MANUALE DI STORIA D'ISRAELE

Giovanni Leonardi

LEZIONE VII:
CONQUISTA DELLA PALESTINA


Introduzione

La conquista della "Terra promessa" vera e propria comincia con il passaggio del Giordano. Le conquiste precedenti sembrano essere state causate (tranne forse quella di Basan ove Israele si reca senza averne bisogno per giungere in Canaan) dall’attacco degli Amoriti stessi e poi dagli Intrighi dei Madianiti con i Moabiti contro la fede di Israele. I motivi per ritenere che la presa di possesso della terra promessa cominci al punto suddetto sembrano i seguenti:

1) La promessa della terra fatta ai Patriarchi è precisata soprattutto riguardo ai confini nord sud ma non riguardo a quelli orientali. Non mi sembra vi siano indicazioni per pensare necessariamente a includervi i territori della Transgiordania (cf Gn 15:18; Dt 1:7). Dei popoli citati solo gli Amorei si trovano in Transgiordania ma stanno anche a occidente del Giordano.

2) Mosè era stato punito con il divieto di entrare la terra promessa ma di vederla solo da lontano (Nm 20:12) ma Mosè muore solo dopo avere conquistato la Transgiordania.

3) Giosuè 1:2 presenta la Cisgiordania come la terra promessa in cui Dio si era impegnato a condur-re Israele. E’ solo dopo il passaggio del Giordano che Israele mangia per la prima volta dei pro-dotti del paese e cessa la manna (Gs 5:11,12).

Quadro storico del periodo della conquista(1)

Campagne egiziane poco prima dell’esodo. Gli scavi moderni ci hanno fornito molte informazioni sulla Palestina e sulle nazioni vicine al tempo di Giosuè. Per diversi secoli la Palestina si era ritro-vata in modo intermittente sotto l’influenza, e a volte sotto il controllo, dell’Egitto. Tutmosi III, morto verso il 1450, condusse 17 campagne in Oriente attraverso la Palestina per domare quella che era diventata una rivolta generale contro l’Egitto. Queste campagne proseguirono per un pe-riodo di 18 anni. Campagne di minore portata furono svolte anche dopo, e diverse roccaforti furono costruite. In alcuni periodi dell’anno, soldati e rifornimenti percorrevano permanentemente la via costiera detta, nella Bibbia, "la via della terra dei Filistei" (Es 13:17). Ciò avveniva probabilmente appena prima del tempo dell’esodo se, come sembra verosimile, l’esodo ebbe luogo verso il 1445.

Pace dell’Egitto con i Mitanni contro gli Ittiti. Dopo l’esodo, la forza dell’Egitto cominciò ad af-fievolirsi. Comunque, la guerra tra l’Egitto e le nazioni cananee continuarono fino al regno di Tutmosi IV (c. 1425-1412). Un nuovo nemico, gli Ittiti, aveva cominciato a minacciare i Mitanni, il precedente nemico dell’Egitto, che premeva da Nord. Tutmosi IV fece allora pace con i Mitanni contro il loro comune nemico, poco prima del 1400 a.C., e così ebbe fine la lunga continua ostilità che c’era stata tra di loro.

Affievolimento della potenza egiziana. Con il suo successore, Amenofi III (c. 1412-1375), la su-premazia egiziana cominciò a diminuire. Egli regnò comunque in una condizione di sicurezza e di ineguagliato splendore. L’Egitto godeva la ricchezza che si era procurato con le passate conquiste. La sua potenza militare poteva anche cominciare a diminuire e, come si vede dalle lettere di Tell el-Amarna, la corrispondenza tra il Faraone (Amenofi III e il successore Ekhnaton - c. 1387-1366 -, conosciuto anche come Amenofi IV) e i principi vassalli della Siria e della Palestina), la Siria e la Palestina stavano confrontandosi con intrighi interni e con attacchi dall’esterno. E tuttavia dall’Egitto non giungeva alcun aiuto. Gli scarabei di Amenofi III, gli ultimi trovati nelle tombe fuo-ri di Gerico, sono considerati da alcuni studiosi come la prova che la città cadde durante il suo re-gno. Le condizioni in Palestina erano così tali da rendere possibile la conquista israelitica senza do-vere temere lo scontro con il potente impero egiziano.

Condizioni ideali per la conquista della Palestina. Gli Ittiti, menzionati in Giosuè 1:4, stavano, in questo periodo, aumentando il loro potere, ma non ne avevano alcuno in Palestina. Essi servivano a contenere il potere di Mitanni a nord. L’Assiria viveva uno dei suoi periodi di declino ed era de-bole. I Kassiti governavano Babilonia, ma per l’incertezza della loro posizione - a causa del timore che avevano di Mitanni, alla pressione dell’Assiria e alla continua lotta per la supremazia che si vi-veva in Mesopotamia - anch’essi stavano cercando di guadagnarsi l’amicizia dell’Egitto. La princi-pale ondata dell’immigrazione dei Filistei non era ancora arrivata in Palestina e il loro potere sulla piana costiera non era ancora stato costruito. Il mondo politico era così in una condizione fluttuante e nessun potere esterno era in grado di venire in aiuto ai popoli di Canaan.

Situazione politica ed economica di Canaan. La terra di Canaan era divisa tra numerosi piccoli regni e uno stato autonomo, quello di Gabaon con le città che dipendevano da lei: Chefirah, Beeroth e Kirijath-jearim. La terra era già coltivata. Gli abitanti vivevano in città ma coltivavano le campa-gne fuori delle mura e piantavano uliveti e vigne. Essi conoscevano la scrittura come mostra lo stesso nome di Debir-Kirjath-sepher, "città di libri" (Gs 15:15). Le popolazioni di Canaan possede-vano cavalli e carri (Gs 11:4; 17:18); ma religiosamente e moralmente erano molto degradati (Dt 12:29-31; 18:9-12), praticando quasi ogni sorta di superstizione e di immoralità.

Durata della conquista

5 anni di conquista

Possiamo pensare che la conquista complessiva di Canaan sia durata 5 anni, in base a quanto detto in Giosuè 14:7,10. Caleb, rivedendo la sua esperienza passata dice che quando Mosè lo aveva mandato ad esplorare il Paese insieme agli altri 11 esploratori, aveva 40 anni. Aggiunge poi che da quel momento, fino alla fine della conquista quando lui parla, erano passati 45 anni. Togliendo i 40 anni passati nel deserto, rimangono 5 anni per la conquista.

Durata conquista. Quanto tempo durò la conquista di Canaan? Giosuè 11:18 ci dice che "Giosuè fece per lungo tempo guerra a tutti quei re", ma non aggiunge altro. I dati biblici ci permettono di dire che il grosso della conquista dovette avvenire in circa 5 anni (vedi testo accanto). Ma questo non significa che dopo non ci fossero altre attività belliche.

Territori rimasti da conquistare. Questo non significa però che tutte le località fossero state sottomesse in questo periodo. Il libro di Giosuè, pur esprimendo con soddisfazione l’idea di una conquista della terra promessa, afferma con chiarezza che rimanevano ancora zone in mano ai Cananei: "Or Giosuè era vecchio, ben avanti negli anni; e l’Eterno gli disse: ‘Tu sei vecchio, bene avanti negli anni, e rimane ancora una grandissima parte del paese da conquistare’" (13:1). I vv. seguenti elencano le zone non ancora soggette al controllo israelitico. Tra queste troviamo la regione dei Filistei (v. 2,3), il Libano e la Fenicia (vv. 6) e altre zone cananee. I Giudici contribuiranno a sottomettere alcune regioni cananee, ma sarà solo con Davide che tutta la Palestina fu soggetta al controllo di Israele e la promessa di Dio ad Abramo pienamente mantenuta (I Re 4:21; 2 Cr 9:26).

Programmazione per il futuro. Il territorio dei Cananei fu però incluso nel territorio da assegnare a sorte ad ogni tribù (Gs 13:1-7) (tranne quella di Levi che doveva distribuirsi fra le altre - Gs 13:13) e ognuna d’esse avrebbe poi dovuto pensare a finire di conquistare la sua parte. Così però non avvenne immediatamente (Gd 1:21,27-35).

Motivi per cui la conquista non fu completata

1) Esodo 23:29,31, parlando della sconfitta dei popoli della Palestina davanti ad Israele, dice: "Non li scaccerò dal tuo cospetto in un anno, affinché il paese non diventi un deserto, e le bestie dei campi non si moltiplichino contro di te. Li scaccerò dal tuo cospetto a poco a poco, finché tu possa crescere di numero e prendere possesso del paese."

2) Giudici 1:27,28 ci dice che una delle cause della lentezza della conquista era dovuta al bisogno che gli Israeliti avevano di rafforzarsi per consolidare la loro presenza e il loro predominio per potere far fronte alle altre guerre che sarebbero seguite. Nonostante l’aiuto di Dio e le vittorie ini-ziali, Israele vive nell’ambito della storia e non ne può ignorare totalmente i condizionamenti.

3) Una causa potrebbe essere il sorgere di una certa stanchezza. Israele era stato per quarant’anni nel deserto, in situazioni precarie, e aveva dopo combattuto ininterrottamente per circa cinque anni. Sorgeva probabilmente il desiderio di avere un poco di tranquillità.

4) Un’altra causa si aggiungerà però a questa, e sarà una causa di tipo spirituale: Israele non mantenne fede al suo patto. Dio aveva comandato di non mescolarsi con le nazioni che rimanevano tra di loro (Gs 23:4-12): "Perché, se vi ritraete da lui e v’unite a quel che resta di queste nazioni ... siate ben certi che l’Eterno, il vostro Dio, non continuerà a scacciare queste genti dinanzi a voi, ma esse diventeranno per voi una rete, un’insidia ... finché non siate periti e scomparsi da questo buon paese che l’Eterno, il vostro Dio, v’ha dato" (Gs 23:12,13).

Guerra di sterminio

L’esperienza della conquista di Canaan pone al lettore moderno il problema dell’eticità della guerra. Il fatto viene aggravato dal comando divino di sterminare totalmente i Cananei senza lasciare nessuno in vita, né donne né bambini (herem, consacrato) (Dt 20:17; Gs 6:17; 9:24). Gerico fu la prima città in cui tale condotta fu eseguita. Solo la famiglia di Rahab fu risparmiata per avere pro-tetto le spie israelite.

Nel caso di Gerico l’herem fu totale: tutta la città doveva essere distrutta e i suoi abitanti sterminati, compresi gli animali. Nessun bottino doveva essere preso dal popolo mentre i metalli preziosi sarebbero stati consacrati all’Eterno e custoditi nel santuario (Gs 6:17-19). Negli altri casi invece il popolo poteva prendere come bottino il bestiame e quanto altro poteva essere trovato (ad es. Gs 8:27). La differenza tra Gerico e il resto è probabilmente dovuta al fatto che questa città viene considerata come la primizia della conquista, e quindi consacrata all’eterno nella sua interezza (Es 23:19; Dt 26:1ss).

Abbiamo discusso altrove (nel corso di Introduzione all’A.T.) il problema della guerra nell’A.T.. Qui possiamo solo ricordare la giustificazione data al comando di sterminare i Cananei: "affinché essi non v’insegnino a imitare tutte le abominazioni che fanno per i loro dèi, e voi non pecchiate contro l’Eterno, ch’è il vostro Dio" (Dt 20:18). Dio aveva aspettato oltre quattrocento anni dalla promessa fatta ad Abramo, prima di togliere la terra ai Cananei "perché la loro iniquità non era an-cora giunta al culmine" (Gn 15:16). Ora Dio dice basta e si serve come strumento dello stesso Israele cui vuole inculcare un senso attivo di ripulsa per tutto ciò che è cananeo. E’ utile notare co-me l’herem fosse comandato anche contro delle città israelitiche che si fossero date all’idolatria (Dt 13:15) esprimendo non tanto un fatto politico e militare ma un fatto religioso.

Questo non significa che Dio crei un’armata. Israele non deve diventare un popolo che confidi nella sua propria potenza ma nell’aiuto di Dio. Per questo la grande Gerico crolla per la potenza di Dio mentre Israele viene sconfitto inizialmente dalla piccola Ai perché non più sostenuto da Yahveh. La prospettiva del N.T. è comunque diversa ed è ad essa che bisogna rifarsi in rapporto alla nostra prassi.

L’ingresso in Canaan: un atto di fede

Giudici 3. La conquista di Canaan doveva essere un atto della fede e non della forza di Israele, co-me mostra già il modo in cui avvenne l’ingresso nella terra promessa. Dopo essersi santificati (probabilmente lavati e preparati spiritualmente), per comando di Dio, le varie tribù dovevano mar-ciare verso il Giordano, precedute, ad una certa distanza, dall’arca trasportata dai sacerdoti. Era la primavera, il 10° giorno del mese di nisan (Gs 4:19) e quattro giorni dopo avrebbero celebrato la pasqua. In questo periodo, le acque del Giordano dovevano essere in piena per le acque invernali che ancora filtravano dal suolo e per lo scioglimento delle nevi sui monti. Il Signore avrebbe ope-rato il miracolo di arrestare il flusso delle acque per permettere al popolo di attraversare il fiume senza correre pericoli, ma ciò sarebbe accaduto solo dopo che i sacerdoti avessero messo i loro pie-di nell’acqua. Allo stesso modo di come, spesso, l’intervento del Signore si manifesta proprio quando, per fede, decidiamno di affrontare la realtà, per quanto ostile e pericolosa possa essere.

Figura VII-1

Fasi della conquista sotto Giosuè

La conquista di Canaan sotto la guida di Giosuè avvenne in diverse fasi:

1) Conquista della zona centrale di Canaan (Gs 2-8). Fanno parte di questa fase la conquista miracolosa di Gerico e la presa travagliata di Ai. Anche Bethel partecipa alla guerra e viene sconfitta. Lo studente è invitato a ricercare nel testo biblico i vari avvenimenti di questa fase. Qui notiamo in modo particolare quanto avvenuto al Monte Ebal e al Monte Garizim secondo il comando dato da Mosè in Deuteronomio 27.

Il monte Ebal si trova a circa 35 km da Ai. Prima di procedere oltre nella conquista Giosuè attua quanto comandato da Mosè in Deuteronomio 27: Edificare un grande altare di pietra sulle quali scrivere la legge ricordando a quali maledizioni si sarebbe andati incontro trasgredendola e quali benedizioni sarebbero state date da Dio se le si fosse ubbidito. Si tratta di una cerimonia di conferma dell’alleanza che avrebbe permesso ad Israele di fare il punto spirituale della loro situazione. "Le sommità dei due monti distano circa 3 km. Dove i monti si avvicinano, c’è una valle verdeggiante ampia poco meno di 500 m. Gli strati di rocce calcaree di cui sono costituiti entrambi i monti sono spezzati formando una serie di gradoni che costituiscono una sorta di anfiteatro naturale su entrambi i lati" (SDABC 2:215). Qui le dodici tribù si sistemano, sei per parte rispondendosi vicendevolmente alla lettura delle benedizioni e delle maledizioni. Il testo non dice se Israele fosse andato a compiere questa cerimonia subito dopo la vittoria su Ai. Ma è probabile che vi sia stata almeno una qualche preparazione.

Base a Ghilgal. Ghilgal è una località "all’estremità orientale di Gerico" (Gs 4:19). Qui Israele si accampa prima di procedere alla conquista. Qui avviene la celebrazione della prima pasqua nella terra promessa e qui il popolo si riconsacra a Dio attraverso il rito della circoncisione (Gs 5:2-12). Anche dopo la caduta di Gerico, anche se gli uomini in armi vanno in giro per Canaan, il resto della popolazione deve essere rimasto a Ghilgal dove gli uomini ritornavano (9:6; 10:9,15; 14:6).

2) Conquista del centro-sud (Gs 9,10). La confederazione dei Gabaoniti si sottomette spontanea-mente ottenendo con l’inganno la promessa di avere salva la vita diventando servitori di Israele. Questo provoca però la reazione di una lega antigabaonita guidata dal re di Gerusalemme, compren-dente Hebron, Iarmuth, Lakish ed Eglon. I Gabaoniti chiedono l’aiuto di Israele che attraverso una marcia forzata durata tutta la notte si fa avanti sconfiggendo la lega. E’ in occasione di questa battaglia che si verifica una portentosa grandinata che si abbatte sui nemici di Israele (10:11). Per potere completare la vittoria senza che i nemici approfittassero della notte per fuggire e riorganizzarsi, Giosuè pregò il signore perché il giorno si prolungasse e fu esaudito (vv. 12.13).

Nella prima giornata di battaglia Israele ottenne la vittoria sull’esercito nemico. Fu solo dopo che i re nemici, nascostisi in una grotta nelle vicinanze di Makkeda, furono scoperti e uccisi. Giosuè passò poi alla conquista delle città cominciando da Makkeda che aveva nascosto i re nemici. Le città con-quistate, sia quelle appartenenti alla lega originaria che altre, sono, nell’ordine, le seguenti: Makkeda, Libna, Lakish, Eglon, Hebron, Debir. Come dicono i vv. 40-42, Israele si trova a con-trollare tutta la Palestina centro meridionale. Ciò non significa tuttavia che ogni singola resistenza cananea fosse scomparsa. Non si parla infatti di una presa di Gerusalemme che fu conquistata defi-nitivamente solo all’epoca di Davide (II Sam 5:6ss).(2) Si dice che il re di Ghezer era stato sconfitto ma non si parla della presa della sua città.

3) Conquista del nord (Gs 11). Un’altra lega anti israelitica si costituisce a nord su iniziativa del re di Hazor con la partecipazione di numerosissime città. Essi formarono un esercito numeroso "come la rena ch’è sul lido del mare" e uscirono contro a Israele con cavalli e carri radunandosi presso le acque di Merom. Dopo la vittoria su questa coalizione, Giosuè "prese tutte le città di quei re ... e li votò allo sterminio ... Ma Israele non arse alcuna delle città poste in collina, salvo Hazor, la sola che Giosuè incendiasse" (vv. 12,13).

Hazor fu dunque la sola città del nord ad essere stata data alle fiamme. Non abbiamo invece notizia di città incendiate nel sud. Al centro furono con certezza date alle fiamme Gerico (Gs 6:24) e Ai (Gs 8:19). Questi dati possono essere di grande importanza nel ricercare corrispondenze con i dati archeologici. Se la maggior parte delle città non furono distrutte, ma abitate - almeno in parte - da-gli Israeliti, è allora ovvio che non rimangano molte tracce archeologiche della conquista. Abbiamo d’altronde visto come Gerico, dai dati archeologici, risulti distrutta violentemente e bruciata. Anche la Hazor distrutta alla fine del Bronzo Medio II, corrispondente, secondo la ricostruzione di Bimson che stiamo seguendo, alla seconda parte del XV sec. risulta essere stata bruciata (Bimson p. 176). Per Ai sembra vi siano problemi di identificazione.

Figura VII-2

Pensando alle sconfitte di queste città, non bisogna trascurare la possibilità che in qualche caso almeno questa non fosse definitiva. Qua e la alcune città cananee possono essere state rioccupate dagli abitanti sfuggiti allo sterminio e risorte anche ad una certa potenza. Ciò si è certamente veri-ficato per Hazor che viene ritrovata in una posizione di dominio sugli stessi Israeliti all’epoca dei Giudici (Gd 4:2: "E l’Eterno li diede nelle mani di Iabin, re di Canaan, che regnava a Hatzor").

Qualche problema viene visto per l’occupazione di Hebron in quanto Giosuè 10:36,37 parla della sua presa nell’ambito della guerra condotta da Giosuè contro la lega antigabaonita, mentre, poco dopo, lo stesso libro (14:13-15; 15:13ss) sembrerebbe dire che sia stato Caleb a conquistarla. In realtà Caleb non conquista la città, ma ottiene in possesso il monte, la zona, di Hebron e ne caccia gli Anakim, i giganti che vi abitavano. Il libro parla di due campagne di Giosuè contro Hebron, la prima volta è al cap. 10 in seguito alla guerra contro la lega antigabaonita, e la seconda al ritorno dalla campagna nel nord (11:21,22). Ma mentre la prima volta l’attacco fu contro la città, la seconda volta fu contro coloro che erano rimasti nella "contrada montuosa di Hebron, di Debir, di Anab, di tutta la contrada montuosa di Giuda ...". Può essere che fu in questa seconda campagna che Caleb conquistò il Monte di Horeb e la zona circostante, nell’ambito della campagna generale condotta da Giosuè. Parte almeno di quanto detto ai capp. 13-19 può essere compreso come specificazione di quanto già narrato precedentemente.

E’ solo dopo che il territorio di Canaan fu conquistato e assegnato alle altre tribù che Gad, Ruben e la mezza tribù di Manasse ritornarono alle loro terre (Gs 22). Sulla via del ritorno essi "costruirono un altare presso il Giordano, un grande altare che colpiva la vista" (v. 10), sul lato occidentale (v. 11). Le altre tribù vi vedono un segno di infedeltà a Dio, e una minaccia di scissione politica. Ma l’equivoco viene presto chiarito con soddisfazione di tutti: l’altare delle due tribù e mezzo eretto da loro sul lato occidentale stava a ricordare che anche loro erano israeliti e membri dell’alleanza con Yahveh.

LETTURE

1) Libro di Giosuè

DOMANDE

1) Sapresti raccontare l’invio delle due spie a Gerico?

2) Quali 4 monumenti commemorativi innalzarono gli Ebrei durante il periodo della conquista?

3) Cos’è Ghilgal?

4) Cosa avvenne prima della conquista di Gerico?

5) Come avvenne la conquista di Gerico e per quale motivo Dio agì in tal modo?

6) Come avvenne la presa di Ai e perché? Quale altra città fu sconfitta insieme ad Ai?

7) In che modo i Gabaoniti salvarono la loro vita?

8) Cosa successe in seguito alla sottomissione dei Gabaoniti?

9) Cosa avvenne sui monti Ebal e Garizim? Che significato ha questo fatto?

10) Quale città guidò la lega anti israelitica nel Nord? Cosa sappiamo di questa città da un punto di vista archeologico?

11) Chi chiese il possesso della zona di Hebron?

12) Cosa avvenne a Gerusalemme?

13) Quale equivoco si creò al ritorno delle tribù di Gad, Ruben e della mezza tribù di Manasse in Transgiordania?

NOTE

(1) Tr. da SDABC, II:170-172.

(2) Giudici 1:8 ci dice che successivamente la tribù di Giuda attaccò Gerusalemme incendiandola e passando gli abitanti a fil di spada. Il v. 21 specifica però che i Beniaminiti non cacciarono i Gebusei che abitavano Gerusalemme e che questi continuarono ad abitare con i Beniaminiti. E’ probabile che la tribù di Giuda, dopo avere battuto Gerusalemme, poiché questa non faceva parte della loro eredità l’abbandonarono permettendo così agli abitanti rimasti di riprenderne possesso senza che i Beniaminiti riuscissero più a liberarsene (SDABC 2:309,310). O si tratta dell’anticipazione di quanto farà Davide? (G. Ricciotti, Storia d’Israele, Vol. I, Torino, SEI 1964, pp. 291,292).

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