MANUALE
DI STORIA D'ISRAELE
Giovanni Leonardi
LEZIONE
VIII:
L'EPOCA DEI GIUDICI
Durata
Lepoca
dei Giudici è un lungo periodo che si estende da poco dopo la morte di
Giosuè fino allinizio della monarchia di Saul.
Situazione
religiosa
In
questo periodo il popolo ha preso possesso della Palestina ma non la controlla
ancora totalmente. Qua e là sussistono sacche cananee e la convivenza
porta a vanificare il patto che Israele aveva fatto con Dio. Si crea una sorta
di sincretismo religioso che trascinerà Israele nellidolatria:
"Il popolo servì allEterno durante tutta la vita di Giosuè
e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, e
che avevano veduto tutte le grandi opere che lEterno aveva fatte a pro
di Israele. ... Poi dopo sorse unaltra generazione che non conosceva lEterno
... I figliuoli dIsraele fecero ciò chè male agli
occhi dellEterno e servirono agli idoli di Baal ... andarono dietro ad
altri dèi fra gli dèi dei popoli che li attorniavano ... servirono
a Baal e agli idoli dAstarte" (Gd 2:7-13).
Il
fatto è che nella stessa casa di Gedeone era posto un idolo di
Baal (6:25) che il Signore chiede di abbattere. A sua volta Gedeone costruisce
un efod(1) che pone a Ofra, la sua città,
probabilmente in memoria della liberazione dai Madianiti realizzata da Dio,
ma esso diventa un motivo di prostituzione per tutto Israele (8:27), "una
insidia per Gedeone e la sua casa". I suoi figli, dopo la sua morte
"ricominciarono a prostituirsi agli idoli di Baal, e presero Baal-Berith
come loro Dio" (8:32).
Il
caso più clamoroso è forse quello di Mica, un efraimita che, con
dellargento rubato a sua madre, a questa restituito per evitarne la maledizione,
e da questa ridato a lui perché ne facesse una immagine scolpita. Mica
diventa così padrone di un tempio a Baal fatto a casa propria e, successivamente,
trova per sacerdote un giovane levita, nipote di Mosè, che si stabilisce
a casa sua in cambio di vitto, alloggio, un vestito nuovo e dieci sicli dargento
allanno (17). Questidolo sarà poi rubato dai Daniti che se
lo porteranno, insieme al suo sacerdote, nel nuovo territorio che andavano a
conquistare (18:13-26).(2)
Baal,
significa Signore, ed era il dio supremo del panteon cananeo. Egli era il dio
della tempesta e viveva principalmente sulle sommità dei monti anche
se si manifestava attraverso sorgenti, alberi, rocce .... Ucciso da una divinità
rivale (sembra Mot), Baal era tornato poi in vita diventando il simbolo del
ciclo annuale della natura.
La
mentalità sincretistica sviluppatasi in Israele portava a vedere il culto
di Baal come manifestazione del culto reso allo stesso Yahveh. Si noti infatti
come è in onore di Yahveh che viene innalzato lidolo di Mica e
da Yahveh Mica si aspetta, in cambio, una benedizione (17:2,13). Si pensava
di adorare Dio ma il punto di riferimento era la cultura del loro ambiente.
Cè da chiedersi se questo non è il pericolo corso anche
dalla Chiesa cristiana.
Situazione
morale
La
situazione morale non era migliore. Israele, pur chiamato ad essere popolo di
Yahveh, non riesce ad esprimersi a livelli compatibili con la sua vocazione.
E in questo non laiutava di certo il contatto con i Cananei. Il libro
dei Giudici è pieno di situazioni tragiche che sorgono non soltanto dalla
drammaticità delle circostanze, ma anche dalla durezza e dalla perversione
dellanimo umano. Gli stessi Giudici non sono uomini ideali. Gedeone cerca
di inculcare al suo figlioletto il senso di una vendetta attiva chiedendogli
di uccidere dei nemici catturati (8:20). Jefte risente dellinflusso dei
Cananei votando al sacrificio un essere umano (11:30-40). Sansone non è
molto sensibile riguardo al problema del matrimonio con una donna straniera
(14:1,2). I Daniti non hanno problemi a rubare lidolo di Mica (18:14-31).
E per andare oltre il libro dei giudici, ricordiamo i figli del sommo sacerdote
Eli i quali approfittavano in ogni modo del servizio sacro che compivano per
commettere ogni sorta di scelleratezze (I Sam 2:12-17,22).
Lepisodio
più tragico è però quello del levita di Efraim che,
dovendo tornare alla sua casa da Bethlehem dove avera ripreso la sua concubina,
invece di alloggiare per la notte presso i Gebusei di Gerusalemme, preferisce
andare a Ghibea, una città di Beniamino, dove spera di ricevere una accoglienza
degna del popolo di Dio. Nessuno però lo accoglie in casa propria nonostante
fosse fornito di tutto quello che gli bisognava, tranne che, alla fine da un
vecchio della sua stessa tribù di Efraim. Quando però gli abitanti
sanno della cosa pretendano di potere abusare sessualmente di questuomo
accontentandosi infine della sua donna che, allalba, abbandonano morente
per le troppe violenze subite. Tornato a casa, questuomo, prende il cadavere
della donna, lo divide in 12 pezzi e ne manda uno ad ogni tribù dIsraele
per invocare vendetta. La cosa si risolve in una strage dei Beniaminiti che
rischia di annientare questa tribù (Gd 19-21).
Il
Libro dei Giudici, potrebbe forse essere chiamato anche il Libro del Giudizio
di Dio.
Reazione
di Dio
La
reazione di Dio non tardò a venire. Inizialmente si manifestò
con degli avvertimenti, come quando langelo di Yahveh apparve a Bokim
rimproverando il popolo (Gd 2:1-3). Successivamente lira di Dio si manifestò
con labbandono di Israele ai loro nemici: "E lira dellEterno
saccese contro Israele ed ei li dette in mano di predoni, che li spogliarono;
li vendé ai nemici che stavano loro intorno, in guisa che non poteron
più far fronte ai loro nemici" (Gd 2:14). Si tratta in genere
di nemici esterni (Mitanni o Idumei, Madianiti, Ammoniti, Moabiti, Filistei)
ma anche interni come la risorta città di Hazor.
Disorganizzazione
In
questo periodo non esisteva una organizzazione centralizzata. Il testo ripete
a più riprese che "In quel tempo non vera re in Israele;
ognuno faceva quel che gli pareva bene" (Gd 17:6; 18:1; 19:1; 21:25).
Morto Giosuè le tribù avevano perduto la loro guida unitaria ed
avevano cominciato a sperimentare una sorta di particolarismo che li rendeva
deboli di fronte ai loro nemici. Le varie tribù erano guidate dagli anziani
e ognuna decideva autonomamente il da farsi. A volte si realizzava lalleanza
di due o più tribù ma solo su un piano di volontariato. Non sono
infrequenti gelosie e rivalità (cf 12:1-6 a proposito di Efraim e Manasse
contro gli Ebrei di Transgiordania). Cera però il sentimento della
comunanza e del valore di ogni singola tribù (cf Gd 21 riguardo al desiderio
di non fare sparire la tribù di Beniamino).
Sommo
sacerdozio
Lunica
istituzione centralizzata era il sommo sacerdozio ma non sembra in grado di
assumere iniziative "politiche".
Giudici
E
in questa situazione che Dio suscita dei giudici. Si tratta di personaggi carismatici,
ripieni dello Spirito di Dio (Gd 3:10), che sorgevano in seguito ad una vocazione
divina e agivano per liberare il popolo dagli oppressori, a volte su un piano
individuale (ad es. Sansone), ma più spesso organizzando il popolo e
mettendosi allo sua guida.
Ufficio
I giudici (shophetim) non sono giudici nel senso moderno del termine.
Il termine shophet significa effettivamente giudice ma nel senso più
ampio di realizzare una situazione corrispondente a giustizia. Questa loro
funzione poteva essere quindi svolta sia "giudicando" tra ebreo ed
ebreo come faceva Debora "sotto la palma di Debora, fra Rama e Bethel,
nella contrada montuosa dEfraim, e i figliuoli dIsraele salivano
da lei per farsi rendere giustizia" (Gd 4:4,5) e come più tardi
farà Samuele (I Sam 7:6); sia agendo perché il popolo avesse
giustizia nei confronti dei suoi nemici.
A
volte sembra che questa giudicatura fosse limitata nel tempo, a volte diventa
quasi un fatto istituzionale come per Eli, il sommo sacerdote della fanciullezza
di Samuele che "fu giudice dIsraele per quarantanni" (I
Sam 4:18), probabilmente proprio in fatto del sommo sacerdozio che esercitava.
Teologia
del libro dei Giudici
Anche
se lepoca dei Giudici va oltre il contenuto del libro che è loro
dedicato, è soprattutto questo che ci parla di questo lungo periodo.
La sua teologia, rispecchiata daltronde in tutto il resto dellA.T.,
è la seguente: "Israele sussiste solo per la potenza di Dio che
lo sostiene se egli si mantiene fedele al patto. Quando Israele non lo fa Dio
è costretto ad abbandonarlo ed egli cade nelle mani dei nemici. Se però
il popolo si pente e invoca Dio, questi è misericordioso e perdona suscitando
i Giudici che liberano il popolo dai nemici". Questa teologia viene ripetuta
come un ritornello allinizio di ogni descrizione dellopera di un
giudice: "I figliuoli dIsraele continuarono a fare ciò
chè male agli occhi dellEterno. E lEterno li diede
nelle mani di ... E i figliuoli dIsraele gridarono allEterno"
e lEterno suscitò un giudice (cf Gd 4:1-3; 6:1,7; 10:6,7,10). Ma
dopo ogni liberazione, il popolo si dimentica di Dio e la storia ricomincia
in una serie continua di abbondoni-punizioni-pentimento-liberazione.
Israele
appare come un bambino incapace di apprendere insegnamenti dalle sue esperienze
passate. Il suo rapporto con Dio è determinato dal bisogno. Ma nonostante
ciò, nonostante lidolatria e gli altri peccati, Dio rimane disponibile
verso questo popolo, cercando di elevarlo a poco a poco a livelli religiosi
e morali degni della sua vocazione. La pochezza e lincapacità di
Israele a vivere in base alla sua forza è ampiamente enfatizzata. Il
Libro dei Giudici, in questo, concorda con tutta la teologia dellA.T.:
Israele nasce e sussiste solo per la grazia di Dio.
Successione
o contemporaneità?
Ci
si deve chiedere se i vari Giudici abbiano esercitato la loro funzione luno
dopo laltro o, almeno in parte, contemporaneamente. La questione ha una
certa importanza, non solo per comprendere il quadro storico delle vicende,
ma anche per inquadrare il tutto in una prospettiva cronologica coerente.
Se, infatti, vogliamo inserire questo periodo tra i limiti estremi della morte
di Giosuè (data sconosciuta, ma deve essere avvenuta dopo il 1400, anno
in cui finiscono i 5 anni della conquista) e (visto che non abbiamo dati per
la lunghezza del regno di Saul) dallincoronazione di Davide (1010), essa
deve durare certamente meno di 390 anni.
Se
però sommiamo la durata dei singoli periodi di oppressione e di quelli
di libertà durante la vita dei giudici abbiamo un totale di 410 anni
ai quali bisogna poi sommare 40 anni di Eli e 20 di Samuele, giungendo a un
periodo certo di 470 anni. A questo periodo bisogna aggiungere gli anni di Giosuè
dopo la conquista, quelli degli anziani che gli successero e quelli del regno
di Saul. Si arriva certamente a oltre i 500 mentre ne abbiamo soltanto 390
a disposizione.
Questo
costringe a vedere alcune vicende come contemporanee, in parti diverse della
Palestina, e non come successive. Ciò che ci viene detto delloperato
dei Giudici permette facilmente di avanzare questa ipotesi. Il fatto non deve
comunque stupire. Lo scopo del libro non è quello di fare la cronologia
degli avvenimenti, ma quello di testimoniare dei ripetuti tradimenti di Israele
nei confronti di Dio e di come Questi continuava a rimanere disposto ad accogliere
il loro pentimento e fare loro grazia liberandoli dai loro nemici.
Esempi:
Giudici 13:1 ci dice che i Filistei oppressero Israele per quaranta anni. Sansone,
che avrebbe "cominciato" a liberare Israele dalla loro oppressione
fu giudice per 20 anni (15:20). Questo significa che i 20 anni di Sansone non
debbono essere sommati ai 40 anni delloppressione dei Filistei, ma sottratti
ad essi.
"Ma i 40 anni delloppressione filistea sembrano essere stati parzialmente contemporanei con i 18 anni della servitù sotto gli Ammoniti, perché è detto che Lira dellEterno saccese contro Israele, ed egli li diede nelle mani dei Filistei e nelle mani dei figliuoli di Ammon (10:7). Segue poi la descrizione delloppressione Ammonita e della liberazione realizzata da Jefte (10:8-12:7), e dopo questo si elencano i tre giudici che lo seguirono, evidentemente poco importanti e di cui viene ricordato molto poco ma che raggiungono totalmente 25 anni di giudicatura (12:8-15). Il cap. 13 ritorna poi sui quarantanni delloppressione filistea per raccontare la vita di Sansone e come egli cominciò a liberare Israele dai Filistei. La Scritture indica così che loppressione ammonita e quella filistea furono contemporanee."(3)
In
questo modo si fa giustizia anche allindicazione di Gd 11:26 dove Jefte
ricorda che erano passati 300 anni da quando Israele aveva conquistato il territorio
degli Amorei in Transgiordania. Partendo dal 1405 circa per questo avvenimento,
ci ritroviamo verso il 1106 per la battaglia di Jefte contro Ammon. In questo
periodo non potrebbero rientrare i vari periodi dei giudici se sommati gli uni
agli altri, ma possono ben rientrarci calcolando la contemporaneità
di alcune di esse.
E
probabile che anche altri Giudici siano stati contemporanei. Questo lo si puòsupporre
vedendo come i Giudici siano collocati geograficamente in posti diversi. Durante
questo periodo le tribù vivevano in modo abbastanza autonomo in zone
montuose, separate da zone abitate dai Cananei. "Si può pensare
che difficilmente uno qualsiasi di questi Giudici possa avere esercitato la
sua funzione su porzioni molto ampie del popolo dIsraele. Le memorie rivelano
che anche in tempo di crisi, in cui un liberatore stava combattendo per respingere
gli oppressori, non tutte le tribù si riunivano per cacciare gli invasori.
Il motivo può essere che non tutte le tribù venivano oppresse
contemporaneamente e, di conseguenza, questi liberatori agivano a un livello
più o meno locale."(4)
Una
domanda da porsi è: "Quando finirono questi 40 anni di oppressione
da parte dei Filistei?" Ciò non avvenne sotto Sansone e non si può
pensare alla vittoria definitiva di Davide (II Sam 5:17-25) perché ciò
ci porterebbe molto oltre i possibili 40 anni. La possibilità più
probabile indicata dal SDABC è che si debba pensare alla battaglia
di Eben-Ezer quando Israele, sotto la guida di Samuele, ebbe una grande vittoria
sui Filistei che per qualche tempo posero fine alla loro oppressione: "I
Filistei furono umiliati e non tornarono più ad invadere il territorio
dIsraele per tutto il tempo di Samuele" (I Sam 7:13). Ma se questo
è vero significa che anche la morte di Eli deve essere avvenuta
entro questo periodo di 40 anni, visto che egli muore nel pieno delloppressione
filistea (I Sam 4) proprio alla metà dei 40 anni di oppressione (I Sam
6:1; 7:1,2). Eli quindi era contemporaneo di Sansone e di Jefte, e più
anziano di loro visto che Sansone, ad esempio, nato dopo linizio dei 40
anni fu giudice solo per ventanni, mentre Eli, morto dopo 20 anni dallinizio
delloppressione, era stato giudice per 40 anni.
Con
queste sovrapposizioni ed altre possibili, si può ben inserire il periodo
dei giudici nellambito della cronologia che abbiamo già fissato.
Un tentativo di visualizzazione di questo periodo può essere il seguente:
![]() |
|
Figura
VIII-1
|
Il periodo di Amarna
Il
periodo dei Giudici corrisponde in parte al periodo di Amarna. Tell el-Amarna
è una località egiziana dove sono state trovate molte lettere
inviate ai faraoni della XVIII dinastia Amenofi III (c. 1403-1364) e Amenofi
IV, conosciuto anche come Ekhnaton (c. 1364-1347). In queste lettere alcuni
re cananei fanno presente la situazione difficile nella quale si stanno trovando
per lattacco di nemici. Ma dallEgitto non arriva nessuna risposta.
Era un periodo in cui lEgitto era assente dalla Palestina anche se manteneva
una sua supremazia di nome. Tra i nemici che minacciavano le città cananee,
la corrispondenza nomina a più riprese anche gli Hapiru o Habiru, spesso
identificati con gli Ebrei nella fase della conquista di Canaan. Si deve però
pensare, non tanto allepoca di Giosuè ma alla prima parte del periodo
dei Giudici.
Identità
degli Habiru
Non
tutti sono daccordo sullidentità di questi Habiru. Chi pone
lesodo nel XIII secolo deve escludere necessariamente che si tratti di
Ebrei. Bright, ad esempio, fa notare che gli Apiru sono presenti, ancora
prima del periodo di Amarna, in una zona amplissima che va dalla Mesopotamia,
fino dallepoca di Ur III, a Ras Shamrà, allAnatolia ecc.
Egli ritiene che questo nome identifichi uno strato sociale più che una
etnia: "Il termine sembra qualificare, un tipo di persone senza cittadinanza
che viveva ai margini delle strutture sociali esistenti, senza radici o luoghi
in cui fissarsi." Poi Bright conclude dicendo: "Per questo motivo,
pur non potendo identificare con leggerezza i progenitori degli Ebrei con gli
Apiru (soprattutto non con quelli di Amarna), si può pensare che
anchessi appartengano a questa classe di persone. Così gli altri
debbono averli visti; così essi debbono a volte avere considerato se
stessi."(5)
Anche
Bimson, che però pone lesodo e la conquista a circa una trentina
danni prima di quanto abbiamo fatto noi, accetta il fatto che gli Habiru
dellepoca di Amarna non siano soltanto degli Ebrei anche se, a differenza
di Bright, dice che possono comprendere anche gli Ebrei del periodo dei Giudici.(6)
Collocandoci
in una prospettiva molto diversa da quella di Bright, e non anticipando il periodo
della conquista come fa Bimson, noi possiamo collocare questa corrispondenza
già subito dopo la conquista e nella prima parte del periodo dei Giudici.
Qui le città cananee sono in una situazione difficile. Alcune vogliono
rimanere fedeli allEgitto, altre cercano di ribellarsi, alcune attaccano
le altre e gli Habiru contribuiscono a delineare il quadro di una situazione
molto confusa ed instabile.
La
stele di Merneptah
|
Stele di Merneptah "I principi sono prostrati dicendo salam, non uno solo alza la testa fra i Nove Archi. Dopo che Tehenu (la Libia) è in preda alla desolazione, Cheta (il paese degli Hittiti) è in pace; Canaan è purgato da tutto ciò che aveva di cattivo. Ascalon è conquistata. Gezer è presa. Janoam è ridotta alla non esistenza. Israele è annientato, non ha più semenza (cereali), Charu (popolo degli Hurriti) è diventato una vedova per lEgitto."(7) |
Un
importante documento egiziano è la stele del faraone Merneptah (1224-1211),
datata al V° anno del suo regno. In essa, per la prima - e per ora unica
volta - Israele è menzionato in un documento egiziano. Il fatto che Israele,
a differenza delle altre località, non sia accompagnato dal determinativo
di "paese straniero" ma da quello di "popolo straniero"
ha fatto pensare che ciò provasse che lesodo fosse avvenuto poco
tempo prima, tanto che Israele non era ancora diventato un popolo stabilito
in un territorio preciso.(8) Tuttavia altri fanno
notare come lordine in cui Israele è inserito (le località
palestinesi sono indicate andando da sud verso nord)(9)
non lo pone nella situazione in cui ci aspetteremmo di trovarlo se lesodo
fosse appena avvenuto. Il determinativo di "popolo" invece che di
"paese" può essere dovuto ad uno dei tanti errori di trascrizione
che la stele mostra.(10) Anche se così non
fosse la cosa potrebbe spiegarsi considerando che Israele, pur trovandosi da
tempo in Palestina, rispetto ai vecchi abitanti cananei non è ancora
visto come del tutto urbanizzato o collocabile in un territorio specifico essendo
Israele ancora mischiato agli altri popoli di Canaan.
Silenzio
sui grandi avvenimenti dellepoca
Cè
chi non pensa che la stele di Merneptah indichi uno scontro effettivo tra le
truppe egiziane e Israele. Rolla, ad esempio crede che "E falso concludere,
come sè fatto spesso, ad una campagna militare di Merneptah in
Palestina. E bensì vero il contrario, cioè che dopo la sconfitta
dei Libici, non cè alcun motivo di guerreggiare in queste regioni,
perché esse hanno riconosciuto la supremazia dellEgitto."(11)
Sembra comunque certo che Merneptah, come altri faraoni vicino a lui abbiano
compiuto delle campagne in Palestina. Una campagna importantissima è
quella che vede Ramses II (1290-1224) scontrarsi a Cadesh con limpero
Ittita di Muwattalis. Gli Egiziani avanzano attraverso la via dei Filistei,
in una zona non ancora controllata da Israele ed è quindi probabile che
esso non ne abbia sofferto.
E
comunque un fatto certo che il libro dei Giudici non accenna alle possibilità
di contatto tra Israele e le grandi potenze dellepoca. Ciò può
essere dovuto al fatto che lo scopo del libro non è quello di tracciare
un quadro complessivo degli avvenimenti storici, ma quello di descrivere una
situazione spirituale di Israele in rapporto al compimento della sua missione
che era quella di conquistare Canaan sottraendola ai Cananei il cui influsso
religioso e morale doveva accuratamente respingere. E quindi più
logico che parli dei problemi creati dalla convivenza continua con questi popoli
piuttosto che delle visite improvvise degli Egiziani che erano, per altro, più
interessati ai rapporti con i loro antichi sudditi urbanizzati che con questi
Ebrei sparsi soprattutto nelle zone meno accessibili della Palestina.
Quadro
complessivo delle notizie sui Giudici
|
Giudice
|
Testo
|
Anni
oppressione
+ libertà o giudicatura |
Nemici
|
Zona
operativa
|
Gesta
particolari e avvenimenti
|
| Othoniel |
3:7-11
|
8+40
|
Re di Aram (Mitanni) o Edom? | Tutta la Palestina o il Sud | Vittoria su Aram (o Edom) |
| Ehud |
3:12-30
|
18+80
|
Eglon re di Moab+Ammoniti e Amalechiti. | Sud e Transgiordania | Uccisione di Eglon con la scusa di rivelargli un segreto |
| Shamgar |
3:31
|
?
|
Filistei | Versante occidentale? | Uccise 600 filistei con pungolo buoi |
| Debora |
4-5
|
20+40
|
Cananei sotto la guida di Iabin re di Hatzor Nord. | Con Neftali e Zabulon | Uccisione di Sisera da parte di Jael. Cantico di Debora |
| Gedeone |
6-9
|
7+40
|
Madianiti con Amalechiti e Figli doriente | Razzie da per tutto ma tribù impegnate Manasse, Asher, Zabulon, Neftali: centro-nord | Abbatte idolo Baal. Segno. Vittoria con 300 uomini. Respinge proposta corona. Tentativo monarchico a Sichem del figlio Abimelech. |
| Thola |
10:1,2
|
23
|
-
|
Di Issacar ma dimorante in Efraim |
-
|
| Jair |
10:3-5
|
22
|
-
|
Galaadita | 30 figli con 30 asini a capo di 30 città. |
| Jefte |
10:6-12:7
|
18+6
|
Filistei e Ammoniti | Transgiordania. Con aiuto di Galaad e poi Efraim. | Voto. Protesta di Efraim per non averli chiamati: guerra. Passati 300 anni dalla conquista (11:26). |
| Ibtsan |
12:8-10
|
7
|
-
|
Di Bethlehem | 30 figliuoli e 30 figliuole |
| Elon |
12:11,12
|
10
|
-
|
Di Zabulon |
-
|
| Abdon |
12:13-15
|
8
|
-
|
Di Efraim | 40 figli e 30 nipoti |
| Sansone |
13-16
|
40+20
|
Filistei | Dan fino alla costa Moglie filistea. | Forza portentosa. Prigionia e morte |
| Eli |
I
Sam 1-5
|
40
|
Filistei | Non combatte personalmente | Sommo sacerdote. Figli scellerati. Sconfitta e cattura dellarca. |
| Samuele |
I
Sam 7-12
|
20+?
|
Filistei | Centro-sud lato centro-occidentale | Passaggio, contro la sua volontà, alla monarchia. |
I
primi due capitoli del Libro dei Giudici
Questi
due capitoli costituiscono il legame fra il periodo della conquista e quello
dei Giudici. Il materiale non è disposto in ordine cronologico: 1:1 sembrerebbe
introdurre ciò che avvenne dopo la morte di Giosuè ma alcune di
queste vicende riguardano invece probabilmente lo stesso periodo di Giosuè
(cf. le vicende di Caleb in 1:9ss con Gs 11:21 e 14:13-15).
Note
sui singoli giudici
Othoniel
![]() |
Othoniel
combatte contro Cushan-Rishathaim, re di Mesopotamia. Il testo parla di Aram
Naharaym (Aram dei due fiumi), la zona originariamente compresa tra la parte
superiore dellEufrate e il fiume Kabur. Fu solo successivamente che tale
nome passò a indicare tutta la zona compresa tra il Tigri e lEufrate.
Poiché tale zona era a quel tempo sotto il dominio dei Mitanni, si potrebbe
pensare ad un re di questo regno. Il nome del re significa "Cushan della
doppia malvagità", la cui seconda parte potrebbe essere un soprannome
assegnatogli dagli Israeliti. Alcuni pensano invece che possa trattarsi di
un re di Edom visto che le consonanti di Aram e di Edom sono molto simili in
Ebraico. In ciò si sarebbe incoraggiati
dal fatto che Otnoniel sarebbe un uomo del sud. In tal caso bisognerebbe però
supporre che laggiunta "dei due fiumi" sia un glossa posteriore.
"Tuttavia poiché un distretto chiamato Qusanaruma (Kushanrom) nel
nord della Siria (Aram) è conosciuto da una lista di Ramses III, linvasione
potrebbe essere venuta da questo luogo".(12)
Ehud
Del periodo di questo giudice osserviamo semplicemente come Eglon, il re di
Moab, sia collocato in una reggia e in un ambiente che richiamano alla mente
le condizioni di un signorotto di campagna. Non si deve pensare a grandi regni
nel senso in cui siamo abituati ad immaginarceli dalla storia di altri popoli.
Questo potrebbe corrispondere a quanto gli archeologi dicono, e cioè
che fino al XIII sec. non vi sono tracce di inurbamento massiccio in Transgiordania.
Questa situazione tende comunque a scemare man mano che dal territorio di Edom
si avanza verso nord come avviene nel caso di Moab e degli Amorrei.(13)
Shamgar
Di
lui non si dice molto, tranne il fatto che uccise 600 filistei con un pungolo
da buoi. Non si dice neppure che sia stato un giudice ma solo che è stato
un liberatore dai Filistei. Shamgar non è un nome ebraico e il nome del
padre, Anath, è il nome di una dea pagana. Il SDABC ne deduce che si
tratti probabilmente di un uomo nato da padre non ebreo come doveva avvenire
spesso con i matrimoni misti che si realizzavano. Il fatto che non gli sia
attribuito alcun periodo di giudicatura è interpretato dallo stesso commentario
come segno della contemporaneità con un altro giudice, Debora, che lo
cita nel suo cantico in Gd 5:6 insieme a Jael, la donna che uccide Sisera nellambito
della guerra condotta dalla stessa Debora. Non sono convinto che lassenza
di giudicatura sia dovuta alla contemporaneità con un altro giudice:
in altre giudicature contemporanee, la loro durata è normalmente indicata.
Dobbiamo perciò dire che non sappiamo il motivo per cui questa indicazione
non ci è data. E probabile che Shamgar abbia compiuto semplicemente
una azione che, per quanto straordinaria, non si è prolungata nel tempo.
Lindicazione di Gd 5:6 mi sembra invece più probante in rapporto
ad una probabile contemporaneità. Daltronde Debora agisce nel nord
mentre Shamgar opera verso il sud.
Un
discorso a parte merita invece il fatto che si sia scontrato con dei Filistei.
Questi sono delle popolazioni provenienti dalla zona dellEgeo. Bimson
fa correttamente notare che i Filistei appaiono soprattutto nella seconda parte
del libro dei Giudici e che ciò si spiega molto bene con il fatto che
essi sarebbero diventati una minaccia per Israele dopo il loro insediamento
massiccio sulle coste palestinesi in seguito alla sconfitta che lEgitto
inflisse ai Popoli del Mare di cui essi erano parte. Ciò fa pensare a
Bimson che lepisodio di Shamgar sia stato letterariamente collocato fuori
posto e che dovrebbe riferirsi allepoca di Sansone, quando i Filistei
appaiono come i nuovi nemici di Israele. Un incoraggiamento in questa direzione
viene a Bimson dal fatto che nellaccostamento dei vari giudici, Debora
viene ricollegata ad Ehud saltando a piè pari Shamgar (Gd 4:1). Lo stesso
Bimson fa però notare che Debora cita Shamgar in Gd 5:6. Se, perciò,
si dovesse spostare lepisodio di Shamgar si dovrebbe modificare anche
il cantico di Debora, cosa che ci appare non necessario anche se è ipotizzabile
che lo Shamgar del cantico possa non essere lo stesso di quello citato precedentemente.(14)
Una soluzione potrebbe essere la seguente. Sebbene i Filistei si siano stabiliti
sulle coste Palestinesi - da dove cercano poi di espandersi verso la zona interna
a scapito di Israele - dopo il regno di Ramses III, il faraone che li sconfisse
definitivamente ricacciandoli indietro, non è impossibile pensare che
dei gruppi si siano stabiliti in Palestina già prima di questo periodo
e che vi abbiano assunto una posizione di potere anche se la loro posizione
non era maggioritaria. In questa direzione potrebbe andare lindicazione
contenuta in Gs 13:2 secondo cui la zona delle città di Gaza, Asdod,
Askalon, Gath ed Ekron "appartiene ai cinque principi dei Filistei"
ma "va ritenuta come cananea". Contatti commerciali tra lEgeo
e il Medio Oriente sono antichissimi e le migrazioni stesse dei Popoli del Mare
non sono un fatto unitario. Citiamo a questo proposito Harrison:
"Se è vero che un numero veramente grande di Filistei si è stabilito in Palestina (un nome che deriva esso stesso da Filistei) verso il 1187 a.C., dopo essere stati respinti da Ramses III in una battaglia navale, ci sono buoni motivi per credere che i Filistei fossero attivi in Canaan in un tempo molto più antico. Se il termine è esteso, del tutto legittimamente, in modo da includervi i Minoici e altri popoli dellEgeo con i quali i Filistei sono collegati, si deve allora ricordare che vi sono prove certe di una espansione del commercio egeo nel periodo minoico medio (c. 1900-1700 a.C.)." (15)
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Figura
VIII-2: Ramses III vince i Popoli del Mare
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Debora e Barak
E unesaltazione del valore delle donne. Debora è profetessa
e giudice, e Barak, il condottiero militare, non ha il coraggio di andare alla
battaglia senza di lei. Unaltra donna, Jael, metterà a morte il
capo militare dellesercito nemico, Sisera. Responsabile delloppressione
è la citta di Hatzor, già distrutta da Giosuè ma ora ritornata
ad una nuova vita.
Gedeone
Di Gedeone bisogna notare la disponibilità a superare la situazione di
idolatria esistente nella sua stessa casa mettendosi contro i vicini ma suscitando
ladesione positiva della sua famiglia. La sua vittoria contro i Madianiti
è un inno contro lideologia militare: Dio non può fare vincere
Israele se i suoi soldati sono troppo numerosi. I Madianiti vengono sconfitti
dalla loro stessa violenza in seguito al terrore infuso in loro da Dio che
li ha spinti, nella confusione della notte, a uccidersi gli uni con gli altri.
Dopo questo grande avvenimento la battaglia continua tuttavia con modalità
più usuali.
Lesperienza
di Gedeone mostra come rivalità e risentimenti potessero nascere fra
le tribù di Israele. Efraim si offende per non essere stata chiamata
a partecipare fin dallinizio alla battaglia (Gd 7:23-8:3). Alcune città
israelitiche della Transgiordania, probabilmente timorose di una rivincita dei
Madianiti, si rifiutano persino di dare dei viveri ai 300 uomini di Gedeone
che inseguivano i nemici fuggitivi. La mancanza di solidarietà potrebbe
anche essere dovuta al fatto che Gedeone apparteneva alla tribù di Manasse
ed era seguito da uomini della stessa tribù più quelle di Asher,
Zabulon e Neftali. Succoth e le altre città appartengono invece alla
tribù di Gad. La paura e i particolarismi dividono il popolo di Dio anche
quando sarebbe necessario essere uniti. Cera anche un forte sentimento
di irriconoscenza da parte di queste città, visto che Gedeone stava lottando
per liberare soprattutto loro dalloppressione dei Madianiti che si trovavano
proprio ai loro confini (Gd 8:4ss).
La
sincerità di Gedeone non gli impedisce di commettere un grosso errore
religioso. La fabbricazione dellefod, probabile segno del suo desiderio
di onorare Dio, diventerà motivo di allontanamento dalla pura religiosità
yahvistica segnando una tendenza alla particolarizzazione e alla frammentazione
dellesperienza religiosa dIsraele che si esponeva così maggiormente
agli influssi negativi della religiosità dei Cananei (Gd 8:27).
Da
notare anche il sorgere del bisogno di una organizzazione stabile che desse
sicurezza al popolo. E per questo che a Gedeone viene fatta la proposta
di regnare su Israele. Il suo rifiuto testimonia della fede che Gedeone aveva
nella sovranità di Yahveh e nella sua capacità di aiutare il suo
popolo su basi non militari (Gd 8:22,23). Lidea alletterà invece
uno dei suoi figli, Abimelech che si farà proclamare re dai Sichemiti:
una esperienza che durerà poco e che sarà segnata, dallinizio
alla fine, da violenze e morti (cap. 9).
Jefte
Jefte
è un capo banda emarginato e disprezzato dal suo stesso popolo che però
lo chiama ad essere suo condottiero di fronte alloppressione degli Ammoniti.
Non è quindi Dio che lo chiama e Dio non appare mai come un suo sostegno
diretto. Jefte crede in Yahveh ma la sua religiosità è probabilmente
influenzata da quella dei popoli vicini presso i quali aveva abitato nella sua
giovinezza dopo essere stato cacciato dai suoi. Questo può spiegare il
voto di sacrificare a Dio la prima persona della sua famiglia che gli fosse
uscita incontro al ritorno, se Dio lo avesse aiutato a ottenere la vittoria.
I Cananei arrivavano a sacrificare anche dei figli per avere il favore degli
dèi (2 Re 3:26,27). La legge ebraica lo proibiva (Lv 18:21; Dt 12:31)
ma lo stesso Israele, anche in tempi successivi, influenzato dai costumi pagani,
compirono alcuni sacrifici umani (2 Cr 28:3; 33:6). La storia di Jefte si svolge
su un piano esclusivamente umano: Dio non chiede né approva nulla. Anche
lindicazione che Yahveh gli dette i nemici nelle mani (Gd 11:32) non dipende
dal voto di Jefte e non lo giustifica.
Sansone
Sansone è un eroe solitario, individualista e, almeno inizialmente, superficiale.
Egli è suscitato da Dio. In lui il carisma è evidente ed è
simboleggiato dai capelli lunghi, segno della totale consacrazione a Dio, essendo
nazireo dalla nascita. La perdita della forza in seguito al taglio dei capelli
non deve essere vista in una prospettiva magica. La perdita dei capelli testimoniava
del suo allontanamento dal Signore, mentre la loro ricrescita avveniva nellambito
di un ripensamento dellesperienza personale che lo riporterà ad
una piena comunione con Dio. Di ciò testimonia il suo sacrificio in favore
del suo popolo e nel nome di Yahveh.
Il
tempio pieno di Filistei che Sansone fa crollare non deve essere immaginato
come il tempio di Salomone o una moderna cattedrale. Si trattava probabilmente
di una costruzione modesta il cui tetto era sostenuto fondamentalmente da due
colonne centrali, forse di legno. Abbattute o spezzate queste, tutto crolla.
Fondamentale
nella storia è il rapporto continuo esistente tra Sansone e i Filistei,
e il suo conseguente matrimonio con una loro donna. Questo rapporto era anche
amichevole e testimonia dei contatti tra Israele e i popoli circostanti. Tali
rapporti diventano però una tentazione dalle conseguenze tragiche.
Eli
Di questo giudice si noti la sua correttezza personale ma anche la sua incapacità
a gestire le sue responsabilità nei confronti della famiglia e del popolo.
La sua morte coincide con il momento più tragico delloppressione
filistea. Il popolo è sconfitto nonostante un uso quasi idolatrico e
superstizioso dellarca, e larca stessa viene catturata dai Filistei.
Sulle
vicende dellarca in tale contesto è stato pubblicato un interessante
articolo del Prof. Shea.(16) In esso viene discusso
un ostracon risalente allXI sec. a.C. che Shea interpreta come riferentesi
proprio alla sconfitta di Israele in cui i Filistei catturarono larca
e in cui morirono i due figli di Eli (I Sam 4:11).
Il
testo sarebbe il seguente:
1. Nel campo siamo venuti, / (ad) Afek da Shilo.
2. I Kittim presero (essa e) vennero ad Azor, / (a) Dagon signore di Asdod, (e a) Gath.
3. (Essa ritornò a) Kiriath-Jearim.
4. Il compagno dei fanti, Hofni, venne a dire agli anziani: "E venuto un cavallo (e) su (di esso cera mio) fratello perché noi lo seppellissimo.
Il
testo viene interpretato nel modo seguente: Gli Israeliti sono andati ad Afek,
vicino allaccampamento dei Filistei (I Sam 4:1) partendo da Shilo, il
luogo dove si trovava il santuario e da dove hanno preso larca per portarla
sul campo di battaglia per esserne aiutati (I Sam 4:3). Tuttavia i Kittim (nome
originariamente attribuito agli abitanti dellisola di Cipro ma in seguito
indicante qualsiasi persona proveniente dal Mediterraneo), cioè i Filistei,
la catturano e la portano ad Azor, una località palestinese non citata
dalla Bibbia ma presente nelle liste del re di Assiria, Sennacherib, che la
colloca lungo la costa palestinese. Da qui larca viene portata nel tempio
di Dagon ad Asdod (I Sam 5:2). Successivamente, dopo le disavventure (idolo
di Dagon distrutto, emorroidi, epidemia portata da topi) provocate ai Filistei,
larca viene rimandata agli Ebrei che la pongono a Kiriath-Jearim (I Sam
7:1). Dopo avere narrato il viaggio dellarca, nellultima riga il
testo riprende un avvenimento accaduto durante la battaglia. Uno dei due figli
di Eli, Hofni, ritorna al campo di Eben-Ezer e comunica che qualcuno ha recato
il corpo del fratello (Fineas) su un cavallo perché fosse seppellito.
Gli Ebrei non usavano, a questepoca, i cavalli ed è facile pensare
che si tratti di uno degli animali usati dai Filistei. La morte di Fineas e
il ritorno di Hofni doveva mostrare con chiarezza, senza bisogno di parole,
ciò che era successo allarca di Dio e al popolo: Dio non si è
lasciato manipolare dalla religiosità immorale e superstiziosa di Israele
ed ha giudicato il suo popolo senza lasciarsi giudicare dai vincitori Filistei.
Samuele
Samuele
è lultimo giudice dIsraele. Consacrato al Signore fin dalla
sua nascita, sarà chiamato da Dio ad essere suo portavoce fin dalla sua
giovinezza. Egli assiste alla disfatta spirituale e militare di Israele e si
adopererà perché il popolo possa riconvertirsi a Dio e riottenere
la sua libertà. Nonostante lammirazione che Samuele suscita, il
popolo chiede un re per conquistare una posizione di maggiore stabilità,
unità e sicurezza. Samuele protesta ma, su invito di Dio unge re Saul.
Ma di questo parleremo più ampiamente nella prossima lezione.
Lepoca
di Samuele vede il sorgere delle scuole dei profeti come uno dei mezzi per risollevare
le condizioni spirituali del popolo. Lunico neo della sua esperienza sembra
essere legato alla sua famiglia: "I suoi figliuoli non seguivano le sue
orme ma si lasciavano sviare dalla cupidigia, accettavano regali e pervertivano
la giustizia" (I Sam 8:3). Anche per questo gli anziani dIsraele
chiedono un re non avendo fiducia che qualcuno potesse sostituire degnamente
la guida di Samuele. Questi fatti sono da considerare come testimonianza di
una tendenza a istituzionalizzare la giudicatura facendola diventare quasi una
istituzione familiare. Lo stesso era avvenuto per Gedeone e i suoi figli che
sembra avessero assunto una certa autorità proprio in quanto figli del
giudice loro padre (Gd 9:2).
LETTURE
1)
Libro dei Giudici
2) Rut
3) I Samuele 1-7
DOMANDE
1)
Quali sono i limiti del periodo dei Giudici?
2) In cosa consisteva lufficio di giudice e in quali modi diversi essi
lo hanno svolto?
3) Come si risolve il problema della sovrabbondanza di anni indicati dal libro
dei Giudici rispetto a quelli effettivamente disponibili?
4) Quali erano le condizioni morali e religiose del popolo? Perché?
5) Comera organizzato Israele in questo periodo?
6) Qual era la situazione politica in Canaan e presso i popoli vicini?
7) Quali elementi possono fare pensare che Othoniel abbia combattuto contro
un re di Mitanni o contro Edom?
8) In che modo Ehud liberò Israele dai Moabiti?
9) Quale problema cronologico abbiamo discusso riguardo a Shamgar? Come si pone
il problema dei Filistei alla sua epoca?
10) In quale contesto e in che modo Debora svolse la sua funzione di giudice?
11) Quali elementi possiamo trarre dalla storia di Gedeone riguardo alle condizioni
religiose e sociali di Israele? Quali lezioni spirituali possiamo trarre dalla
sua esperienza?
12) In che modo valuti lesperienza spirituale di Jefte?
13) Che tipo di giudice era Sansone. Che rapporto cera tra i suoi capelli
e la sua forza?
14) Quali avvenimenti segnarono lesperienza di Eli?
15) Quali contributi dette Samuele nella storia di Israele? Quale cambiamento
radicale avvenne in Israele durante la sua giudicatura?
NOTE
(1)
Un efod era una sorta di tunichetta senza maniche. Cera un efod per il
sommo sacerdote e un efod per sacerdoti normali e qualcun altro. Quello di Gedeone
era forse, secondo linterpretazione di alcuni, posto addosso a qualche
simulacro, una sorta di manichino che poi sarebbe stato accolto come un idolo.
Per Ellen G. White, invece, Gedeone cercò di instaurare una sorta di
servizio divino non autorizzato, convinto che lavere offerto precedentemente
un sacrificio per ordine del Signore (Gd 6:24-27) lo avesse consacrato come
sacerdote.
(2) Nella divisione del territorio fra le tribù, Dan aveva ricevuto una parte incuneata tra i territori di Giuda, Beniamino ed Efraim, ma si era poi stabilito più a nord come è narrato in Gd 18.
(3) SDABC, II:127,128.
(4) SDABC, II:128.
(5)
Bright, A History ..., pp. 93-96.
(6)
Bimson, pp . 224-230. Una ulteriore discussione in Harrison, Intruduction
..., pp. 318-321. Harrison è più categorico: gli Habiru non sono
gli Ebrei sia per motivi storici che linguistici. Egli nota che se si trattasse
degli Ebrei dellepoca di Giosuè dovremmo trovare una qualche corrispondenza
tra i nomi dei re delle tavolette di Amarna e quelli dei re cananei del libro
dei Giudici. Ma secondo il quadro dato da Giudici i re distrutti non debbono
avere avuto la possibilità neppure di chiedere aiuto allEgitto,
perché gli avvenimenti corsero più velocemente di quanto essi
potessero aspettarsi. La situazione in Canaan durante lepoca di Amarna
sembra quella di una situazione di instabilità generale piuttosto che
quella di un tempo limitato. Allobiezione di Harrison, Bimson risponde
facendo notare che mancano dalla corrispondenza città come Gabaon, Gerico,
Hebron e Bethel, città distrutte precedentemente da Giosuè (Bimson,
p. 227).
(7)
Tr. in A. Rolla, La Bibbia ...., p. 140.
(8)
A. Rolla, La Bibbia ..., p. 140.
(9) Bimson, Redating ..., p. 69.
(10)
Harrison, Introduction ..., p. 323.
(11) A. Rolla, La Bibbia ..., p. 140.
(12) Brignt, A History ..., 179. Bright, posticipando lesodo pensa che anche questa invasione possa essere avvenuta allinizio del XII sec., ma il fatto che tale distretto sia elencato in una lista di Ramses III non significa che esistesse solo al suo tempo e non anche precedentemente.
(13)
Per una discussione sulla questione vedi Bimson, Redating ..., pp. 61-68.
(14) Per una discussione su Shamgar e i Filistei vedi Bimson, Redating ..., pp. 86,87.
(15) R.K. Harrison, Introduction ..., p. 312.
(16)
William H. Shea, "I viaggi dellarca", Adventvs 3 (1990):3-11.
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