NOTE
(1)
K. Kenyon, Archeology in the Holy Land, 1979, p. 177: "E certo
che non si può costruire una cronologia sulla base della lunghezza della
vita dei Patriarchi ... Le cifre bibliche riflettono soltanto la venerazione
che Israele aveva per i suoi antenati ai quali la tradizione arrivò ad
attribuire un gran numero di anni e molta saggezza."
(2)
Paul J. Ray, jr, "The duration of the Israelite sojourn in Egypt",
Andrews University Seminary Studies, Autumn 1986, Vol. 24, n° 3,
231-248.
(3)
Ray (233,234) descrive la situazione come segue: Tutti i manoscritti del samaritano
e diversi manoscritti della LXX , più alcune altre versioni antiche (Armena,
Boarica, Etiopica, Siro-Esapla, Eusebius-Chron.), aggiungono la frase "e
i loro padri" a "i figli dIsraele". Per quel che riguarda
lindicazione temporale in sé, i 430 anni sono attribuiti sia al
soggiorno palestinese che a quello egiziano sia da tutti i manoscritti samaritani
che da due della LXX (h,B) e dalla Siro-Esapla. Tutte le altre traduzioni, compresa
la Vulgata e la Peshitta, seguono il testo masoretico. I due manoscritti della
LXX riportano sia la frase "Nella terra di Canaan e nella terra di Egitto"
(h) che quella "nella terra di Egitto e nella terra di Canaan" (B).
B aggiunge inoltre 5 anni alla durata del soggiorno che in tutti gli altri manoscritti
è indicata in 430 anni. La tradizione della LXX non appare quindi univoca
e certa e, a parte i manoscritti samaritani, la maggior parte delle antiche
versioni conferma il Masoretico che è quindi da preferire.
(4)
G. Gerlman, "Dôr" , in E. Jenni e C. Westermann, Dizionario
Teologico dellAntico Testamento, Vol. I, Marietti, Torino 1978), coll.
384-386, rifiuta lidea che dôr abbia lidea di circolarità
ma mantiene la sostanza di quanto detto da Ray: "Comunque vada interpretato
il termine anche dal lato etimologico, il suo significato è di ordine
temporale: durata, continuità. Ma, secondo la concezione
ebraica, un tempo che perdura non è una pura astrazione. Esso si percepisce
sempre nel suo contenuto (...). Lo spazio di tempo che viene indicato con dôr
può essere inteso solo come durata delluomo che in esso vive. Il
passato e il futuro vengono descritti come un susseguirsi di molte generazioni."
(5)
La cifra apparirebbe sproporzionata anche interpretandola non tanto come migliaia
nel senso numerico abituale, ma nel senso di "raggruppamenti".