MANUALE
DI STORIA D'ISRAELE
Giovanni Leonardi
LEZIONE
XIII:
IL REGNO DIVISO
(Da Jehu alla fine del regno d'Israele)
Il periodo che esamineremo in questo capitolo comincia dal momento in cui Jehu
uccide i due re di Israele e quello di Giuda nell841, e si conclude con
la distruzione del regno di Israele ad opera di Salmanassar, re di Assiria,
nel 723.
Si tratta di un periodo che non vedremo nei particolari per mancanza di tempo,
ma di cui delineeremo soltanto alcuni elementi caratteristici ed essenziali.
La
"riforma" religiosa di Jehu in Israele
Jehu
aveva realizzato la sua rivolta contro il suo re Jehoram su un preciso mandato
profetico e in nome degli ideali jahvistici. Il suo jahvismo non è però
quello di Elia o di Eliseo ma quello di Geroboamo che aveva innalzato i due
templi di Bethel e Dan collocandovi i vitelli doro. Si trattava dunque
di una riforma parziale che non risolve i veri problemi spirituali di Israele
e che non può avere la piena approvazione dei Profeti.
Una
regina pagana sul trono di Giuda
Linizio
di questo periodo non è molto felice per Giuda. Morto il re Achazia,
il potere viene infatti preso dalla straniera Athalia che fa uccidere tutta
la famiglia regale di Giuda, quindi i suoi stessi nipoti che avrebbero potuto
assumere legittimamente il regno. In questo modo la spiritualità pagana
che aveva ricevuto un duro colpo a Nord, si trapianta totalmente nel Sud.
Joas
di Giuda
Un
figlioletto di Achazia, allora appena neonato, sfugge però alla violenza
della nonna nascosto dalla famiglia del sommo sacerdote Jehoiada. Il bambino
rimane così ignorato da tutti per sei anni, ma il settimo anno, Jehoiada
organizza un vero e proprio colpo di stato ponendo sul trono il bambino Joas
e facendo uccidere Athalia.
Per
un certo numero di anni, il bambino fu guidato da Jehoiada che fungeva da reggente,
e fino a che Joas seguì gli insegnamenti del suo salvatore e maestro,
Giuda vide un rifiorire dello Jahvismo che si manifestò soprattutto attraverso
la restaurazione del Tempio che era caduto profondamente in abbandono.
Tuttavia
lo Jahvismo di Joas non durò a lungo. Morto che Jehoiada, Joas non solo
abbandonò gli antichi sentieri dandosi allidolatria, ma cominciò
a reprimere violentemente coloro che gli rimproveravano labbandono di
Yahveh. Fece così uccidere i figli del sacerdote Jehoiada, ma finì
egli stesso ucciso in un complotto organizzato per vendicare luccisione
dei figli del vecchio sacerdote.
I
rapporti tra Giuda e Israele
La
collaborazione tra i due regni, che aveva visto la luce nella seconda metà
del periodo storico precedente, era ormai tramontata. Tra Athalia e Jehu non
cera, ovviamente, nessuna possibilità di collaborazione e anche
i loro successori presero delle vie che non coincidevano. Veramente un tentativo
di collaborazione cera stato subito dopo la morte di Joas. Il suo successore
Amazia, aveva cercato di riprendersi Edom con laiuto di truppe
mercenarie di Israele. Ma un uomo di Dio gli consigliò di rimandare indietro
queste truppe per cui aveva già pagato una notevole somma di denaro,
dicendogli che Dio non avrebbe benedetto quella alleanza mentre lo avrebbe benedetto
se avesse confidato solo in Lui. Amazia accettò, ma quelli, rimandati
indietro, si vendicarono dellaffronto saccheggiando alcune città
di Giuda. Amazia vinse comunque la battaglia con gli Idumei ma si fece vincere
dalla loro religiosità adottando i loro dèi. La cosa era non solo
contraria alla fede in Dio di cui pure aveva ascoltato la parola pochi giorni
prima, ma contraria anche a ogni forma di intelligenza del tempo: caso mai
erano i vinti che adottavano gli dèi dei vincitori, considerandoli più
potenti dei loro. La voce di Dio si fece sentire allora di nuovo per annunciargli
la distruzione. Forse per emendarsi, o forse soltanto per vendicarsi di quanto
gli Israeliti avevano fatto in sua assenza, o forse anche soltanto perché,
dopo avere sconfitto gli Idumei, si sentiva forte e baldanzoso, egli decise
di sfidare a battaglia il re Joas dIsraele. Gli inviti alla prudenza di
questultimo non ebbero effetto e lo scontro si concluse con una sonora
sconfitta di Amazia che fu ucciso in una congiura. Intanto la stessa Gerusalemme
era stata presa e saccheggiata insieme al Tempio dalle truppe Israelitiche
e questo poteva ampiamente giustificare lo scontento del popolo contro il loro
re.
Un
altro periodo di rapporti violenti tra Giuda e Israele è quello di Achaz
di Giuda e Pekah dIsraele. Achaz è uno dei re più
empi che Giuda abbia avuti. Sotto di lui il culto di Baal si sviluppa di nuovo
enormemente. La valle dellHinnon, sul fianco sud occidentale di Gerusalemme
viene consacrata alle divinità pagane cui si offrono profumi.(1)
Egli giungerà a passare i suoi figli per il fuoco in onore degli dèi
pagani. 2 Re 16:5,6 ci dice che Achaz subì lattacco di Retzin,
re di Siria, e di Pekah re dIsraele. Questi re assediarono Gerusalemme
ma non riuscirono a prenderla. La resistenza di Achaz si realizza grazie allaiuto
che gli da Tiglat Pileser re dAssiria cui egli si rivolge mandandogli
un pesante tributo. Tiglat Pileser marcia così contro Damasco che prende.
2 Re 15:29 ci dice che lAssiro invase anche Israele saccheggiandone diverse
città. In tal modo Gerusalemme viene liberata dalla pressione degli assedianti.
Cercata la sua salvezza al di fuori di Dio, lempio Achazia lattribuisce
agli dèi dellAssiria che avevano mostrato la loro potenza. Recatosi
a Damasco per rendere omaggio al re Tiglat Pileser, vi vede un altare e ne
fa un disegno che manda al sacerdote di Gerusalemme perché ne faccia
uno simile nel Tempio della sua capitale. Egli pensava probabilmente che, così
facendo, un poco della potenza degli dèi assiri sarebbe passata anche
a lui. Nel Tempio il nuovo altare prenderà il posto di quello originale
che non verrà eliminato ma messo da parte. Lantico poteva essere
rispettato purché non desse troppo fastidio.
2
Cronache 28:5-15 ci narra un episodio estremamente interessante di questo conflitto
tra Giuda e Israele. Il fatto deve essere avvenuto prima dellassedio di
Gerusalemme di cui abbiamo già detto (cf. 2 Cr 28:16, successivo allepisodio
narrato). Gli Israeliti avevano fatto una sortita in Giuda riportandone numerosissimi
prigionieri. Ma un profeta di Dio si fa incontro a loro rimproverandoli di avere
ridotto in schiavitù dei loro fratelli. I Profeti di Dio erano ben coscienti
delle diverse realtà, a volte anche spirituali dei due regni, ma essi
continuavano a ragionare in termini di un unico popolo di Dio. In mezzo a tanta
barbarie e sprofondamento spirituale, essi rimanevano come una luce e una salvaguardia
dei valori unitari del popolo. Gli Israeliti ascoltarono il rimprovero del profeta,
e rinunciarono anche a buona parte del bottino per rivestirli e nutrirli, dopo
di che li rimandarono liberi alle loro case. Sfortunatamente questo episodio
non aprì una nuova strada, e poco dopo, come abbiamo visto, ritroviamo
i due regni alleati con dei popoli stranieri, luno contro laltro.
Gli stranieri erano diventati più amici dei fratelli. Ma fino a che punto?
Il
canto del cigno di Israele: Joas e Geroboamo II
Un
momento di particolare grandezza di Israele fu quello di Joas e di Geroboamo
II. Di loro, come al solito, il giudizio profetico non è benevolo per
quel che riguarda gli aspetti spirituali. Di Joas si narra comunque di come
egli amasse il profeta Eliseo che va a trovare in punto di morte, chiamandolo
"Padre mio, padre mio! Colonna e carro dIsraele" (2 Re 13:14).
E da Eliseo, Joas riceve lannuncio che avrebbe battuto i Siriani. Aggiungendo
a questa la precedente vittoria su Giuda, si può dire che Joas raggiunge
una significativa superiorità militare tra i regni circostanti. Di Geroboamo
II si dice che, nonostante tutto, per lamore di Dio che non voleva vedere
soffrire il suo popolo, gli fu concesso di ristabilire gli antichi confini di
Israel, "dallingresso di Hamath [la valle che separa il Libano dai
monti dellHermon] al mare della pianura [il golfo di Aqaba sul mar Rosso],
secondo la parola che lEterno aveva pronunciata per mezzo del suo servitore
il profeta Giona" (2 Re 14:24,25). Egli riconquista quindi Moab vanificando
la gloria di Mesha, e riacquista il suo predominio su Damasco (v. 28). La situazione
era comunque eccezionale, dovuta anche, probabilmente, al fatto che la Siria
doveva essere stata alquanto indebolita dalla vicina Assiria. Ben presto, lo
stesso Israele avrebbe fatto le spese della sua espansione.
Sotto
il dominio dellAssiria
LAssiria
appare subito sulla scena dIsraele allinizio del periodo che stiamo
studiando. Jehu aveva subito delle pesanti sconfitte da parte di Hazael di Damasco
(2 Re 10:32,33). Ma Salmanassar III, re dAssiria, invase la Siria e Jehu
scelse di passare dalla parte del vincitore offrendogli anche un ricco tributo.
Ma gli Assiri dovettero ritirarsi, e Damasco, ripreso vigore, si rivoltò
contro Israele, avendo ora un motivo in più per avercela con lui: tutto
il nord (Basan e Galaad) fu così perso (2 Re 10:32).
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Figura
XIII-1: Jehu rende onore a Salmanassar
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Jehu così perse parte dei suoi territori e anche il tributo che aveva pagato a Salmanassar. Di questo tributo abbiamo notizia, non dalla Bibbia, ma da una fonte Assira, l "obelisco nero" di Salmanassar che si trova al British Museum. Nella sezione dedicata a Jehu, si legge il testo seguente: "Tributo di Jehu, figlio di Omri: Ho ricevuto da lui argento, oro, una scodella doro, un recipiente zuqutu doro, coppe doro, stagno, un bastone per la mano del re e degli spiedi (?)."(2)
Se
lAssiria non aveva contribuito al bene di Israele durante il regno di
Jehu, lo farà invece sotto il suo successore Joachaz. Costui, afflitto
pesantemente da Damasco, che era riuscito a spingersi, dopo avere attraversato
Israele, anche nel regno di Giuda e a battere la filistea Gath, trova sollievo
in un liberatore mandato da Yahveh (2 Re 13:5). Chi sia questo liberatore, non
è detto. Alcuni vi vedono Joas o Geroboamo II che successivamente si
sottrarranno al giogo siriaco, ma il riferimento potrebbe essere al re Assiro
Adad Nirari III. In una iscrizione di questo sovrano, leggiamo infatti che egli
aveva sottoposto a sé alcune città fenicie, Edom e "il paese
di Omri" - come viene chiamato Israele - e soprattutto la Siria, la cui
capitale Damasco era stata assediata e costretta a pagare un grandissimo tributo.
E del tutto verosimile che, nelle sue condizioni, Israele vedesse lumiliazione
di Damasco come una liberazione anche se egli stesso era costretto a pagare
un tributo, come aveva già fatto con Jehu.(3)
Con
Joas e Geroboamo II, come abbiamo già visto, Israele riesce e risollevarsi
e a riprendere ai Siriani i territori che aveva perso. Ma dopo Geroboamo II
la storia di questo regno si avvia a grandi passi verso la sua fine.
Il
periodo che segue Geroboamo II è un periodo molto confuso, in cui si
susseguono vari cambi di dinastia, giungendo probabilmente ad avere, di nuovo,
dopo lesperienza di Tibni e Omri, due regni diversi del Nord: dall
uccisione di Shallum debbono essersi creati due regni distinti, uno di Israele
guidato da Mehahem e poi da Pekachia, e uno di Efraim (Cf. Osea 5:5), guidato
da Pekah che poi riunisce i due sotto di lui. Sia Menahem che Pekah saranno
sottomessi dallAssiria guidata da Tiglat Pileser III e debbono pagarle
un tributo. Ma menahem perde molto di più: egli deve cedere tutta la
parte nord del regno, compresi Galaad e la Galilea e subire la deportazione
di parte della sua popolazione: "... e ne menò in cattività
gli abitanti" (2 Re 15:29). Comincia così quella perdita della terra
che si concluderà con la caduta del regno di Giuda sotto Babilonia, e
che darà inizio ad una nuova fase della storia dIsraele significativamente
diversa dalla precedente.
Hosea,
il successore di Pekah vedrà il disastro definitivo (2 Re 17). Salmanassar
V si accontentò in un primo tempo di costringerlo a riconoscere la sua
autorità e a pagare un tributo. Ma Hosea, sicuro dellappoggio che
pensava di ricevere da altri popoli sottomessi anchessi allAssiria,
e dallo stesso Egitto, cominciò a non pagare più il tributo. LEgitto
aveva tutto da guadagnare dallindebolire lAssiria che stava avvicinandosi
troppo al confine egiziano, ma non aveva mezzi efficaci per contrastarne la
potenza. Esso attraversava anzi un periodo di divisione e di debolezza che male
si conciliava con qualsiasi pretesa di sostenere Israele. Perciò, quando
Salmanassar V tornò in Israele , deciso a punire il vassallo ribelle,
Israele si ritrovò solo. Lassedio di Samaria durò tre anni
e alla sua fine buona parte della popolazione fu deportata in Assiria, in base
a quella politica di snazionalizzazione che questo Paese applicò a gran
parte delle popolazioni vinte con la speranza di eliminare qualsiasi possibilità
di ribellione. Tale politica dovette avere pieno successo, visto che delle tribù
di Israele non sarebbe rimasta più traccia visibile.
Al
posto delle popolazioni indigene lAssiria portò della gente presa
da altri posti sottoposti alla stessa politica di snazionalizzazione. Nacque
così una popolazione mista che adotterà, secondo una prassi comune
del tempo, la religione del luogo, ma che non sarà mai riconosciuta come
legittima dal Giudaismo del dopo esilio.
La fine di Samaria sarà ricordata in una cronaca babilonese tardiva: "Nel mese di tebet, il 25° giorno, Salmanassar si assise sul trono dAssiria e di Akkad. Egli distrusse Samaria ...".
|
Sintesi
degli avvenimenti
Colori diversi indicano dinastie diverse. I re i cui nomi sono sottolineati sono morti uccisi. |
|||
| Giuda |
Israele
|
||
| 841 | 841 | ||
| Athalia | 1) Fa uccidere famiglia reale tranne il neonato Joas che viene nascosto per 6 anni. | 1)
Al potere dopo una rivolta contro Jehoram in cui viene coinvolto anche Achazia. 2) Riforma Jahvistica ma secondo la linea di Geroboamo. Uccisione adoratori di Baal nel loro tempio. 3) Perdita di Galaad e Basan a favore di Hazael di Damasco. 4) Tributo allAssiria |
Jehu |
| 835 | |||
| Joas | 1)
Posto sul trono a 7 anni da sacerdote Jehoiada che fa da reggente e fa uccidere
Athalia 2) Restaura tempio che va a rilento fino a riforma del sistema. 3) Morto Jehoiada si dà a idolatria e a repressione. 4) Tributo a Hazael di Damasco per allontanarlo da Gerusalemme dopo avere preso Gath. 5) Ucciso in un complotto per vendicare uccisione figli di Jehoiada. |
814 | |
| 1)
Afflitto da Hazael e da suo figlio BenHadad II. 2) Esercito ridotto al minimo. 3) Sollievo grazie forse da parte diAdad Nirari III di Assiria. |
Joachaz | ||
| 798 | |||
| 796 | 1)
Empio ma affezionato a Eliseo che va a trovare poco prima della sua morte. 2) Vittoria su Giuda e rapina tempio. 3) Riconquista città tolte dai Siriani . |
Joas | |
|
Amazia Amazia + Uzzia |
1)
Vendetta su uccisori del padre ma non figli |
||
| 793 | |||
| 1) Re non fedele a Yahveh ma che Dio aiuta perché non vuole che Israele perisca. 2) Grande re che ristabilisce confini originari di Israele come da profezia di Giona (quello di Ninive). |
Joas + Geroboamo II |
||
| 782 | |||
| 767 | Geroboamo II | ||
| Uzzia (Azaria) | 1)
Pio. 2) Guerre vittoriose contro Filistei, Arabi e Maoniti. 3) Fortifica Gerusalemme e confine sud. 3) Macchine da guerra. 4) Per orgoglio entra nel tempio per bruciare profumi ed è colpito da lebbra. 5) Lebbra spiega necessità di coreggenza con figlio. |
||
| Ucciso in congiura fatta da Shallum | 753 Zaccaria | ||
| 752 Shallum | |||
| 750 | Paga tributo a re dAssiria che aveva invaso il paese (Pul=Tiglat Pileser III) | Menahem | |
| Uzzia + Jotham | 742 | ||
| Pekachia | |||
| 740 | 740 | ||
| Jotham | 1)
Pio ma popolo continua a corrompersi. 2) Vittoria su Ammoniti. |
Dall uccisione di Shallum debbono essersi instaurati due regni del Nord, guidati, uno da Mehahem e poi Pekachia, e un altro (Efraim) guidato da Pekah che poi riprende anche laltro. Cf. Osea 5:5. |
Pekah |
| 735 | |||
|
732 Achaz 729 Achaz + Ezechia |
1)
Lempio, Achaz fa immagini di Baal, brucia profumi nella valle di
Hinnon (Ghehenna) e arde suoi figli. 2) Sconfitto dai Siri.
4) Sconfitto
da nuovo attacco di Edomiti, e Filistei. |
||
|
|
|||
| Salmanassar V, re dAssiria, sottomette Israele facendo pagare un tributo, ma quando Hosea smette di pagarlo e cerca alleanza con Egitto per ribellarsi, viene invaso, Samaria presa e popolazione deportata. Fine di Israele. Origine dei Samaritani. | 732 | ||
| Hosea | |||
| 723 | |||
| 715 | |||
NOTE
(1)
Questa valle di Hinnon diventerà poi la Gehenna che conosciamo dal Nuovo
Testamento. Ciò avvenne perché il luogo fu successivamente votato
allobbrobrio per quanto Achaz e poi Manasse vi faranno, e trasformato
in una sorta di immondezzaio in cui il fuoco non si spegneva mai, simbolo della
distruzione degli empi nel giudizio finale di Dio. Cf. Ger 7:30ss.
(2)
In G. Ravasi, LAntico ..., p. 176).
(3)
Ricciotti, I:415.
(4)
Sargon II, successore di Salmanassar reclama di essere stato lui a prendere
Samaria. Ma egli può averlo fatto solo come capo dellesercito di
Salmanassar e non quando era già re (SDABC, II:945).
(5)
Ravasi, LAntico ..., p. 184.
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