento, e disse loro: «Debbo andare a far guerra a Ramot di Galaad, o no?» Quelli risposero: «Va', e il Signore la darà nelle mani del re». 7 Ma Giosafat disse: «Non c'è qui nessun altro profeta del SIGNORE da poter consultare?» 8 Il re d'Israele rispose a Giosafat: «C'è ancora un uomo per mezzo del quale si potrebbe consultare il SIGNORE; ma io l'odio perché non mi predice mai nulla di buono, ma soltanto del male: è Micaia, figlio d'Imla». E Giosafat disse: «Non dica così il re!» 9 Allora il re d'Israele chiamò un eunuco, e gli disse: «Fa' subito venire Micaia, figlio d'Imla». 10 Il re d'Israele e Giosafat, re di Giuda, sedevano ciascuno sul suo trono, vestiti dei loro abiti regali, nell'aia che è all'ingresso della porta di Samaria; e tutti i profeti profetizzavano davanti a loro. 11 Sedechia, figlio di Chenaana, si era fatto delle corna di ferro, e disse: «Così dice il SIGNORE: Con queste corna colpirai i Siri finché tu li abbia completamente distrutti». 12 Tutti i profeti profetizzavano nello stesso modo, dicendo: «Va' contro Ramot di Galaad, e vincerai; il SIGNORE la darà nelle mani del re». 13 Il messaggero che era andato a chiamare Micaia gli parlò così: «Ecco tutti i profeti, unanimi, predicono del bene al re; ti prego, le tue parole siano concordi con le loro, e predici del bene!» 14 Ma Micaia rispose: «Com'è vero che il SIGNORE vive, io dirò quel che il SIGNORE mi dirà». 15. Quando giunse davanti al re, il re gli disse: «Micaia, dobbiamo andare a far guerra a Ramot di Galaad, o no?» Egli rispose: «Va' pure, tu vincerai; il SIGNORE la darà nelle mani del re». 16 Il re gli disse: «Quante volte dovrò scongiurarti di non dirmi altro che la verità nel nome del SIGNORE?» 17 Micaia rispose: «Ho visto tutto Israele disperso su per i monti, come pecore che non hanno pastore; e il SIGNORE ha detto: "Questa gente non ha padrone; ciascuno ritorni in pace a casa sua"». 18 Il re d'Israele disse a Giosafat: «Non te l'avevo detto che costui non mi avrebbe predetto nulla di buono, ma soltanto del male?» 19 Micaia replicò: «Perciò ascolta la parola del SIGNORE. Io ho visto il SIGNORE seduto sul suo trono, e tutto l'esercito del cielo che gli stava a destra e a sinistra. 20 Il SIGNORE disse: "Chi ingannerà Acab affinché vada contro Ramot di Galaad e vi perisca?" Ci fu chi rispose in un modo e chi in un altro. 21 Allora si fece avanti uno spirito, il quale si presentò davanti al SIGNORE, e disse: "Lo ingannerò io". 22 Il SIGNORE gli disse: "E come?" Quello rispose: "Io uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti". Il SIGNORE gli disse: "Sì, riuscirai a ingannarlo; esci e fa' così". 23 E ora ecco, il SIGNORE ha messo uno spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti; ma il SIGNORE ha pronunziato del male contro di te». 24 Allora Sedechia, figlio di Chenaana, si accostò, diede uno schiaffo a Micaia, e disse: «Per dove è passato lo spirito del SIGNORE, quand'è uscito da me per parlare a te?» 25 Micaia rispose: «Lo vedrai il giorno che andrai di camera in camera per nasconderti!» 26 Il re d'Israele disse: «Prendi Micaia, portalo da Ammon, governatore della città, e da Ioas, figlio del re e di' loro: 27 Così dice il re: "Rinchiudete costui in prigione, mettetelo a pane e acqua finché io torni sano e salvo"». 28 Micaia disse: «Se tu torni sano e salvo, non sarà il SIGNORE che avrà parlato per bocca mia». E aggiunse: «Udite questo, popoli tutti!» |
Seconda
guerra di Acab contro i Siri (1 Re 20:23-43). Una seconda guerra, sempre
voluta da Ben-Hadad, vede anchessa i profeti dalla parte di Acab. La vittoria
che anche questa volta arride a Israele, segna però una ulteriore frattura
con i circoli profetici, e questa volta per un motivo che sembrerebbe, a prima
vista, per lo meno insolito. Ben-Hadad, capendo di essere vinto, dietro consiglio
dei suoi servi che confidavano nella clemenza dei re dIsraele, si decise
a chiedere misericordia ad Acab perché gli risparmiasse la vita. La sua
accettazione portò ad una pacificazione tra i due regni che sembrava
portare a dei buoni risultati, primo fra tutti la restituzione a Israele delle
città precedentemente toltagli dai Siriani. Ma i Profeti non avevano
la stessa visione della storia. Essi avrebbero voluto la piena sconfitta di
Damasco e rimproverano Acab di non avere approfittato della possibilità
di vittoria che Dio gli aveva dato.
Terza
guerra di Acab, alleato di Giosafat, re di Giuda, contro i Siri (1 Re 22).
Il parere del profeta non era privo di fondamenta. "Passarono tre anni
senza guerre tra la Siria e Israele" (1 Re 22:1), ma i Siri non avevano
mantenuto la loro promessa. Ramot di Galaad era ancora in mano loro, a Acab
sognava di riprendersela. Loccasione gli sembrò giungere quando
Giosafat andò a fargli visita ed egli ne approfittò per chiedere
il suo appoggio. Per vincere lindecisione di Giosafat furono consultati
tutti i profeti di corte che non aspettavano altro che dire al re parole che
gli erano gradite: essi assicuravano la vittoria da parte di Dio. Ma Giosafat,
che ben capiva che razza di profeti essi fossero, era ancora indeciso e chiedeva
se non ci fosse qualche altro profeta da consultare. Un altro cera, Micaiah,
ma Acab non lo amava molto perché non gli prediceva mai niente di buono.
Tuttavia egli viene chiamato e annuncia la sconfitta di Israele se fosse andato
in guerra. In ricompensa della sua onestà verrà messo in prigione,
ma la sua profezia si dimostrerà vera ed egli morirà in battaglia,
nonostante lastuzia che lo aveva portato a proteggersi esponendo Giosafat
come capo delle truppe Israelitiche.
Giosafat,
il re pio. Mentre in Israele, Acab e Jezabel creavano le condizioni per
il disastro spirituale, Giosafat continua in Giuda la riforma del padre Asa
nei suoi tempi migliori, anche se, neppure sotto di lui, gli alti luoghi scomparvero
del tutto (1 Re 22:43,44). Lopera spirituale di Giosafat non si compì
soltanto attraverso lesercizio del suo potere regale, ma fu attuato soprattutto
attraverso una vera campagna di insegnamento e di istruzione attraverso linsegnamento,
in tutte le città di Giuda, del "libro della legge dellEterno"
attuato da alcuni suoi capi coadiuvati dai leviti (2 Cr 17:7-9). Una vera spiritualità
incentrata sulla fede in Yahveh non poteva essere fatta dipendere dalle festività
e dalle cerimonie, o dalla autorità del re o dei padri. Essa doveva continuamente
rapportarsi a ciò che Yahveh aveva detto e questo era possibile farlo
ricorrendo allinsegnamento della Legge. Anche in questo fondamento scritturale,
la religiosità di Giuda, nei suoi momenti migliori, si distingueva da
quella di Israele. Anche per questo, i re di Giuda potevano essere legittimati
in modo straordinario rispetto a quelli di Israele.
Alleanza
tra Giosafat e Acab. Nonostante il carattere spirituale diverso che Giosafat
dette al suo regno, rispetto a quello di Acab in Israele, egli accettò
di superare finalmente la bellicosità reciproca dei due regni ebraici
passò ad una collaborazione effettiva che avrebbe dovuto dare ad entrambi
un periodo di maggiore tranquillità interna rafforzandoli anche sul piano
estero. Ma non è così evidente che tali obiettivi siano stati
raggiunti.
Questa
rappacificazione deve essere stata realizzata verso la fine del regno di Acab.
Difatti Acab combatte da solo le sue prime due guerre contro i Siri, ed è
solo poco prima della terza, quella che coinciderà con la morte di Acab,
che vediamo i due collaborare insieme. Forse è in seguito a questa alleanza,
che non doveva essere più antica di 3 anni (3 anni erano infatti passati
dallultima guerra con Damasco), che Giosafat va a rendere ad Acab quella
visita amichevole che si concluderà con la loro associazione contro Damasco.
Lalleanza
è suggellata, come al solito, con un matrimonio: quello di Athalia,
figlia di Acab e Jezabel, e Jehoram, figlio di Giosafat (2 Cr 18:1; 21:6; 2
Re 8:26). Questo matrimonio non mancherà di dare frutti negativi. Se
Athalia assomigliava alla madre, non cè da meravigliarsi che le
iniziative di questa lasciassero il segno anche nellesperienza del marito
della figlia. Il testo biblico non manca di farlo notare. Parlando di Jehoram,
figlio di Giosafat introduce le notizie sul suo regno con le seguenti parole:
"E camminò per le vie del re dIsraele come aveva fatto la
casa di Acab, poiché aveva per moglie una figliuola di Acab" (2
Cr 21:6).
Chissà
se il giusto Giosafat avrebbe proceduto a questa alleanza se avesse riflettuto
su quelle che potevano essere le sue conseguenze spirituali? Ben lo capirono
però i Profeti che non mancarono di fare sentire la loro voce anche se
dopo la morte di Acab in una battaglia contro i Siri organizzata con laiuto
di Giosafat. Fu di nuovo il veggente Jehu a portargli il rimprovero di Dio:
"Dovevi tu dare aiuto ad un empio e amare quelli che odiano leterno?"
(22 Cr 19:2).
Non sappiamo chi abbia preso liniziativa dellalleanza, se Giosafat
o Acab. Si capisce però che Giosafat sembra quello più disponibile,
almeno perché è lui che va a trovare Acab (2 Cr 18;2) ed è
lui che accetta di aiutare laltro quasi disinteressatamente.
Ulteriori
vicende della vita di Giosafat (2 Cr 17-21:1). Dal libro delle Cronache
veniamo a sapere, la guerra fallimentare contro i Siri a fianco di Acab, che
egli "tornò sano e salvo a casa sua a Gerusalemme" (2 Cr 19:1),
anche se ad aspettarlo cera la severa riprensione del profeta Jehu, della
quale abbiamo già detto.
Amministrazione
giustizia. Per quel che riguarda gli sviluppi successivi, il testo biblico
non evidenzia particolari problemi. Sul piano interno si loda la sua iniziativa
per migliorare lamministrazione della giustizia (2 Cr 19:4-11). Interessante
è il riferimento ai Leviti, insieme ai sacerdoti e ai capi delle case
patriarcali come giudici tra il popolo. Quello che nella Thorah di Mosè
poteva essere sottinteso, riguardo alla funzione pedagogica e giudiziaria dei
Leviti, qui appare in tutta la sua evidenza.
Invasione
di Ammon e Moab. Per quel che riguarda la politica estera, Giosafat dovette
affrontare un problema molto serio. DallOriente, dallaltra parte
del mare (2 Cr 20:2, riferimento al Mar Morto), si avanzarono contro di lui
le truppe dei Moabiti e degli Ammoniti insieme a dei Maoniti (v. 1), probabilmente
originari di una regione a est del Mar Morto, verso il sud di Petra, che si
erano successivamente installati sul Monte Seir (v. 22).(12)
Moab era normalmente soggetto a Israele, ma subito dopo la morte di Acab, quindi
mentre Israele era governato da Ezechia, si era ribellato (2 Re 1:1). La stesso
cosa potrebbe avere fatto Ammon. La minaccia era grave e Giosafat radunò
il popolo davanti allEterno per implorare la sua protezione. La risposta
di Dio giunse attraverso un levita, Jahaziel, che, "investito dallo spirito
dellEterno" (2 Cr 20:14) invitò alla tranquillità assicurando
che Dio si sarebbe preso cura della cosa: "Questa non è la battaglia
vostra ma di Dio" (v. 15). Il v. 2 dice che questi invasori provenivano
dalla parte della Siria. Ma se così fosse essi sarebbero dovuti passare
prima dal territorio dIsraele. Sembra invece che si debba accettare la
lettura di un manoscritto che legge Edom al posto di Aram, e vederli quindi
avanzare contro Giuda passando a sud del mar Morto, attraverso il territorio
di Edom. Cosa sia successo non è facile da capire. Ma è probabile
che un qualche motivo di lite sia sorto tra gli invasori che cominciarono a
combattersi reciprocamente dando a Giuda una vittoria non combattuta e ricca
di bottino. Questo non è il primo caso in cui i nemici del popolo di
Dio si sterminano tra di loro. Si ricordi il caso dei Madianiti allepoca
di Gedeone.
Il
risultato della vittoria fu che il prestigio di Giosafat si rafforzò,
i suoi eventuali nemici se ne stettero tranquilli e un periodo di serenità
e di prosperità ebbe luogo (2 Cr 20:29,30).
Controllo
di Edom. Il libro dei Re ci dice che, a quel tempo, in Edom "non cera
un re" ma un governatore (2 Re 22:48), fatto che indica il pieno controllo
della regione da parte di Giuda, dopo i disordini creati da Hadad, allepoca
di Salomone (Cf. 1 Re 11:14).
Alleanza
con Achazia e sfortunata impresa marittima. Giuda poteva quindi godere di
una invidiabile condizione di pace. La vittoria contro gli invasori Moabiti
e Ammoniti aveva reso tranquillo il confine orientale. A Sud Edom era tranquillo.
E lalleanza rinnovata con Israele, attraverso il nuovo re Achazia, successore
di Acab, rendeva tranquillo anche il confine Nord. Giosafat decise quindi che
fosse giunto il momento di rinverdire i fasti commerciali di salomonica memoria
e varò una flotta di navi da Tarsis nel porto di Ezion-Geber per andare
a Ofir in cerca doro.(13) Questo egli fece
avendo come socio Achazia, ma limpresa non ebbe successo. Sfortunatamente
per lui, la flotta fece naufragio non appena messa in mare e limpresa
fallì (1 Re 22:49.50). I Profeti attribuirono la sventura alla associazione
con il re empio Achazia: "Perché ti sei associato con Achazia, lEterno
ha disperse le opere tue" (2 Cr 20:37). 1 Re 22:50 sembra riferirsi a un
ulteriore tentativo di Achazia di rinnovare limpresa marittima con Giosafat
ma questi, dopo la precedente riprensione profetica, non se la sentì
e abbandonò ogni ulteriore impresa di questo tipo.
Morte
di Achazia re di Israele. Achazia, re dIsraele, non regnò a
lungo: forse circa un anno. E fu un tempo molto negativo. Di lui si dice che
perse il controllo di Moab (1 Re 1:1) e probabilmente di Ammon visto che troviamo
entrambi alleati contro Giuda. Subì il fallimento dellimpresa commerciale
con Giosafat, e per giunta cadde da un balcone della sua casa rimanendo gravemente
ammalato (2 Re 1:2). Desideroso di aiuto, non si rivolse a Dio ma mandò
a consultare Baal-Zebub, dio dei Filistei (2 Re 1:2). Dio non lasciò
passare la cosa sotto silenzio e, attraverso Elia, espresse la sua condanna
annunciandogli che non avrebbe lasciato vivo il suo letto di malattia.
Fine
del ministero di Elia. Elia era già vecchio e stanco. Lambasciata
a Achazia è lultima delle sue imprese. Poco dopo sarà rapito
in cielo e il suo posto sarà preso da Eliseo (2 Re 2).
Jehoram
di Israele. Morto Achazia, gli succede il fratello Jehoram. Di lui si continua
a dire che fece male agli occhi di Dio e tuttavia si intravede qualcosa di buono
nellaver tolto la statua di Baal fatta da sua padre (2 Re 3:2. Cf 1 Re
16:32). Probabilmente il ministero di Elia e di Eliseo cominciava a portare
qualche frutto, anche se molto limitato.
Jehoram
di Israele cerca di riprendersi Moab con laiuto di Giosafat (2 Re
3). Lalleanza tra i due regni ebraici continua anche sotto Jehoram con
cui Giosafat collabora volenterosamente. Questa collaborazione si manifesta
in modo particolare quando Jehoram decide di porre fine alla ribellione di
Moab. Non solo Giosafat acconsente a partecipare alla guerra ma anche a fare
attraversare il suo territorio alle truppe dIsraele per prendere Moab
da Sud invece che da Nord dove era più fortificato e dove permaneva il
pericolo di Damasco alle spalle. Giosafat era stato precedentemente ripreso
per la sua alleanza con lempio Achazia ma continua lalleanza con
il successore, forse perché incoraggiato dai segni spiritualmente positivi
dati dal nuovo re, e forse perché aveva anche lui dei buoni motivi per
stroncare lindipendenza di Moab visto la minaccia che questo popolo aveva
rappresentato per Giuda poco tempo prima. Anche Edom, soggetto a Giuda, partecipa
alla spedizione.
Limpresa
comincia molto positivamente anche se in modo insolito. Dopo essersi inoltrati
nei territori meridionali verso oriente con una marcia di sette giorni, le
truppe alleate vennero a trovarsi in grave difficoltà per la scarsità
di acqua e temevano quasi la catastrofe. Non sapendo da dove i giorni della
marcia vengono contati è difficile calcolare dove si trovavano nel momento
della mancanza dacqua. E comunque probabile che si fossero già
inoltrati o avvicinati molto al territorio di Moab visto che dei Moabiti assistettero
alla scena che segue traendone un falso incoraggiamento per il loro attacco.
Siamo quindi verso la zona orientale del Mar Morto.
Non
sapendo come risolvere la difficoltà, Giosafat propone di cercare un
profeta che possa chiedere lAiuto di Yahveh. Tra gli uomini che partecipavano
alla spedizione cera Eliseo che viene interrogato. Cosa facesse Eliseo
in quel luogo e in quel momento non è detto. Egli svolgeva il suo ministero
soprattutto nel regno del Nord, come Elia, ma non era andato a Sud per aiutare
Jehoram. Lo si vede chiaramente dalla risposta che dette. Parlando al suo re,
gli dice: "Che ho io da fare con te? Vattene ai profeti di tuo padre e
ai profeti di tua madre! ... se non avessi rispetto per Giosafat, re di Giuda,
io non avrei badato a te né tavrei degnato di una sguardo"
(2 Re 3:13,14). Egli comunque, come ogni profeta di Dio, ama il suo popolo nonostante
i continui rimproveri che gli rivolge, ed è interessato alle sue sorti.
Forse per questo egli aveva seguito quegli uomini. In ogni caso la sua presenza
fu provvidenziale e non si può escludere che Dio gli abbia detto di andare
là.
Eliseo
annuncia la vittoria descrivendone le dure rappresaglie contro i vinti(14)
e spiega come ottenere dellacqua. Scavando delle buche nel tufo, queste
si sarebbero riempite dacqua, probabilmente, come avviene ancora oggi,
filtrata attraverso le rocce dai retrostanti altopiani.(15)
Questacqua assume però una colorazione rossastra che, vista da
lontano, diede alle spie moabite che sorvegliavano le truppe ebraiche limpressione
del sangue versato in uno scontro improvviso tra i re alleati.
I
Moabiti pensarono così di intervenire per continuare e finire la strage
già cominciata, ma si trovano invece davanti uomini freschi e determinati
che li mettono in fuga invadendo il Paese. Mesha, Il re di Moab cerca allora
di fuggire, aprendosi un varco con 700 uomini, verso la Siria dove poteva contare
sullospitalità e laiuto del re di Damasco.(16)
Il tentativo fallisce e Mesha, sulle mura della città in cui era assediato,
ricorre ad un ultimo tragico espediente: limmolazione in sacrificio del
suo figlio primogenito, secondo un uso attestato tra i Semiti e che trova riscontro
anche in qualche narrazione biblica. Sconvolti da quanto avevano visto, forse
rintuzzati dai Moabiti che avevano ripreso, di fronte al sacrificio, il coraggio
della disperazione, gli alleati si ritirano rinunciando ad una occupazione permanente.
|
La
stele di Mesha (17) "Sono
Mesha, figlio di Kemoshyat, re di Moab, il Didonita. Mio padre regnò
su Moab per trentanni e io regnai dopo mio padre. Io feci questaltura
per kemosh in Qeriho, altura (?) di salvezza, poiché egli mi salva
da tutti gli assalti e mi fa trionfare su tutti i miei avversari. Omri
era re dIsraele e oppresse Moab per molti giorni, poiché
Kemosh era in collera contro il suo paese. Gli successe suo figlio che
disse: «Opprimerò Moab». Al mio tempo egli aveva parlato
così, ma io trionfai su di lui e sulla sua casa. E Israele fu rovinato
per sempre. Ora Omri aveva preso possesso di tutto il paese di Madeba
e vi aveva abitato durante i suoi giorni e la metà dei giorni dei
suoi figli, quarantanni. Ma al mio tempo, Kemosh lha restituito.
E io ho costruito Baal Meon, facendovi il deposito, e ho costruito Qiryaton.
La gente di Gad aveva abitato nel paese di Atarot da sempre e il re dIsraele
aveva costruito Atarot per sé. Io combattei contro la città
e la presi. Uccisi tutto il popolo...; la città fu offerta in sacrificio
per Kemosh e per Moab. Di là mimpadronii dellaltare
del suo Prediletto (?) e lo trascinai davanti a Kemosh a Qeryot. Vi feci
abitare la gente di Saron e la gente di Maharot... |
La
stele di Mesha. Di Mesha abbiamo un documento storico diretto. Una stele
di basalto nero alta 110 e larga 60 cm. Questa stele fu trovata, nel 1868 da
un missionario tedesco, fu ridotta in frantumi dai beduini, quando si resero
conto del suo valore, perché speravano di ricavarne di più vendendone
tanti pezzi invece di uno solo. Fortunatamente erano stati fatti dei calchi
in gesso e questi hanno aiutato a ricostruire linsieme che oggi si trova
al Louvre. La stele deve essere stata eretta poco dopo gli avvenimenti narrati.
In essa si glorifica Kemosh, il principale dio di Moab e grandi opere, tra cui
le fortificazioni fatte da Mesha. Si tacciono invece gli avvenimenti negativi,
che però conosciamo dal racconto biblico. La lista delle fortificazioni,
verso il Nord, spiegano perché lattacco dei regni ebraici avvenne
da Sud.
Jehoram
di Giuda (2 Re 8:16-24; 2 Cronache 21).
Situazione
spirituale. Alla morte di Giosafat, suo figlio Jehoram assunse il trono.
Come abbiamo visto, egli aveva sposato Athalia, la figlia di Acab e Jezabel.
Come la madre con Acab, così la figlia con Jehoram, sarà un incoraggiamento
ad una religiosità sincretistica. Che labbia fatto di sua iniziativa
o dietro consiglio della molgie, non va certamente a suo onore lavere
ucciso i suoi fratelli (2 Cr 21:4) per evitare che potessero diventare suoi
concorrenti al trono. Certo è che una tale abitudine si era relizzata
già alcune volte in Israele, ma solo quando una dinastia soppiantava
con la forza unaltra. Può essere che Jehoram si sia sentito minacciato
proprio per la sua assimilazione dei valori antijavistici del Nord e pensava
che i suoi fratelli potessero diventare un elemento di coagulo per quanti rimanevano
fedeli a Yahveh? Un incoraggiamento a questa ipotesi potrebbe venire dal fatto
che i fratelli non furono i soli ad essere uccisi. Anche alcuni capi del popolo
fecero, infatti, la stessa sorte. Sembra quasi che con Jehoram, sposo di Athalia,
sia cominciata una nuova dinastia, almeno spiritualmente e culturalmente.
Politica
estera. Con la fedeltà a Dio se ne va anche una parte del suo regno.
Edom, incoraggiato certamente dallesempio di Moab, si ribellò
dandosi un re proprio e Jehoram riuscì a malapena a sfuggire allaccerchiamento
delle truppe nemiche che aveva affrontato in un vano tentativo di riportare
la regione sotto il suo controllo. Edom rimase libero da quel momento in poi
fino allepoca asmonaica, quando Giovanni Ircano (134-104 a.C.) lo sottomise
realizzando una giudaizzazione forzata da cui verrà Erode il Grande.
Egli
perse anche Libna, una città presso il confine dei Filistei non
molto lontano da Lachish. Questa rivolta fu probabilmente stimolata dai Filistei
che approfittavano del momento di debolezza di Giuda per indebolirla ulteriormente.
Lostilità dei Filistei si manifestò anche esplicitamente,
insieme a quello di qualche tribù del deserto arabico. Giuda
fu così attaccata da Est e da Ovest e la capitale stessa dovette essere
invasa visto che la "casa del re" fu saccheggiata e tutti i figli
del re uccisi, tranne il più piccolo, Achazia, che per pochissimo tempo
gli succederà del trono dopo una infermità dei piedi che rese
ancora più penibile la fine del suo regno.
Achazia
re di Giuda (2 Re 8:25-9:29; 2 Cr 22). Morto il padre Jehoram, Achazia gli
succederà alletà di 22 anni. Letà viene notata
come fatto insolito. Normalmente i re accedevano al trono ad una età
maggiore. Non cè da meravigliarsi che la madre Athalia abbia condizionato
pesantemente il suo brevissimo regno, sia sotto laspetto spirituale che
politico. In questo lei era coadiuvata anche dalla sua famiglia nel regno di
Israele.
Verso
la fine di Achazia di Giuda e Jehoram di Israele. Su suggerimento dei suoi
parenti israeliti, Achazia continuò la vecchia collaborazione tra i
due regni, accettando di aiutare Israele a tentare la riconquista di Ramoth
di Galaad per sottrarla a Damasco, ora governata da Hazael che aveva preso
il posto del vecchio e ammalato Ben-Hadad, dopo il precedente tentativo conclusosi
con la morte di Acab e la fuga di Jiosafat. Ma limpresa non ebbe successo
neppure questa volta, e la scporterà alla morte violenta di entrambi
i re anche se non per mano dei nemici esterni ma di Jehu, un ufficiale dellesercito
israelita, chiamato da Dio ad essere il vendicatore della famiglia di Acab.
Era
successo che Jehoram era stato ferito e si era ritirato a Jzreel per farsi curare.
Qui lo aveva raggiunto Achazia per fargli visita, ma qui entrambi furono raggiunti
da Jehu, il capo delle truppe israelite che assediavano Ramoth, che li uccise
entrambi.
Jehoram
sarà gettato nel campo di Naboth che suo nonno Acab aveva fatto assassinare
per rubargli il campo. Sua nonna Jezabel,(18) vedendo
quello che stava succedendo, volle esprimere fino allultimo la sua arroganza
e si imbellettò mostrandosi fieramente al balcone della sua casa da dove
si rivolse sarcasticamente a Omri: "Rechi pace, novello Zimri, uccisore
del tuo Signore?" (2 Re 9:30). Ma la sua arroganza non durò per
molto. Due suoi servitori, su richiesta di Jehu la gettarono giù dal
balcone e il suo cadavere fu calpestato dal carro di Jehu e poi mangiato da
dei cani fino a scomparire quasi del tutto, adempiendo la profezia di un profeta.
La repressione di Jehu, come era avvenuto in casi simili nel passato, si volse
anche contro lintera famiglia di Jehoram e decine di suoi fratelli furono
uccisi. Così Jehu ebbe saldamente in mano il potere e dette origine ad
una nuova dinastia che non mancherà di conquistare dei meriti politici
anche se la riforma religiosa non avrà quel successo che gli adoratori
di Yahveh avrebbero sperato.
Achazia, fuggendo davanti a Jehu, aveva riportato una ferita, ma i dettagli della sua morte non sono del tutto chiari perché i dati conservati nelle nostre due fonti sono discordi. Secondo 2 Re 9:27 egli era riuscito a rifugiarsi a Meghiddo dove era morto. I suoi servi lo portarono poi a Gerusalemme dove fu seppellito. Secondo 2 Cronache 22:8,9 Achazia di era rifugiato a Samaria insieme ai suoi accompagnatori e furono tutti uccisi da Jehu che però ebbe un gesto di pietà per il re, permettendo che fosse seppellito, in memoria del pio nonno Giosafat.(19) E possibile che Re sia una versione più sintetica dei fatti ma una conciliazione tra i due racconti si baserebbe solo su delle congetture, per cui preferiamo astenercene.
|
Sintesi
degli avvenimenti dei due regni |
|||
| Giuda |
Israele
|
||
| 930 | 930 | ||
| Roboamo | 1)
Investitura popolare 2)Tentativo malaccorto di riunificazione 3) Riforma positiva ma poi alti luoghi con idoli Astarte - Prostituzione omosessuale. 4) Invasione di Shishak |
1)
Edifica Sichem e poi Penuel. Tirtsa. |
Geroboamo I°
Nadab |
| 913 | |||
| Abijam |
1)
Giudizio spirituale da negativo a positivo |
1)
Ucciso da Baasa della tribù di Issacar. |
|
| 910 | |||
| Asa |
1)
Giusto ma non elimina alti luoghi
|
1)
Congiura contro Nadab e stermina famiglia di Geroboamo secondo profezia
|
909-908 |
| Baasa | |||
| Ucciso da Zimri che stermina sua fam. | E l a 886-885 | ||
| Regna solo 7 giorni. Suicida. | Zimri 885 | ||
| Regno parallelo a quello di Omri | Tibni 885-880 | ||
| 1)
Eletto da popolo durante assedio città 2) Costringe Zimri a suicidio e vince Tibni 3) Capitale a Samaria |
885 |
||
| 872 | |||
|
Giosafat + Jeoram
|
|
1)
Jezabel sviluppa culto Baal e Astarte. |
Achab |
| 869 | 1) Empio. 2) Ribellione di Moab. 3) Caduta da balcone e consulto di Baal.Z. 4) Rapimento in cielo di Elia. | Achazia 853-852 | |
| 848 |
|
Jehoram (Joram) | |
| Jehoram |
1)
Sposa figlia di Achab e ne segue esempio |
||
| 841 Achazia |
1)
Cammino casa di Achab. |
841 | |
NOTE
(1)
Per i dati
cronologici abbiamo seguito E. Edwin R. Thiele, The Mysterious Numbers of
the Hebrew Kings, A Reconstruction of the Chronology of the Kingdoms of Israel
and Judah (The University of Chicaco, 1951).
(2)
J. Bright, A History of Israel, p. 238.
(3)
1 Re 12:32 pone questa festa nel quindicesimo giorno dellottavo mese.
Levitico 23:33 pone la festa dei tabernacoli il quindicesimo giorno del settimo
mese. La differenza di un mese potrebbe essere giustificata dal desiderio di
fare di questa festa anche una sorta di celebrazione dellinizio del nuovo
regno avvenuto verso questo periodo dellanno (SDABC II:793).
(4)
Quale posizione abbia assunto Beniamino in rapporto alla secessione è
motivo di dibattito. 1 Re 12:20, in cui si dice che la sola tribù di
Giuda seguì Roboamo, può essere inteso o come segno di una integrazione
talmente forte di Beniamino in Giuda da farla vedere come parte della tribù
più grande, o come segno del fatto che Beniamino non aveva, inizialmente
seguito Roboamo. Questultima è la tesi di John Bright (A History
of Israel, p. 233). Egli pensa che sia stato Roboamo a non permettere la
secessione di Beniamino visto che Gerusalemme si trovava dentro il suo territorio.
Tuttavia, 1 Re 12:21 mostra Beniamino troppo presto alleato di Roboamo contro
Geroboamo se questa tribù aveva veramente cercato di opporsi a lui per
unirsi alle tribù del nord. Mi chiedo invece se Beniamino, nonostante
gli antichi conflitti tra alcuni suoi membri e Davide, non si siano poi integrati
con Giuda anche grazie alle attività di Salomone che la favorivano per
lo stretto che avevano con la capitale.
(5)
André e Renée Neher, Histoire biblique du peuple dIsraël,
Paris, Maisonneuve 1988, p. 368.
(6)
1 Re 12:2 sembrerebbe implicare che siano gli anziani dIsraele a chiamarlo
mentre era in Egitto. 2 Cr 10:2,3 sembra dice invece che Geroboamo era tornato
di sua volontà dallEgitto e che gli anziani lo chiamano con loro
mentre era già in Israele.
(7)
A. e R. Neher, p. 369.
(8)
G. Ricciotti, Storia dIsraele, Torino, SEI 1964, I:428,462.
(9)
Bright, p.p. 234,235.
(10)
Riguardo all'alleanza con l'Egitto contro l'Assiria: "Guai, dice l'Eterno,
ai figliuoli ribelli che forman dei disegni, ma senza di me, che contraggono
alleanze, ma senza il mio spirito, per accumulare peccato su peccato; che vanno
giù in Egitto senz'aver consultato la mia bocca, per rifugiarsi sotto
la protezione di Faraone, e cercar ricetto all'ombra dell'Egitto! ... il soccorso
dell'Egitto è un soffio, una vanità ... Nel tornare a me e nel
tenervi in riposo starà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia
starà la vostra forza; ma voi non l'avete voluto! Avete detto: No,
noi galopperemo sui nostri cavalli! E per questo galopperete!... E:
'Cavalcheremo su veloci destrieri!' E per questo quelli che v'inseguiranno saranno
veloci!" (Is 3O:1,2,7,15,16). Riguardo al pericolo in cui Gerusalemme venne
a trovarsi a causa dell'invasione dei Siriani alleati con Israele: "Allora
l'Eterno disse a Isaia: 'Va' incontro ad Achaz ... e digli: Guarda di startene
calmo e tranquillo, non temere e non ti s'avvilisca il cuore a motivo di questi
due avanzi di tizzoni fumanti". Il loro piano di salire contro di te "non
avrà effetto". "Se voi non avete fede, certo non potete sussistere."
(Is. 7:1-9). Riguardo all'allenza con l'Egitto contro Babilonia: "Perché
hai tanta premura di mutare il tuo cammino? Anche dall'Egitto riceverai confusione
come già l'hai ricevuta dall'Assiria! Anche di là uscirai con
le mani sul capo; perché l'Eterno rigetta quelli nei quali tu confidi,
e tu non riuscirai nel tuo intento per loro mezzo" (Ger. 2:36,37). Tutto
il cap. 27 è un invito a sottomettersi al governo di Babilonia rinunciando
alla ribellione e alla guerra, e aspettando quietamente il momento in cui anche
Babilonia sarebbe stata distrutta.
(11)
Vedi per questo larticolo di Thiele nel "Manuale di Introduzione
allAntico Testamento", cap. "Numeri nella Bibbia", p. 6.
(12)
Probabilmente presso il territorio montuoso di Edom.
(13)
Così 1 Re 22:49. 2 Cr 20:36 invece parla di navi per Tarsis ma sembra
difficile capire perché, se così era, queste dovessero essere
costruite a Ezion -Geber.
(14)
Cf. 2 Re 3:19: "E voi distruggerete tutte le città fortificate e
tutte le città ragguardevoli, abbatterete tutti i buoni alberi, turerete
tutte le sorgenti dacqua, e guasterete con delle pietre ogni buon pezzo
di terra". Il distruggere gli alberi da frutto era contrario a quanto prescritto
da Mosè in Dt 20:19,20. La norma mosaica si riferiva alle guerre in territorio
cananeo che avrebbe dovuto essere abitato da Israele. In tale contesto non
conveniva distruggere gli alberi da frutto perché questo si sarebbe rivelato
contrario agli interessi di Israele. Nel caso specifico della guerra contro
Moab si voleva invece spezzare la possibilità di un recupero della sua
potenza, non solo abbattendo le sue fortificazioni ma minandone la capacità
economica. Anche in questo caso, comunque, Israele non ne avrebbe avuto un beneficio
perché anche i tributi riscuotibili sarebbero stati minori. Le rappresaglie
avevano quindi lo scopo di costituire un deterrente contro future possibili
sollevazioni.
(15)
Ricciotti, Storia dIsraele, I:407.
(16) Il testo dice "verso Edom" (v. 26) ma non è credibile che volesse rifugiarsi presso un re che stava combattendo contro di lui. Sicuramente, il testo masoretico ha qui il solito errore di trascrizione tra Edom e Aram (Siria) che abbiamo già riscontrato
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(17) Da Gianfranco Ravasi (presentatore), LAntico Testamento e le culture del tempo. Testi scelti, Roma, Borla 1990, pp. 173,174.
(18)
Il testo dice di lei che era "madre" di Jehoram e di Acab che era
"padre" (2 Re 9:22,25). Succede spesso che gli antenati siano chiamati
come i genitori diretti, ma qui si tratta di un espediente letterario per indicare
una maternità e una paternità spirituale visto che il re aveva
seguito abbondantemente la via aperta dai nonni.
(19)
Stesso problema della nota precedente.
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