MANUALE
DI STORIA D'ISRAELE
Giovanni Leonardi
LEZIONE
II:
DATAZIONE DELL'ESODO
La
data dellesodo è oggetto di ampio dibattito. I dati su cui fondarsi
per giungere a una conclusione sono di due tipi: biblici e archeologici.
Dati
biblici
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I Re 6:1 Il quattrocentottantesimo anno dopo luscita dei figliuoli dIsraele dal paese dEgitto, nel quarto anno del suo regno sopra Israele, nel mese di Ziv, Salomone cominciò a costruire la casa consacrata allEterno. |
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Esodo 1:8-15 "Or sorse sopra lEgitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. Egli disse al suo popolo: ... Ed esso edificò a faraone le città di approvvigionamento, Pithom e Ramses. Ma più lopprimevano, e più il popolo moltiplicava e sestendeva; e gli Egiziani presero in avversione i fi-gliuoli dIsraele, e fecero servire i figliuoli dIsraele con asprezza, e amareggiarono loro la vita con una dura servitù, adoprandoli nei lavori dargilla e di mattoni e in ogni sorta di lavori nei campi. E imponevano loro tutti questi lavori, con asprezza. E il re dEgitto parlò anche alle levatrici degli Ebrei ..." |
Una
discrepanza?
Secondo
il testo di I Re 6:1, lesodo dovrebbe essere avvenuto 480 anni prima del
4° anno di regno di Salomone cioè nel 966+480=1446/5. Saremmo in
tal caso sotto il regno di Tutmosi III (1490-1436), nellambito della XVIII
dinastia.
Se però si accetta lindicazione di Esodo 1:11 come indicante la
costruzione di Pithom e Ramses da parte degli Israeliti, sotto il regno di Ramses
II, allora lesodo dovrebbe essere avvenuto non prima di questo faraone
(1290-1224) della XIX dinastia, nel XIII sec.
Soluzione
Esodo 1 non può essere usato come prova del fatto che la schiavitù
di Israele si sia estesa fino allepoca di Ramses II. La denominazione
"città di Ramses" potrebbe essere dovuta ad un aggiornamento
del testo da parte degli scribi posteriori che avrebbero così fatto capire
ai lettori loro con-temporanei del testo che la città edificata dagli
Israeliti era quella che al loro tempo era chiamata "Città di
Ramses".
Un
procedimento di questo tipo è documentabile nello stesso libro del Genesi
47:11. Qui si dice in-fatti che Giacobbe si sarebbe stabilito nella "terra
di Ramses" senza che nessuno osi pensare che tale avvenimento sia successo
allepoca di Ramses. Altrove (46:34) tale regione è più semplice-mente
detta "terra di Goshen". Un ulteriore esempio è dato dal nome
di Dan applicato a Lachish (Gn 14:14) allepoca di Abramo, mentre la località
avrebbe preso il nome Dan, dalla tribù discen-dente dallomonimo
figlio di Giacobbe (Gn 30:6), solo dopo la sua conquista da parte degli Israeliti
(Giosuè 19:47).
Anche
oggi noi diciamo che i Romani conquistarono Bologna, mentre a quel tempo la
città si chiamava Felsina.
Dati
archeologici: linee programmatiche
La
questione dei dati archeologici è più complessa.
Si
tratta di stabilire innazitutto a quali località attuali corrispondano
le due città menzionate in Esodo 1 e studiare poi se i loro resti permettano
una effettiva datazione della loro costruzione sotto la XIX dinastia o sotto
unaltra.
Bisogna poi studiare i dati archeologici della Palestina per vedere se vi sono
tracce di una conquista violenta, come quella descritta nella Bibbia, nellambito
della XIX dinastia o della XVIII.
Identificazione
di Pi-Ramses (Bimson 33-40)(1)
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Figura
II-1
Attualmente
questa città è identificata con Tanis (Brugsch, 35) o, più
ancora, con Qantir (Montet, Albright e altri, 35).
Per
quel che riguarda lidentificazione con Tanis, essa cade perché:
1)
Sembra che tale città non sia stata costruita prima della XXI dinastia
(Vanseters) e quindi non può essere stata costruita dagli Ebrei come
si pensava prima.
2)
Molto materiale fu portato a Tanis sotto la XXI dinastia proprio da Qantir dove
si trovano molti pezzi in sito dellepoca di Ramses II (Van Seten).
3)
Le descrizioni letterarie di Pi-Ramses corrispondono meglio a Qantir che a Tanis.
E
quindi con Qantir che deve essere identificata Pi-Ramses.
C'era
però il problema che, anche identificando Pi-Ramses con Qantir, non erano
stati scoperti, in un primo tempo, in tale località, resti risalenti
a prima della XIX dinastia. Si pensava pertanto che ciò fosse prova del
fatto che lesodo non poteva essere avvenuto prima del XIII sec.
"Comunque, gli studi di L. Habachi hanno prodotto una grande quantità di nuovi elementi sulla storia della città. Ci sono prove della fioritura in tale area di una città durante il Regno Antico, e molte più prove certe del fatto che una città di una certa grandezza esistesse durante il Regno Medio" proprio quando noi pensiamo che gli Ebrei furono costretti a edificare Ramses e Phitom (Bimson 35).
Identificazione di Pithom (Bimson 40-43)
Naville
lo ha identificato con Tell el-Maskouta, sito ove si trovano costruzioni innalzate
da Ramses II. Gardiner ha tuttavia rifiutato questa identificazione a favore
di quella con Tell er-Retebah.
La
prova sarebbe data dalla scoperta di una pietra miliare di epoca romana con
lindicazione "ERO". Tenuto conto del fatto che ERO era la forma
latina di Heropolis, città di Heron, e che He-ron equivale allegizian
Atum si vede facilmente come tale pietra miliare indichi Pi-Hatum o Pithom.
Tale
pietra è stata trovata vicino a Tell el-Maskouta ma indica che questultima
località si trova a nove miglia romane da Ero, proprio la distanza che
intercorre tra questa località e Tell er-Retebah.
Tra
i sostenitori di questa identificazione troviamo Albright, Wright, Harrison.
Recentemente
è stata avanzata lipotesi che Pithom possa essere identificata
con Eliopolis. Tuttavia, sia questa città che Tell er-Retebah esistevano
durante il Regno Medio e consentono al fatto che lesodo possa essere avvenuto
sotto la XVIII dinastia.
Inconsistenza
ipotesi XIX dinastia su base testuale
(Bimson 39,40)
Un
elemento da considerare è il tempo che deve essere passato dallinizio
della costruzione delle due città menzionate in Esodo 1 e lesodo.
I vv. 8-15 pongono i lavori forzati per costruire tali città allinizio
delloppressione che sembra si sia sviluppata sempre più forte fino
a minacciare di estinzione il popolo dIsraele attraverso luccisione
dei figli maschi. Ora, se si pensa che Mosè nasce in tale periodo e che
lesodo avviene quando egli era vecchio 80 anni, si capisce che se le due
città di cui si parla sono state costruite sotto Ramses, non è
allora possibile che lesodo sia avvenuto sotto lo stesso faraone (Ramses
regnò solo 66 anni, dal 1290 al 1224).
Non cè quindi da meravigliarsi se, come fa osservare Harrison (che tuttavia mantiene lidentificazione tra Pithom e Tell er-Retebah), non vi sono tracce di lavori pesanti in questa località sotto la XVIII dinastia: loppressione, e con essa la costruzione della città può essere cominciata molto tempo prima. Nellipotesi della cronologia lunga suggerita da Ray, loppressione si sviluppa intensamente proprio durante loccupazione degli Hyksos.
Un
elemento che rende impossibile l'esodo sotto la XIX dinastia è dato da
Giudici 11:26 che richiede 300 anni tra l'inizio della conquista e il tempo
di Jefte a cui si riferisce.
Archeologia
palestinese e conquista israelitica
(Bimson 43ss)
Gli
scavi fatti in Palestina negli ani 30 hanno contribuito notevolmente allaffermazione
della tesi del XIII sec. per lesodo. Per Albright vi erano delle evidenze
di una distruzione violenta verso la fine del XIII sec. di diverse città
tra cui Bethel e Lakish. Il ritrovamento tra le rovine di Lakish di una iscrizione
che egli pensava si riferisse al IV anno di Mernepta - successore di Ramses
- gli fece datare allepoca di questo faraone la conquista della città
da parte di Israele.
Tuttavia,
pur mantenendo approssimativamente la data di queste distruzioni, si può
discutere ab-bondantemente sullidentità di chi le ha prodotte.
Testimonianze
bibliche di distruzioni: Se lesodo è avvenuto, come crediamo,
verso la metà del XV sec., allora la fine del XIII secolo deve essere
collocato nel mezzo del periodo dei giudici. Ma anche in tale periodo cè
traccia di diverse distruzioni di città palestinesi:
Jefte
conquista 20 città degli Ammoniti (Gd 11:32,33).
Gli
Israeliti stessi, combattendo tra di loro, distruggono e incendiano la
città di Ghibea e altre della tribù di beniamino (Gd 20:40,48).
Altre
possibili cause di distruzione: Bisogna notare che non sempre è distinguibile
una distruzione avvenuta nel XII secolo da una avvenuta nel XIII, o una avvenuta
nella prima parte da una nella se-conda parete del secolo. In questo quadro
è possibile che molte distruzioni siano avvenute ad opera di diversi
agenti.
Popoli
del Mare: Buona parte dei territori sul Mediterraneo Orientale vengono sconvolti
dal passaggio dei cosiddetti "Popoli del Mare" che arrivano a mettere
in serio pericolo lo stesso Egitto allepoca di Ramses III (1183-1152).
Una delle loro distruzioni potrebbe essere quella di Hazor (V. Fritz. Bim. 51).
I
Filistei sono una popolazione non semita che si insedia sulla costa della
Palestina in seguito alla sconfitta in Egitto dei Popoli del Mare. Essi domineranno
Israele fino allepoca di Saul e Davide e qualche distruzione può
essere dovuta a loro. Lachish potrebbe essere stata distrutta da loro (Tufnel.
Bim. 50). Liscrizione riferentesi al IV anno di Mernepta non è
detto che si riferisca al Mernepta successore di Ramses II perché potrebbe
riferirsi ad almeno altri due suoi successori e, in ogni caso, essa pone un
limite post quem alla distruzione della città e non indica necessariamente
una contemporaneità tra la data delliscrizione e quella della distruzione.
LEgitto
stesso può essere uno degli agenti delle distruzioni del XIII(-XII) sec.
La reazione egiziana allinvasione dei Popoli del Mare porta questi ad
affermare infatti, come aveva già fatto Mernepta, il loro dominio sulle
zone limitrofe della Palestina (Bim. 49).
Lobiezione
del calo di cultura: Alcuni, come Bright, hanno fatto notare che pur ammettendo
che non vi sono prove per dire che sia stato Israele a produrre queste distruzioni
durante la sua conquista della Palestina, tuttavia, il fatto che queste distruzioni
siano state seguite dallapparizione di una cultura più povera,
darebbe il diritto di pensare proprio agli Israeliti. A ciò si ribatte
che:
A.
E ovvio che, se alla distruzione segue un insediamento della stessa popolazione
precedente, questa si ritrovi in situazioni molto più disagiate di prima
e solo dopo un lungo periodo di tempo possa ritornare alla condizione originaria
e magari superarla. Non si può quindi usare questo argomento per dire
che il calo di cultura è segno dellinvasione di un popolo straniero.
B.
"Kenyon osserva anche che «il cambiamento più grande»
nella cultura avvenne verso il 1400 a.C., ... , quando si realizzò un
«evidente deterioramento». Ma «non cè un rottura
completa» tra il periodo che va dal 1400 al 1200 a.C. Kenyon suggerisce
che gli Israeliti insediandosi in Canaan ab-biano adottato la cultura della
popolazione ivi stabilita, con il risultato che il loro arrivo non è
ri-flesso nei resti archeologici" (Bim. 52).
Se
non fosse per la tesi di una conquista israelitica della Palestina nel XIII
sec. "nessun archeologo avrebbe avuto alcun motivo di supporre che il XIII
sec. a.C. in Palestina abbia visto la nascita di una nuova nazione che sarebbe
giunta al suo più pieno sviluppo verso la fine dellXI sec. a. C."
(Franken, in Bim. p. 53).
Il
caso Gerico
Gerico
è stata la prima città che Israele conquistò dopo il passaggio
del Giordano e sappiamo dal racconto biblico che essa è stata completamente
distrutta (Giosuè 5:13-16:17).
Quando
nel 1931, in seguito ai suoi studi, Garstang affermò che le mura della
città D erano cadute prima del 1400 (anche se poi parlò di un
periodo tra il 1400 e il 1385), la cosa fece pensare subito al periodo della
conquista Israelitica.
Negli
anni 50, Kanyon riscavò Gerico e giunse a conclusioni molto diverse
da quelle di Garstang: Per lei "a Gerico non cera alcuna città
tra c. 1550 e c. 1440 a.C., e la città che sorse a questultima
data cessò di essere occupata verso il 1325 a.C. Il sito rimase non abitato
fino alla fine delletà del bronzo" (verso il 1200) (Bim. 44).
Questa ricostruzione non corrisponderebbe quindi né con lipotesi
della metà del XV sec. né con quella del XIII sec. Al momento
in cui noi collochiamo la conquista (circa 40 anni dopo lesodo, quindi
proprio verso il 1400) Gerico non sarebbe stata distrutta ma appena ricostruita.
Detto
in altri termini: Nel 1550 sarebbe stata distrutta una città appartenente
al Bronzo Medio. Questa città non può essere quella distrutta
dagli Ebrei. Giosuè avrebbe invece preso nel 1325 unaltra città
delle cui fortificazioni non rimangono tracce e appartenente al Bronzo Recente.
Tesi
di Bimson (119-136): Bimson obietta però quanto segue:
A.
Le ricostruzioni che pongono la conquista israelitica dopo il XV sec., sia quella
di Kenyon che la pone verso il 1325, sia quelle che la pongono dopo, si trovano
a dovere confrontarsi con il fatto che della Gerico distrutta da Giosuè
non sarebbe rimasta quasi alcuna traccia. Le spiegazioni date (collocazione
in altro luogo, piccolo forte, erosione, eziologia) non reggono alla realtà
dei fatti. E bisogna chiedersi se tale mancanza non sia dovuta proprio al fatto
che si cerca nel momento sba-gliato.
B.
La data 1550 avanzata da Kenyon per la prima distruzione della Gerico del Bronzo
Medio deriva dal collegamento con lespulsione degli Hyksos dallEgitto.
Gerico sarebbe stata una roccaforte Hyksos e sarebbe stata distrutta dagli Egiziani
insieme ad altre loro roccaforti che gli Hyksos avrebbero avuto in Palestina.
Se è vero che gli Egiziani assediarono Shardun, nellestremo sud
della Palestina, non si hanno però prove di una loro avanzata in Palestina
con conseguente vendetta sulle città di questa regione (124-125). Sembra
invece che subito dopo aver preso Shardun, assediata per 3 anni, Amosis ritornò
in Egitto per riprendere il controllo della Nubia. Come si può pensare
che lEgitto fosse in grado di operare le tante supposte distruzioni in
Palestina quando dovette assediare per ben tre anni solo la località
di Shardun?
C.
La data del 1550 per la distruzione di Gerico ad opera degli Egiziani corrisponderebbe
approssi-mativamente alla distruzione di molte località della Palestina.
Se non fossero stati gli Egiziani a produrle, sarebbe del tutto logico pensare
alla conquista israelitica. Ci sarebbe però il problema della data che
sarebbe in anticipo di circa un secolo e mezzo. A tale obiezione Bimson risponde
con quanto segue.
D.
Esiste una premessa errata a proposito della cronologia di questo periodo. Queste
distruzioni vengono assegnate alla metà del XVI sec. perché si
è deciso che fossero gli Egiziani a caccia di Hyksos a produrle. Niente
impedirebbe invece di fare corrispondere queste distruzioni con linvasione
dIsraele facendole scendere fino alla fine del XV sec.
E)
Corrispondenze tra invasione israelitica e dati archeologici:
1)
Corrispondenza delle fortificazioni. La città del 1550 era dotata di
enormi fortificazioni come aveva la città dellepoca di Giosuè
(Gs 6:1).
2)
Corrispondenza dellincendio. Tale città finisce in seguito ad una
distruzione violenta conclusasi con un incendio di cui rimangono evidenti tracce.
Lo stesso avviene con Giosuè (Gs 6:24).
3)
Corrispondenza del terremoto. I resti archeologici mostrano che la città
ha subito, prima dellincendio, un violento terremoto. Di ciò testimoniano
le tombe di questo periodo. Esse mostrano segni di distorsioni provocati dal
movimento della terra e uno stato straordinario della conservazione dei corpi
e del materiale organico depositato presso di loro. Tale preservazione, che
non si ritrova nelle tombe anteriori e posteriori, può essere spiegata
con lemissione di gas attraverso le fessure provocate dal terremoto, gas
che avrebbe prodotto la morte degli agenti batterici e delle termiti che altrimenti
avrebbero disintegrato a poco a poco i resti organici. Anche la città
di Giosuè cade in seguito ad un terremoto che abbatte una parte delle
mura (non tutte!) permettendo agli Israeliti di entrare. Attività telluriche
in questo periodo possono essere viste in vari fenomeni tra cui quelli del Sinai,
dello stesso passaggio del Giordano o della voragine che inghiottì Core,
Dathan e Abiram (Nm 16:25-27).(2) Gerico si trova
sopra una fessura della crosta terrestre che si estende lungo la valle del Giordano,
attraverso la depressione del Mar Rosso, fino allAfrica Centrale.
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Figura
II-2
4)
Corrispondenza dellepidemia. Le tombe della Gerico di questo periodo mostrano
che vi è stata, poco prima della distruzione della città, una
quantità notevole di morti (seppellimenti multipli non riscontrati prima
e dopo); fatto che lascia pensare ad una epidemia.(3)
E interessante notare come una epidemia mandata da Dio infierì
in quel periodo tra gli Israeliti (Nm 25:1-3,8up,9) che si trovavano nelle pianure
di Moab vicino al Giordano di fronte a Gerico (Nm 22:1; cf. 33:48,49). Tale
avvenimento accadde non molto tempo prima della conquista di Gerico e può
sincronizzarsi molto bene con la corrispondente epidemia a Gerico.
F.
Non collegamento con gli Hyksos. Non vi sono prove che Gerico sia stata una
fortezza degli Hyksos e che per questo debba essere stata aggetto della vendetta
egiziana. Lunico legame tra la Gerico della fine del Bronzo Medio e gli
Hyksos che la Kenyon mantiene sarebbe data dal tipo di fortificazioni della
città, fortificazioni che assomiglierebbero a quelle di alcune roccaforti
Hyksos in Egitto (Bim. 127). Tuttavia anche questa prova è stata discussa
e respinta: Le fortezze Hyksos in Egitto non sarebbero affatto tali e sembra
assomigliare maggiormente a fondamenta di templi (Bim. 128,129).
La
stessa Kenyon, pur senza ritrattare la sua identificazione di Gerico e di altre
città del Bronzo Medio quali città Hyksos, sembra abbia cominciato
ad avere dei dubbi sul fatto che Gerico sia stata distrutta dagli Egiziani.
Nel 1967 scriveva infatti: "La distruzione potrebbe essere stata causata
sia dalla vendetta degli Egiziani contro i loro nemici asiatici, sia da gruppi
cacciati dallEgitto" (Bim. 130). Nel 1971 dice che queste distruzioni
"sono dovute verosimilmente allattacco di gruppi di Asiatici spostatisi
dallEgitto a questo momento" (Bim. 130). Chi sarebbero questi asiatici
che ver-so il 1550 avrebbero lasciato lEgitto - nella prospettiva della
Kenyon - se non gli Hyksos stessi? Ma come potrebbero gli Hyksos distruggere
Gerico e le altre città se queste erano città Hyksos? Bimson osserva
giustamente che ciò distrugge tutta la tesi che le distruzioni della
fine del Bronzo Medio siano dovute agli Hykson (Bim. 131). Ma se queste città
non erano Hyksos, non vi sono pro-ve per sostenere che i distruttori fossero
gli Hyksos cacciati dallEgitto. Meglio è pensare che questi "gruppi
di Asiatici" non siano altro che gli Ebrei, e che le loro azioni debbono
collocarsi circa un secolo dopo di quando supponga la Kenyon (Bim. 131).
G.
Come spiegare allora la presenza di resti a Gerico (scarabei, qualche resto
di casa, qualche resto di ceramica nelle tombe) dopo la distruzione della città
da parte di Giosuè? Costui maledisse la città e chi lavesse
ricostruita (Gs 6:26). Tale ricostruzione avvenne allepoca di Achab nel
IX sec. (I Re 16:34). Vi sono però tracce di una qualche occupazione
del sito dopo la distruzione di Giosuè e prima della sua ricostruzione:
Gd 3:13 (cf. con Dt 34:3 per identificazione della città delle palme
e Gerico) ci dice che Eglon, re di Moab, con degli Ammoniti e degli Amalekiti
si impossessarono della località. Ritroviamo però Gerico, sotto
Davide, in possesso degli Israeliti che evidentemente lavevano tolta ai
Moabiti (II Sam:5). Non deve essersi trattato di una città perché
Davide fa ferma-re qui i suoi ambasciatori umiliati dal re degli Ammoniti con
il taglio di metà della barba, proprio perché non avessero a vergognarsi
di fronte alla popolazione. E quindi probabile che vi si fosse stabilito
una sorta di avamposto militare. Alloccupazione moabita può meglio
essere attribuita la causa della presenza dei resti che ritroviamo nella Gerico
attribuita al Bronzo Recente.
"Le prove archeologiche delletà del Bronzo Recente (o piuttosto la loro mancanza) è molto meglio spiegata pensando che non vi sia mai stata una vera città a Gerico durante il Bronzo recente ma solo qualche insediamento sporadico. Ciò spiegherebbe la scarsezza di resti di case, la completa man-canza di qualsiasi traccia di mura difensive, e anche il fatto che non siano attestate delle vere tombe del Bronzo recente ma solo il riutilizzo di certe tombe del Bronzo Medio da parte degli abitanti successivi (...). Ciò spiegherebbe anche lassenza di riferimenti a Gerico nella corrispondenza di Tell Amarna" (Bim. 136).
Conclusione
Non
vi sono quindi dati archeologici che escludano la conquista di Canaan da parte
di Israele alla fine del XV sec. a.C.. Non abbiamo naturalmente discusso altri
elementi che dovrebbero essere considerati (ceramica, situazione di altre città)
ma neppure questi si oppongono alla ricostruzione qui proposta, fornendo invece
dei riscontri importanti tra i dati archeologici e i dati biblici.
LETTURE
Esodo
1-20,32: Dalla schiavitù al Sinai
Numeri 9-17: La prima pasqua nel deserto. La nuvola. Verso la terra promessa,
ribellioni.
Numeri 20-25: Morte di Maria. Problemi con Edom e Moab. Idolatria.
Numeri 27:12-22: Giosuè scelto come successore di Mosè.
Numeri 31-33: Verso il Giordano.
Deuteronomio 34: Morte di Mosè.
Giosuè: La conquista dei territori oltre il Giordano.
DOMANDE
1)
Quali indicazioni ci fornisce Es. 1 sullo svolgimento del periodo di oppressione
in Egitto?
2)
Quali indicazioni ci forniscono i testi biblici sulla cronologia dellesodo?
Come valutarli?
3)
Per quali motivi tratti dalla Bibbia si pensa abitualmente che lesodo
sia avvenuto durante la XIX dinastia nel XIII sec.? Come spiegate queste indicazioni?
4)
Quali elementi possiamo trarre dallarcheologia dellEgitto per determinare
se lesodo possa essere avvenuto o meno nel XV sec.?
5)
Quali sono le tappe fondamentali della storia della Palestina nei secc. XVI-XXII
in base alla ricostruzione fatta dalla maggior parte gli archeologi moderni?
In particolare cerca di evidenziare quali distruzioni in serie di località
palestinesi sarebbero testimoniate, e perché sarebbero avvenute.
6)
Qual è invece la ricostruzione di Bimson delle grandi linee della cronologia
del periodo su indicato?
7)
Quali corrispondenze possiamo trovare tra i dati biblici e larcheologia
in rapporto alla distruzione della Gerico della fine del Bronzo Medio da parte
degli Israeliti?
NOTE
(1)
La sostanza di questo capitolo segue John J. Bimson, Redating the Exodus
and Conquest, Vol. 5 del Journal for the Study of Old Testament,
Supplement Series, The Almond Press, Sheffield 1981.
(2)
Il riferimento a fenomeni naturali non elimina liniziativa di Dio che
di essi si può servire come ha fatto in tante altre occasioni.
(3)
Ccosì scrive Katheen M. Kenyon in Archeology in the Holy Land,
Ernst Benn Limited - W. W. Norton and Company Inc., London-New York 1979, parlando
di un gruppo di tombe in cui si ritrovano diversi seppellimenti contemporanei
anche di interi gruppi familiari: "La data dei gruppi di tombe dalle quali
provengono queste oggetti risale proprio alla fine del Bronzo Medio II, nella
fase V, e i ritrovamenti stessi rappresenterebbero dunque larredo delle
case la cui distruzione segna la fine delletà del Bronzo medio
a Gerico. Si può supporre che vi sia stata una grave epidemia che abbia
spazzato via intere famiglie in unepoca così tarda della vita della
città, che le tombe non sono state mai più riaperte per successivi
seppellimenti."
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